Consiglio Regionale del Piemonte

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Dibattito sulle firme irregolari

Su richiesta del gruppo consiliare M5S, il capo dell’Esecutivo ha svolto una comunicazione sugli sviluppi della vicenda delle varie sentenze delle corti amministrative sulla liceità della raccolta delle firme a supporto delle liste elettorali a sostegno del medesimo presidente della Giunta regionale nelle ultime elezioni.

Secondo il presidente della Regione, “pur in assenza di elementi di novità non mi sottraggo a una risposta. Le varie sentenze di Tar e Consiglio di Stato legittimano formalmente la mia candidatura e, quindi, la mia elezione risulta politicamente inoppugnabile. La conclamata correttezza formale diventa, quindi, un punto fermo sotto il profilo politico. In secondo luogo, c’è una procedura di querela di parte, non saprei cosa aggiungere. Se si dovessero verificare dei problemi di tipo politico gli affronteremo come altri che potrebbero sorgere nel prosieguo della legislatura”.

Sulla comunicazione si apre quindi un dibattito al quale partecipano i capogruppo di M5S, FI e Pd ed alcuni consiglieri del M5S.

Secondo i gruppi di opposizione non è in discussione la vittoria elettorale in sé ma la legittimità, il rispetto aprioristico delle regole particolarmente per chi ha impostato la campagna elettorale sul tema della legalità. Questo perché al di là delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che darebbero torto alla ricorrente, diversi esponenti del maggiore gruppo che sostiene la maggioranza sono stati imputati di falso. Oltretutto quasi tutti hanno deciso di patteggiare con una implicita, se non formale, ammissione di colpevolezza. Secondo il gruppo FI risulta sorprendente che la precedente legislatura sia stata interrotta per il problema di un consigliere di un piccolo gruppo con un limitato numero di voti, e adesso tutto vada bene, se non formalmente, certamente dal punto di vista politico. Viene anche rilevato dal gruppo M5S che se fosse invalidata l’elezione di consiglieri querelati del Pd, verrebbero sostituiti anche con consiglieri di altre liste politiche per cui vi sarebbe un rilevante cambiamento nell’emiciclo.

Il capogruppo di FI ha poi chiesto di riformare il sistema elettorale nel suo complesso sulla base di una propria proposta di legge, una sollecitazione accolta da tutti gli interlocutori.

Il capogruppo del Pd ha rimarcato l’enorme vantaggio con il quale ha vinto l’elezione l’attuale presidente della Regione rispetto ai suoi concorrenti e il riconoscimento corale della legittimità politica della vittoria elettorale. In merito alla querela di falso a carico dei componenti del Pd, il capogruppo ha affermato l’intenzione di rispettare l’operato della magistratura e la serena attesa della sentenza.

I fatti in breve

  • Su richiesta del gruppo M5S, il presidente della Regione ha svolto una comunicazione sulle recenti sentenze delle corti amministrative sulle c.d. firme false a supporto delle liste che hanno vinto le ultime elezioni regionali.
  • Ha fatto seguito un dibattito al quale hanno partecipato due gruppi consiliari di opposizione e il principale gruppo della maggioranza.