Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Lingua di genere, nasce una “Carta”

Consigliera, assessora ma anche sindaca e dottora: così il linguaggio rispetta le declinazione di genere ed evita ogni discriminazione. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha approvato una Carta d’intenti che recepisce i principi e valori del linguaggio di genere, e che si applicherà alle attività amministrative e di comunicazione dell’ente. Il documento, intitolato “Io parlo e non discrimino”, condiviso con la Giunta regionale, il Comune e la Città Metropolitana di Torino, l’Università degli Studi di Torino, sarà presentato il prossimo 8 marzo, alla Cavallerizza Reale (aula Magna - ore 9), nel corso di un convegno al quale interverranno amministratori ed esperti.
“Mi piacerebbe che l’esperienza che comincia oggi – commenta il presidente Mauro Laus - possa connotare l'attività del prossimo anno, magari entrando a far parte degli obiettivi delle direzioni, e che il 2016 segni almeno una piccola svolta nell'attività ordinaria del Consiglio e nell'approccio che con essa noi tutti abbiamo. Mi piacerebbe inoltre poter portare l'esperienza di questo Consiglio all'attenzione della Conferenza nazionale delle assemblee perché possa fare scuola e potenziare gli effetti dell'impegno che insieme stiamo per assumerci”.
La Carta d’intenti recepisce gli stimoli emersi a livello nazionale internazionale, a seguito delle numerose iniziative volte all’eliminazione delle forme discriminatorie nel linguaggio dal punto di vista di genere.
Infatti, l’Unesco nel 1999 e poi nel 2008 il Parlamento Europeo elaboravano documenti e linee guida per le neutralità del linguaggio, per eliminare il sessismo linguistico o per promuovere più in generale un uso corretto del linguaggio senza discriminazioni di genere.
Anche in Italia sono stati effettuati numerosi studi al riguardo, fino ai recenti lavori di Cecilia Robustelli, linguista dell’Università di Modena, che sarà presente all’evento dell’8 marzo.
Proprio il Consiglio regionale ha recentemente approvato una mozione che impegna l’amministrazione a superare le forme discriminatorie nel linguaggio di genere.
Il documento “Io parlo e non discrimino”, lanciato dai promotori che si attendono le adesioni di altre amministrazioni pubbliche e soggetti privati, punta a sensibilizzare ulteriormente cittadini e addetti ai lavori per una cultura non discriminatoria.

Link associati