Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Bilancio, Finpiemonte e discriminazioni di genere

Nella seduta della Prima Commissione (Bilancio) del 15 febbraio, presidente Vittorio Barazzotto, oltre all’avvio dell’esame del ddl n. 190 “Bilancio di previsione finanziario 2016-2018”, sono stati licenziati due provvedimenti contro le discriminazioni ed è stato espresso parere finanziario positivo sull’emendamento dell’Esecutivo per la rimodulazione della norma finanziaria, presentato dall’assessore ai Diritti civili e alle pari opportunità, Monica Cerutti, sul disegno di legge n. 142 “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli”.

Il 142, già all’esame dell’Aula, era tornato momentaneamente in Commissione per questo parere finanziario, come previsto dal Regolamento del Consiglio regionale, dato che nella seduta dell’Assemblea del 9 febbraio, dove si erano già svolte le relazioni, di maggioranza e di minoranza, e si era iniziata la discussione generale, l’assessore aveva presentato l’emendamento finanziario. Al netto dei fondi statali - che non possono essere inseriti a causa del principio della “competenza rinforzata”, recentemente entrato in vigore - lo stanziamento proposto dalla Giunta regionale è di 500mila euro. Tra i due provvedimenti licenziati a maggioranza, contro ogni forma di discriminazione (genere, orientamento sessuale ecc…) al ddl 141, presentato dalla Giunta regionale, è stato dato parere positivo mentre, al pdl 81, presentato dal gruppo M5S, è stato dato voto negativo. Nel complesso l’impegno finanziario del ddl 141, previsto con un emendamento approvato dalla Commissione e presentato dall’assessore Cerutti, ammonta in totale a 250mila euro, compresi i 100 del Fondo di solidarietà per la tutela giurisdizionale delle vittime di discriminazione, sempre al netto degli attesi fondi statali.

Sia per il 141 e sia per l’81, sono stati nominati relatori Nadia Conticelli (Pd) per la maggioranza e Stefania Batzella (M5S) per l’opposizione.

Il vicepresidente della Giunta regionale con delega al Bilancio, Aldo Reschigna, ha iniziato l’illustrazione del documento contabile di programmazione, caratterizzato, per la prima volta, dal cosiddetto “bilancio armonizzato” come previsto dai decreti legislativi 118/2011 e 126/2014. La previsione è quella di un unico documento articolato sui tre anni, per il 2016, in termini di cassa e di competenza e, per gli anni finanziari 2017 e 2018, in termini di competenza.
Il livello complessivo di indebitamento al 31 dicembre 2015 è di circa 10 miliardi che verranno portati, a fine legislatura nel 2019, a 8 miliardi e 800 milioni.
Gli oneri di restituzione complessivi, che nel 2015 erano di 335milioni, passeranno nel 2016 a 447, nel 2017 a 602 (l’anno peggiore) e, dal 2018, si stabilizzeranno poco oltre i 500milioni.

Tra i tanti dati finanziari e tecnici illustrati dal vicepresidente si segnalano la diminuzione del costo del personale, che dai 161milioni del 2014 arriverà ai 130 del 2016, e l’accordo con il Governo centrale per riportare gli stanziamenti per i Trasporti alla stessa somma del 2015 (533milioni).

La Commissione ha proseguito i lavori nella seduta del giorno 18.

“Oggi la Commissione ha potuto avere un quadro aggiornato del piano industriale di Finpiemonte destinato ad adeguare la nostra partecipata alla trasformazione dello scenario socioeconomico. In questo modo è possibile valutare l’inserimento di emendamenti dell’Esecutivo nel Bilancio di previsione”.

Questo l’andamento della seduta nelle parole del presidente Barazzotto.

Infatti nell’ambito dell’esame del Bilancio di previsione finanziario 2016-2018, nel quale è necessario inserire una norma ad hoc per Finpiemonte, il vicepresidente della Giunta regionale e l’assessore alle Partecipate, Giuseppina De Santis, hanno illustrato alla Commissione l’evoluzione in atto di Finpiemonte avvalendosi dell’intervento di una delegazione della società guidata dal presidente, Fabrizio Gatti.

Come spiegato da Reschigna “l’Esecutivo ha in preparazione uno specifico emendamento sui rapporti tra il bilancio e il rafforzamento di Finpiemonte, come soggetto di intermediazione finanziaria. Si pensa ad un aumento di capitale dell’ordine dei 600 milioni di euro per arrivare ad una capitalizzazione adeguata in modo che la Banca d’Italia possa rilasciare l’autorizzazione derivante dalla nuova formulazione dell’art. 106 del Testo unico bancario (D.Lgs. n. 141/2010 e Decreto Mef n. 23/2015)”.

“Per la capitalizzazione si è pensato di fare ricorso ai residui dei fondi rotativi storici che stanno cadendo in disuso” ha precisato Desantis affermando che “Finpiemonte si specializzerà nella gestione di bandi, come quelli europei, che richiedono forte competenza tecnica, per concentrarsi poi sull’attività di intermediazione sorvegliata da Banca d’Italia. In particolare per: operazione a sostegno del sistema delle imprese, tipo export e innovazione; operazioni di sostegno agli Enti locali per l’infrastrutturazione del nostro territorio; sostegno dell’impresa sociale, del settore no profit, tipo housing sociale”.

Stimolato anche dagli interventi di alcuni consiglieri – Raffaele Gallo (Pd), Giorgio Bertola e Mauro Campo (M5S), Claudia Porchietto e Gia Luca Vignale (FI) e Marco Grimaldi (Sel)  - Gatti ha parlato di “risultati in tempi brevi sul sistema piemontese. Da due anni in Italia è in atto una restrizione costante del perimetro del credito che porterà a una riduzione pari a circa 300 miliardi di euro entro il prossimo anno. Poi, nel 2018, entrerà in vigore la normativa ‘Basilea 4’ per la quale l’attuale perimetro di credito non troverà più ampliamento. Per questo motivo il legislatore ha rafforzato il settore del credito non bancario. Da questo scenario nasce l’idea del potenziamento finanziario dell’ente”.

abruno

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Audizione Rai e Rai Way

In seconda Commissione, presieduta da Nadia Conticelli, si è svolta il 17 febbraio l’audizione del Corecom, di Rai e di Rai Way al fine di acquisire ulteriori elementi conoscitivi in merito alla ricezione del segnale del servizio pubblico sul territorio regionale.

Il presidente Corecom Bruno Geraci, in apertura, ha sottolineato come “secondo i dati che stiamo raccogliendo, siano almeno 600mila i nostri corregionali che non ricevono il segnale di Rai 3 Piemonte nelle loro zone di residenza. Abbiamo riscontrato che con l’addebito in bolletta del canone, questo non sia più accettato da parte dei cittadini utenti”.

È intervenuto quindi il dirigente della televisione di Stato Roberto Serafini, chiarendo che a suo avviso “per i parametri previsti dal contratto di servizio, Rai è perfettamente adempiente, visto che in generale il segnale dei quattordici canali da noi trasmessi arriva a tutti o quasi. Il problema può riguardare alcuni casi e soltanto per quanto riguarda il gazzettino regionale. Con questo non intendo sottovalutare la questione, né contraddire i dati forniti dal Corecom, benché giuridicamente noi saremmo a posto”.

Serafini ha continuato spiegando che comunque “ci sono difficoltà determinate dall’orografia del territorio e da un piano di adeguamento che inevitabilmente comporterebbe investimenti per i quali al momento non ci sono fondi”. Inoltre, a Rai 3 Piemonte è stato assegnato il canale 22, lo stesso assegnato alle frequenze locali lombarde, “che purtroppo interferiscono nel novarese, ma la Rai è la prima vittima di questa situazione”.

Erano presenti anche Valerio Santoro (Rai) ed Ezio Torasso (Ray Way Piemonte). Serafini al termine dell’audizione ha risposto alle domande di Maria Carla Chiapello (Moderati) e di Giampaolo Andrissi (M5s). La presidente Conticelli ha concluso, in accordo con gli itnerventi dei commissari, ricordando che “il problema è proprio quello di Rai 3 Piemonte, che non va sottovalutato dal servizio pubblico, vista l’importanza dell’informazione locale”.

gmonaco

 

III Commissione (Montagna e Turismo)

La Commissione non si è riunita questa settimana.
 
 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

Approvato il piano regionale amianto

Nella seduta del 17 febbraio la IV Commissione (Sanità e assistenza), presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, in seduta congiunta con la V (Ambiente e parchi), presieduta dalla consigliera Silvana Accossato, ha approvato all'unanimità - alla presenza degli assessori alla Sanità e all'Ambiente Antonio Saitta e Alberto Valmaggia - la proposta di deliberazione n. 99, "Adozione del Piano di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall'amianto (Piano regionale amianto) per gli anni 2015-2019 e presentazione al Consiglio regionale del piano regionale".

Dei dieci emendamenti discussi, nove sono stati presentati dal Movimento 5 Stelle e illustrati dal capogruppo Giorgio Bertola e uno dalla Giunta regionale, illustrato dall'assessore all'Ambiente Valmaggia. Su suggerimento della Giunta, il Movimento 5 Stelle ne ha ritirato uno e ne ha leggermente modificati alcuni. 

Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Paolo MighettiGiampaolo Andrissi (M5S) per sottolineare l'mportanza del monitoraggio e di creare relazioni con i Comuni per una mappatura dell'amianto friabile.

Per le dichiarazioni di voto il capogruppo del M5S Bertola ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto e ha fatto appello alla Giunta per trovare risorse affinché possano essere realizzati tutti gli interventi previsti e il consigliere Valter Ottria (Pd) per annunciare il voto convintamente favorevole del proprio gruppo.

La revisione e l'aggiornamento del Piano regionale amianto sono stati curati dal Comitato di Direzione istituito con delibera di Giunta. n. 64-3574 del 19 marzo 2012, con la quale è stato approvato il modello organizzativo del sistema per la gestione delle problematiche sanitarie, ambientali e di ricerca inerenti l’amianto e con la quale è stato definito un nuovo modello organizzativo del Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto.

ctagliani

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Prosegue l'esame del Piano rifiuti

Nel corso della mattinata del 18 febbraio, si è riunita la V Commissione (Tutela ambiente e Protezione civile) presieduta da Silvana Accossato, alla presenza dell’assessore Alberto Valmaggia.

I lavori si sono aperti con le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti che ha evidenziato la volontà di riprendere la proposta di legge n. 71 "Modifiche alla legge regionale 24 marzo 2000, n. 31 (Disposizioni per la prevenzione e lotta all'inquinamento luminoso e per il corretto impiego delle risorse energetiche)".

La Commissione ha così deciso di ricorrere alle consultazioni con le diverse associazioni predisponendo, entro il 17 marzo, un apposito elenco.

È proseguito l’esame in merito alla proposta di deliberazione n.100 "Decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, articolo 199. Adozione del Progetto di Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione”.

La fase emendativa ha trovato la sua conclusione con la discussione dell'intero capitolato e articolato del Piano, in alcuni casi con l'accoglimento di emendamenti dei gruppi di opposizione quali M5S e FI, oltre ad altri proposti dalla stessa Giunta regionale.

In particolare, il più significativo – proposto dall'assessore Valmaggia e approvato dalla Commissione – è quello relativo agli indirizzi programmatici di medio e lungo termine.

dbarattin

 


VI Commissione (Cultura e Istruzione)

Il nuovo Salone del Libro

Risanamento dei conti e rilancio dei contenuti del Salone del libro. In sintesi è così che l’assessore Antonella Parigi e la presidente Giovanna Milella, hanno presentato la loro più recente attività per la manifestazione libraria torinese, alla Sesta Commissione presieduta da Daniele Valle, nell’audizione della seduta del 18 febbraio. L’attuale azione di ‘spending review’ porterà a risparmi di circa 900mila euro annui.

Parigi ha spiegato che “dal 2010 il Salone soffre di uno squilibrio strutturale di circa 300mila euro, che ha causato l’attuale situazione debitoria. Il contributo regionale è rimasto sempre di 600mila euro l’anno, quello comunale è passato da 1 milione agli attuali 700mila euro e non ci sono più importanti sovvenzioni come quella della Provincia o della Camera di commercio e altre”. In tale contesto di crisi, il Salone “non è stato in grado di innovarsi e di puntare maggiormente sulle risorse proprie”. Ecco perché “siamo intervenuti con un cambio di rotta, a partire dalla nomina della nuova presidente Milella”.

Con l’ingresso di Banca Intesa, di Unicredit e dei ministeri della Cultura e dell’Istruzione, “siamo in grado di avere un mix pubblico privato che insieme al reperimento di sponsor e alla razionalizzazione delle spese, ci permetterà di rilanciare il Salone del libro”. Secondo Parigi, l’unica sede possibile a Torino, in questo momento, è quella del Lingotto, “anche se GL Events opera in regime monopolistico, con le tariffe che conosciamo. Però non sarebbe pensabile competere con le varie ‘buchmesse’ nel Mondo, facendo il nostro Salone sotto un tendone”.

Milella, da parte sua, ha ricordato le tante attività già poste in essere dalla sua presidenza e, tra i tagli consistenti, ha anche rivendicato il fatto di “lavorare totalmente gratis e a tempo pieno, così come il direttore Ernesto Ferrero, in ottemperanza della legge Madia”. Ma i risparmi sono innumerevoli e vanno “dalla rinuncia all’auto con autista, alla riduzione della metratura degli uffici, sino al cambio - con uno fornito gratis dal Comune - del magazzino, che sinora era in alta Valle di Susa e costava 3mila euro mensili, oppure alla rinuncia della carta di credito in dotazione al presidente”.

Tutto ciò, dice Milella, “senza rinunciare a incrementare le attività del Salone. Tra i progetti nuovi, c’è quello di mettere insieme il materiale audio e video di tante edizioni per il trentennale dell’anno prossimo e di registrare d’ora in poi quel che avviene al Salone. Un’idea che è piaciuta molto al ministro Giannini, che da parte sua ha in mente una sorta di Treccani digitale della cultura italiana. Il nostro materiale, poi, verrà utilizzato da tutti gli istituti di cultura italiana nel Mondo, in modo che da Torino si irraggi il messaggio del Salone del libro ovunque”.

Molti commissari sono intervenuti con domande e richieste di precisazioni.

gmonaco