Il Tibet di Lorenzo Alessandri

È stata inaugurata giovedì 21 gennaio a Palazzo Lascaris la mostra “Il Tibet di Alessandri”, che propone - a poco meno di sedici anni dalla scomparsa, avvenuta il 15 maggio 2000 - parte della vasta produzione del pittore torinese, profondo conoscitore dell’arte tibetana e autore di numerosi dipinti ispirati alla tradizione filosofica e religiosa orientale.

Con il presidente e la vicepresidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus e Daniela Ruffino sono intervenuti il venerabile lama Shartrul Rinpoche, il presidente onorario dell’Unione buddista d’Europa Bruno Portigliatti e la curatrice Concetta Leto. Nel corso dell’evento, inoltre, è stato trasmesso il videointervento del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

"Con questa esposizione il Consiglio regionale intende ricordare un importante artista torinese e la storia dolorosa e a volte trascurata del Tibet - ha affermato il presidente Laus -. Un’opportunità per riscoprire alcune opere di questo pittore visionario che, a metà degli anni Sessanta, fondò a Torino Surfanta, il movimento artistico interprete di un linguaggio fantastico e surreale in contrasto con quello astratto e concettuale dell’epoca. Nell'anno in corso l'Assemblea indagherà quel linguaggio attraverso momenti di approfondimento e di studio anche con un’altra mostra dedicata all’arte fantastica a Torino, prevista in autunno".

“La mostra di Alessandri - ha dichiarato la vicepresidente Ruffino - offre l’opportunità di confrontarsi con  temi importanti come quello della causa tibetana, ancora aperto e di non facile soluzione, oppure quello della riscoperta di una dimensione spirituale che l’uomo da sempre conserva dentro di sé. Alessandri con il suoi quadri e la sua passione collezionistica di oggetti di culto invita a considerare mondi anche lontani dai nostri facendo apprezzare tradizioni culturali e religiose che fanno parte del  patrimonio dell’umanità".

L’allestimento comprende 17 dipinti a olio riferiti al viaggio in Nepal e in Tibet, che Alessandri fece nel 1973 e nel 1991, e 15 statuette tibetane risalenti al XV-XVII secolo appartenute alla collezione privata del pittore; completano la mostra una selezione di fotografie dal forte impatto emotivo scattate durante i viaggi in Oriente.

“Sono trascorsi quasi nove anni dalla visita del XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, a Palazzo Lascaris - ha concluso il presidente Laus - ma il ricordo è ancora vivo. Pace, fraternità, compassione e dialogo consentono, assieme all’arte, di riflettere meglio sulle questioni ancora aperte laddove i diritti umani non sono adeguatamente salvaguardati”.

L’esposizione è visitabile, a ingresso gratuito, fino a venerdì 4 marzo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.

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I fatti in breve

  • La mostra propone - a poco meno di sedici anni dalla scomparsa - parte della vasta produzione del pittore torinese.
  • L’allestimento comprende 17 dipinti a olio riferiti al viaggio in Nepal e in Tibet che Alessandri fece nel 1973 e nel 1991 e 15 statuette tibetane risalenti al XV-XVII secolo appartenute alla collezione privata del pittore. A completamento della mostra, una selezione di fotografie dal forte impatto emotivo scattate durante i viaggi in Oriente.
  • L’esposizione è visitabile, a ingresso gratuito, fino a venerdì 4 marzo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.

Dichiarazioni

"Con questa esposizione il Consiglio regionale intende ricordare un importante artista torinese e la storia dolorosa e a volte trascurata del Tibet. Un’opportunità per riscoprire alcune opere di questo pittore visionario che, a metà degli anni Sessanta, fondò a Torino Surfanta, il movimento artistico interprete di un linguaggio fantastico e surreale in contrasto con quello astratto e concettuale dell’epoca. Nell'anno in corso l'Assemblea indagherà quel linguaggio attraverso momenti di approfondimento e di studio anche con un’altra mostra dedicata all’arte fantastica a Torino, prevista in autunno", dichiara il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus.

“La mostra di Alessandri offre l’opportunità di confrontarsi con  temi importanti come quello della causa tibetana, ancora aperto e di non facile soluzione, oppure quello della riscoperta di una dimensione spirituale che l’uomo da sempre conserva dentro di sé. Alessandri con il suoi quadri e la sua passione collezionistica di oggetti di culto invita a considerare mondi anche lontani dai nostri facendo apprezzare tradizioni culturali e religiose che fanno parte del  patrimonio dell’umanità", ha dichiarato la vicepresidente Daniela Ruffino.

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