Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Programma di lavoro 2016 della Commissione europea

In Prima Commissione, presieduta da Vittorio Barazzotto, nella seduta dal 22 febbraio il presidente della Giunta Sergio Chiamparino ha relazionato circa le determinazioni in merito all’analisi condotta sul programma di lavoro annuale della Commissione europea per l’anno 2016.

L’attività si inquadra nella partecipazione della Regione e del Consiglio alla fase ascendente della legislazione europea e, come ha sottolineato lo stesso Barazzotto, “la Regione al momento non dispone di uno strumento che disciplini tale attività, per cui insieme dovremo dotarcene, magari inserendolo nello Statuto”.

Chiamparino, nel presentare la bozza preparata dalla Giunta, ha detto di limitarsi “a sottolineare le differenze dei nostri suggerimenti, rispetto a quanto già previsto dall’Europa. Noi puntiamo molto sul settore aerospaziale, per esempio. E proprio oggi in Giunta abbiamo stanziato 4,7 milioni che sommati agli 8 del Governo, sono il cofinanziamento pubblico nella ex Fiat avio di Rivalta”.

“Nel nostro documento – ha aggiunto il Presidente – è richiamato il piano Junker, abbiamo inoltre inserito la questione delle grandi infrastrutture a cominciare dalla Torino-Lione”. Quanto alla liberalizzazione delle denominazioni dei vini, “assistiamo a una spinta molto forte a poter cambiare i nomi, ma si tratta di una forzatura liberistica un po' assurda, visto che i vini sono strettamente collegati al territorio di produzione”. Il Piemonte, poi, intende introdurre “tematiche sulla promozione turistica europea: potremmo guadagnarci tutti da decisioni comuni e da politiche condivise” Ci sono poi le energie rinnovabili, le politiche sull’immigrazione.

“Aggiungo di suggerire l’attenzione dell'Ue sul reddito minimo di sostegno, un tema difficilissimo, però credo che dobbiamo anche fare politica, non solo tecnica”.

È intervenuto Giorgio Bertola (M5s), che ha sottolineato la mancanza di regole certe su come gestire questa nuova attività della Regione, aggiungendo che “ad esempio per quanto riguarda l’enogastronomia, noi dovremmo essere fortemente schierati contro questo trattato, che favorisce le multinazionali a discapito dei consumatori”. Federico Valetti (M5s), ha ricordato come da un lato ci si impegni con queste consultazioni, dall’altro si lavori a “un trattato di partenariato transatlantico che è tenuto segreto ai parlamenti europei e che rischia di togliere il controllo dell’economia agli Stati sovrani”.

Anche Davide Gariglio (Pd) ha parlato di un “problema di metodo, oggi abbiamo la possibilità di intervenire? Ora possiamo partecipare alla fase ascendente della legislazione europea. quindi dobbiamo darci nuove regole. Tra l'altro siamo già fuori dai termini dati per partecipare all’assemblea delle Regioni”. Gariglio ha anche chiesto una maggiore informazione rispetto alle attività dell’ufficio della Regione a Bruxelles.

Secondo Mauro Campo (M5s) “L’Ue non ha una costituzione e intende fare norme politiche, mentre è un ente burocratico”, mentre Daniela Ruffino (Fi), ha chiesto “Come  si intendano definire le priorità, come coinvolgere le Università e se bozze come il piano rifiuti c'entrano qualcosa con le direttive dell’Unione europea. Il timore è che queste opportunità vadano perse”.

Gianna Gancia (Lega), ha dichiarato che “L'istituzione regionale forse non è più adeguata. Qui si scavalcano gli Stati, figuriamoci le Regioni”. Problemi sulla gestione regolamentare della nuova materia sono stati anche individuati da Massimo Berutti (Fi), mentre Andrea Appiano (Pd) ha aggiunto che “Una lobby territoriale positiva, ad esempio per la tutela delle eccellenze agricole va fatta. Poi è interessante individuare la coerenza delle nostre strategie territoriali con le politiche europee”. In linea con questi interventi anche Angela Motta (Pd).

Chiamparino, nella replica, ha risposto a Gariglio proponendo un “report semestrale sulle attività in Europa. Poi stiamo valutando una struttura per le attività coordinate a Bruxelles e a Roma. In ogni caso,l a gestione del palazzo del Piemonte nella capitale belga è patrimonialmente in pareggio, se non in attivo”. 

Quanto alle altre obiezioni, ha chiarito che “io per primo temo che c'è un rischio che i fondi strutturali verranno tolti”. Sul Piano Junker, “il governo non ha ascoltato Città e Regioni. Con Fassino lo abbiamo denunciato sei mesi fa, non è stata fatta alcuna consultazione”.

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

I sindaci e l'alta velocità Torino-Lione

La II Commissione (presidente Nadia Conticelli) ha incontrato i sindaci dell’Unione montana Valle Susa e di altri Comuni della Bassa Valle in merito alla linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

All’audizione sono intervenuti i primi cittadini dei Comuni di Mattie, Bruzolo, Rivalta, Avigliana, Susa, Caselette, Sant’Antonino di Susa, Vaie, Borgone Susa, Caprie, Venaus, Villar Focchiardo e Chiusa S. Michele. Erano presenti anche il sindaco di Venaria Reale e l’assessore delegato a rappresentare il Comune di Bussoleno.

Facendo riferimento alle recenti rassicurazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, tutti i sindaci presenti con la sola eccezione di quello di Sant’Antonino, hanno evidenziato la loro contrarietà all’opera, argomentandola con dati e confronti.

Agli stessi sindaci il ministro aveva chiesto di predisporre progetti nei loro Comuni che possano essere via via finanziati all’arrivo dei soldi per la linea ferroviaria.

Ancora una volta però, sono stati manifestati i dubbi sull’esistenza dei fondi e sui vincoli di spesa. Il governo vuole riaprire il dialogo con i sindaci contrari - utilizzando l’opera di mediazione del commissario straordinario per la Torino-Lione, Paolo Foietta - e partendo  dalla condivisione del progetto per discutere dei soli interventi migliorativi.

 

III Commissione (Montagna e Turismo)

La Commissione non si è riunita questa settimana.
 
 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

Il destino dell'Oftalmico e proposta di legge sulle parafarmacie

La seduta della IV Commissione (Sanità e assistenza), presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, si è aperta con la comunicazione dell'assessore alla Sanità Antonio Saitta in merito al futuro dell'Oftalmico di Torino.

"La Regione - ha dichiarato l'assessore - ha assunto atti consolidati in merito alla riorganizzazione ospedaliera che riguardano anche l'Oftalmico. Le scelte compiute, individuate nella delibera n. 600, non parlano di chiusura dell'Ospedale ma di trasferimento delle attività presso la Città della Salute e il San Giovanni Bosco. Tutte le attività esistenti saranno mantenute e si sta cercando una collocazione in grado di garantire al meglio il cittadino per disporre di una serie di servizi che l'Oftalmico non ha. La data del trasferimento è stata prevista entro l'anno, ma se sarà necessario temporeggiare per qualche mese, nell'interesse dei pazienti, cui intendiamo offrire un servizio migliore di quello attuale, lo si farà".

Il dibattito e stato aperto dal consigliere Gian Luca Vignale (FI), che ha evidenziato come "al momento non siano ancora chiari gli spazi che verranno occupati, i costi e i tempi, dati indispensabili da conoscere. E quale sarà l'autonomia gestionale dei medici nei confronti dei posti letto a disposizione?".

Per il Movimento 5 Stelle i consiglieri Davide Bono e Stefania Batzella hanno accusato l'assessore di aver fornito "una risposta non risposta, troppo generica e che nulla ha aggiunto rispetto a quanto già noto e divulgato dai giornali. Servono, soprattutto per l'attività chirurgica e d'urgenza, locali a norma che vanno individuati al più presto" e sottolineato che "dati incontrovertibili confermano l'eccellenza dell'Oftalmico, mentre non sono chiari quali risparmi conseguirà la Regione dal suo trasferimento, dal momento che la bonifiche e la messa a norma dei locali si preannuncia assai dispendiosa". 

L'assessore ha replicato convenendo sul fatto che il tema dei costi non è irrilevante e che il pronto soccorso per la vista dovrà avere le medesime caratteristiche di quello attuale.

La Commissione ha poi espresso a maggioranza parere preventivo favorevole in merito alla proposta di delibera della Giunta sul tetto dei rimborsi spese di viaggio sostenute dai componenti dei collegi sindacali delle Aziende sanitarie regionali e sull'isituzione della Commissione regionale permanente per ciò che riguarda l'esercizio delle medicine non convenzionali e ha licenziato all'unanimità la proposta di legge n. 72, "Modifica alla legge regionale 14 maggio 1991, n. 21 (Norme per l'esercizio delle funzioni in materia farmaceutica".

Il provvedimento, illustrato dal primo firmatario Nino Boeti (Pd), che sarà anche relatore in Aula, prevede di estendere anche alle parafarmecie la possibilità di utilizzare apparecchi autodiagnostici. Possibilità, peraltro, già consentita in altre regioni italiane. 

Nel dibattito generale sono intervenuti i consiglieri Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte), Vignale (FI) e l'assessore Saitta.

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Licenziato Piano rifiuti

el corso della mattinata del 25 febbraio si è riunita la V Commissione (Tutela ambiente e Protezione civile) presieduta da Silvana Accossato, alla presenza dell’assessore Alberto Valmaggia.
E' proseguito e si è concluso, con la sua approvazione, l’esame della proposta di deliberazione n.100 "Decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, articolo 199. Adozione del Progetto di Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione”.
Le dichiarazioni di voto, rispetto al Piano, hanno visto il parere favorevole del Pd e di Sel mentre i gruppi M5S e FI si sono dichiarati contrari.
La presidente della commissione Accossato, ha espresso grande soddisfazione per avere concluso l’approvazione del Piano: “Un importante provvedimento che ha visto impegnati i commissari per molti mesi. Portandolo faticosamente a termine,  attraverso una capacità di mediazione e confronto con le opposizioni, abbiamo raggiunto un buon risultato”.
Nella stessa seduta, è stato approvato all’unanimità, il relativo ordine del giorno collegato alla deliberazione.
Al termine è stato esaminato l’ordine del giorno “Revisione della riorganizzazione dei laboratori di Arpa. Mancata esecuzione del piano approvato dalla Regione, e omissione dei criteri di contenimento della spesa pubblica e razionalizzazione delle risorse”, a firma dei consiglieri Gianpaolo Andrissi, Giorgio Bertola, Mauro Campo, Paolo Mighetti e Federico Valetti (M5S), che nei prossimi giorni approderà in Aula.

 

 


VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Il nuovo Salone del Libro

Risanamento dei conti e rilancio dei contenuti del Salone del libro. In sintesi è così che l’assessore Antonella Parigi e la presidente Giovanna Milella, hanno presentato la loro più recente attività per la manifestazione libraria torinese, alla Sesta Commissione presieduta da Daniele Valle, nell’audizione della seduta del 18 febbraio. L’attuale azione di ‘spending review’ porterà a risparmi di circa 900mila euro annui.

Parigi ha spiegato che “dal 2010 il Salone soffre di uno squilibrio strutturale di circa 300mila euro, che ha causato l’attuale situazione debitoria. Il contributo regionale è rimasto sempre di 600mila euro l’anno, quello comunale è passato da 1 milione agli attuali 700mila euro e non ci sono più importanti sovvenzioni come quella della Provincia o della Camera di commercio e altre”. In tale contesto di crisi, il Salone “non è stato in grado di innovarsi e di puntare maggiormente sulle risorse proprie”. Ecco perché “siamo intervenuti con un cambio di rotta, a partire dalla nomina della nuova presidente Milella”.

Con l’ingresso di Banca Intesa, di Unicredit e dei ministeri della Cultura e dell’Istruzione, “siamo in grado di avere un mix pubblico privato che insieme al reperimento di sponsor e alla razionalizzazione delle spese, ci permetterà di rilanciare il Salone del libro”. Secondo Parigi, l’unica sede possibile a Torino, in questo momento, è quella del Lingotto, “anche se GL Events opera in regime monopolistico, con le tariffe che conosciamo. Però non sarebbe pensabile competere con le varie ‘buchmesse’ nel Mondo, facendo il nostro Salone sotto un tendone”.

Milella, da parte sua, ha ricordato le tante attività già poste in essere dalla sua presidenza e, tra i tagli consistenti, ha anche rivendicato il fatto di “lavorare totalmente gratis e a tempo pieno, così come il direttore Ernesto Ferrero, in ottemperanza della legge Madia”. Ma i risparmi sono innumerevoli e vanno “dalla rinuncia all’auto con autista, alla riduzione della metratura degli uffici, sino al cambio - con uno fornito gratis dal Comune - del magazzino, che sinora era in alta Valle di Susa e costava 3mila euro mensili, oppure alla rinuncia della carta di credito in dotazione al presidente”.

Tutto ciò, dice Milella, “senza rinunciare a incrementare le attività del Salone. Tra i progetti nuovi, c’è quello di mettere insieme il materiale audio e video di tante edizioni per il trentennale dell’anno prossimo e di registrare d’ora in poi quel che avviene al Salone. Un’idea che è piaciuta molto al ministro Giannini, che da parte sua ha in mente una sorta di Treccani digitale della cultura italiana. Il nostro materiale, poi, verrà utilizzato da tutti gli istituti di cultura italiana nel Mondo, in modo che da Torino si irraggi il messaggio del Salone del libro ovunque”.

Molti commissari sono intervenuti con domande e richieste di precisazioni.

gmonaco