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Comunicazione politica

È stato presentato a Palazzo Lascaris il 4 aprile il numero speciale della rivista di ComPol, il quadrimestrale dell’Associazione Italiana di Comunicazione Politica edita da Il Mulino, dedicato al tema “Meno Europa, altra Europa – La definizione dell’Europa in un frame controverso”, curata da Marinella Belluati docente di Analisi dei Media presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.

Insieme alla curatrice, erano presenti alla presentazione Franca Roncarolo, direttrice del Dipartimento di Culture, Politica e Società e della rivista Comunicazione Politica, Michele Ruggiero, giornalista Rai della sede di Torino, e un europarlamentare eletto nel Nord Ovest.

Il volume raccoglie diversi contributi – saggi ma anche rubriche con focus tematici e recensioni – su un tema, quello dell’Europa, oggi ritenuto più che mai centrale. 39 le proposte di articoli giunte in redazione, provenienti da tutta Europa, di cui 5 quelle selezionate e pubblicate sulla rivista, tra cui il saggio di Giovanni Barbieri sul cosiddetto “Malcontent block”, espresso dai partiti antieuropei, e quello di Fabio Sozzi, che rende conto della complessità del processo decisionale europeo.  Spazio anche agli aspetti più comunicativi, con il saggio di un gruppo di ricercatori di diverse sedi italiane che ha misurato l’impatto di un format televisivo che ha messo a confronto, per la prima volta, i candidati alla presidenza della Commissione Europea, e con due contributi che mettono a fuoco i nuovi scenari della comunicazione politica attraverso l’analisi dell’utilizzo di Facebook da parte delle istituzioni europee e delle campagne di informazione su Twitter degli euro-candidati.  

“Questa rivista – ha spiegato Belluati – tenta di portare al dibattito pubblico alcune criticità dell'Europa, dando conto della complessità del discorso, in un momento che possiamo definire di europeismo liquido che, dopo l’ottimismo della fine degli anni ottanta e l’euroscettisicismo che ha caratterizzato gli anni fino alla crisi del 2008, potrebbe condurre all’instaurazione di un nuovo modello europeo”.

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