Il colonialismo italiano

L’Italia nel 1882 iniziò la penetrazione in Eritrea, una lontana regione sulle coste del Mar Rosso. La conquista si arrestò però quasi subito, perchè l’Italia si trovò di fonte l’Etiopia: non un gruppo di tribù sparse ma un impero millenario ben organizzato.

Sull’avventura coloniale italiana è dedicata la mostra “Imprese coloniali a cavallo della prima guerra mondiale. Dall’Ottocento all’Africa Orientale Italiana (1936-1941)” - allestita dal Consiglio regionale del Piemonte a Torino, presso la Biblioteca di via Confienza 14 -, che è stata inaugurata mercoledì 27 gennaio e che sarà visitabile sino al 18 marzo.

A fare da apertura all’iniziativa il primo di cinque momenti di studio e di riflessione. Sono intervenuti Mauro Giacomino Piovano, collezionista e curatore dell’esposizione, e Gustavo Mola di Nomaglio, storico del Centro Studi Piemontesi.

Nel 1887 salì al potere Francesco Crispi. Al pugno di ferro in politica interna Crispi affiancò una ripresa della politica coloniale perchè vuoleva fare dell’Italia una grande potenza. Così fece occupare nel 1889 la città di Asmara che costituì il primo nucleo della colonia Eritrea. Favorì poi l’ascesa di Menelik al trono imperiale d’Etiopia in cambio della concessione del protettorato, ossia della sottomissione coloniale del suo paese all’Italia. Infine, quando secondo Crispi, Menelik non rispettò gli accordi, l’Italia gli mosse guerra ma andò incontro ad una tragitta sconfitta (Adua). E’ il 1896 e Crispi è costretto a dimettersi.

Nel 1905 venne poi formato il nucleo principale della nuova colonia della Somalia italiana, mentre dal 1925 ebbe così inizio la conquista completa della Libia che si concluse nel 1934, con l’unione di Cirenaica e Tripolitania.

Nel 1935 Mussolini riprese la politica coloniale di Crispi e Giolitti e si lanciò alla conquista dell’Etiopia.

Gli italiani di oggi conoscono ben poco del passato coloniale italiano, che si concluse tragicamente nel corso degli eventi della Seconda guerra mondiale. Persino gli insegnanti di storia difficilmente sanno dire con qualche dettaglio quando e in che modo è finito il colonialismo italiano. Su questi avvenimenti nel dopoguerra è scesa una cortina di silenzio che è durata per decenni.

La raccolta di Mauro Giacomino Piovano, pertanto, ci offre l’opportunità di un’articolata riflessione.

 

I fatti in breve

  • Sull’avventura coloniale italiana è dedicata la mostra “Imprese coloniali a cavallo della prima guerra mondiale. Dall’Ottocento all’Africa Orientale Italiana (1936-1941)” allestita dal Consiglio regionale del Piemonte a Torino, presso la Biblioteca di via Confienza 14.
  • A fare da apertura all’iniziativa il primo di cinque momenti di studio e di riflessione. Sono intervenuti Mauro Giacomino Piovano, collezionista e curatore dell’esposizione, e Gustavo Mola di Nomaglio, storico del Centro Studi Piemontesi.
  • L’ ingresso alla mostra e alle conferenze sarà gratuito. Orario della mostra: dal lunedì al venerdì, ore 9.00 - 13.00; 14.00 - 16.00; il mercoledì ore 9.00 - 13.00; 14.00 - 18.00.

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