Consiglio Regionale del Piemonte

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Documenti discussi in Aula

Nella seduta del 19 gennaio il Consiglio regionale ha discusso e votato undici tra mozioni e ordini del giorno. Ha approvato sette documenti e ne ha respinti quattro.

Documenti approvati

Valorizzare gli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi

Approvata all’unanimità la mozione presentata dal consigliere Domenico Ravetti (Pd) che impegna la Giunta regionale “a valutare la possibilità di aderire al Comitato per la valorizzazione degli itinerari cicloturistici dei Colli di Coppi in considerazione dell’opportunità di attivare sinergie utili a valorizzare le potenzialità di tutto il territorio regionale creando le condizioni per un migliore equilibrio dell’offerta turistica tra le diverse aree del Piemonte”.

La Regione sia parte civile nei processi contro la criminalità organizzata

Approvata all’unanimità la mozione presentata dal primo firmatario Alfredo Monaco (Scelta di rete civica) che impegna la Giunta regionale “a deliberare, nel rispetto delle norme processuali civili e penali, la costituzione di parte civile della Regione in tutti i processi contro la criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose relativi a fatti commessi in territorio piemontese e a informare il Consiglio regionale sulle deliberazione di costituzione di parte civile della Regione Piemonte nei processi contro la criminalità organizzata e mafiosa, nonché sulle motivazioni che hanno portato all’eventuale mancata costituzione”.

Agevolare la fiscalità per le zone montane

Approvati gli ordini del giorno presentati rispettivamente dai primi firmatari Mauro Campo (M5S) e  Claudia Porchietto (FI) in materia di agevolazione della fiscalità nelle zone montane.

Il primo documento impegna la Giunta regionale “ad attuare, entro sei mesi, uno studio di ricerca economico-sociale e normativo al fine d’individuare possibili soluzioni finalizzate ad agevolare in maniera fiscale e burocratica le aree montane e che abbia come cardine i parametri di sostenibilità ambientale; ad attuare un tavolo di lavoro con i rappresentanti dei territori interessati, tra cui gli amministratori, gli enti locali, gli enti di governo del territorio (Unioni montane, Ente parco…), la associazioni, nonché con la popolazione, al fine di approdare a soluzioni ampiamente condivise; a dialogare con le Regioni limitrofe, affini territorialmente, in maniera da valutare la possibilità di estendere la fiscalità agevolata in altre aree dell’arco alpino e a instaurare un rapporto con il Governo affinché vengano raggiunti degli accordi per rendere possibili le azioni sopra descritte”.

Il secondo impegna la Giunta regionale “ad aprire un percorso politico d’individuazione di possibili sgravi fiscali e burocratici nelle zone montane attraverso il coinvolgimento degli amministratori locali e a intervenire nei confronti del Governo affinché anche a livello nazionale siano previste specifiche forme d’incentivazione fiscale che favoriscano lo sviluppo dei territori montani”.

Ricadute dell’impianto biodigestore di Camposaragna (Ge) sul territorio piemontese

Approvato l’ordine del giorno presentato dal primo firmatario Valter Ottria (Pd) che impegna la Giunta regionale “ad essere parte attiva del processo istruttorio autorizzativo dell’impianto di energia elettrica da biogas derivante da trattamento anaerobico della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali non pericolosi; ad esprimere le proprie valutazioni tenendo in massima considerazione tutti gli aspetti legati al rapporto rischio/beneficio secondo il principio di precauzione, date le ricadute ambientali possibili della realizzazione dell’opera in oggetto sul territorio piemontese che potrebbero pregiudicare la qualità delle acque del torrente Scrivia e, per le stesse motivazioni, a dare ampie e puntuali comunicazioni agli enti locali della nostra regione interessati”.

Esposizione agli impianti wireless negli ambienti scolastici 

Approvate all’unanimità le mozioni presentate rispettivamente dai consiglieri Paolo Allemano (Pd) e Giampaolo Andrissi (M5S) sulla necessità di precauzione nell’esposizione agli impianti wireless in ambienti scolastici. 

Il primo documento impegna la Giunta regionale “a sostituire, per quanto possibile, negli ambienti scolastici e nelle altre strutture pubbliche ove se ne ravvisi la necessità, le reti locali wireless già esistenti con impianti a più bassa emissione di radiofrequenze che richiedano l’attivazione manuale da parte dell’utente e l’utilizzo limitato nel tempo e nello spazio; ad adottare gli opportuni provvedimenti per costituire un gruppo di lavoro incaricato di approfondire le nuove tecnologie valutandone il carico di radiofrequenze, nonché di chiarire quali tecnologie a basse emissioni possano essere usate per la telefonia mobile, l’Internet mobile e la protezione civile; a predisporre una verifica degli effetti degli strumenti telematici, in dotazione alle scuole piemontesi, su alunne e alunni per stabilire le giuste modalità di utilizzo ai fini di un buon apprendimento adottando, nel contempo, le misure necessarie ai fini della tutela della salute e di un apprendimento sano; a realizzare campagne d’informazione e sensibilizzazione sui possibili rischi per la salute soprattutto di nascituri, bimbi e giovani promuovendo un uso selettivo e consapevole di telefoni cellulari, smartphone e reti Wlan”.

Il secondo documento impegna la Giunta regionale “a sostituire, per quanto possibile, in scuole, asili, case di cura e di riposo e in altre strutture pubbliche, gli impianti Wlan già esistenti con impianti alternativi alle onde elettromagnetiche, capaci di creare reti locali su cavo, o impianti a più bassa emissione di radiazioni, che richiedano l'attivazione manuale da parte dell'utente e utilizzarli solo quando sia certo che l'uso è limitato nel tempo e nello spazio e che l'attivazione avvenga, nei limiti del possibile, manualmente da parte dell'utente; a costituire un gruppo di lavoro che studi le nuove tecnologie e ne valuti il carico di radiazioni: il gruppo dovrà chiarire quali tecnologie a basse emissioni possano essere usate per la telefonia mobile, l'Internet mobile e la protezione civile; a verificare gli effetti degli strumenti telematici su alunne e alunni e stabilire le giuste modalità di servirsene ai fini di un buon apprendimento: sulla base dei risultati la Regione prenderà le misure necessarie ai fini della tutela della salute e di un apprendimento sano; a lanciare una campagna d'informazione e sensibilizzazione sui possibili rischi per la salute soprattutto di nascituri, bambini e giovani, e su un uso selettivo e consapevole di telefoni cellulari, smartphone e Wlan: un ruolo importante è svolto dai mezzi di trasporto pubblico, dove l'uso contemporaneo di molti telefoni cellulari può portare a un drastico aumento delle radiazioni e dunque a rischi per la salute”.

Documenti respinti

Fondi Ato ai Comuni montani

Respinti l’ordine del giorno e la mozione, presentati rispettivamente dai consiglieri Alfredo Monaco (Scelta di rete civica) e Paolo Mighetti (M5S) che intendevano impegnare la Giunta regionale “a farsi portavoce presso la Città metropolitana di Torino delle richieste dei sindaci dei territori montani e a garantire l’uniformità di trattamento (almeno il 5%, ma meglio ancora l’8%) su tutto il territorio regionale in virtù dell’uguaglianza dei cittadini piemontesi” e a “stabilire un’equa ripartizione su base comunale dei fondi Ato destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico e a considerare, ai fini di tale ripartizione, alcuni parametri fondamentali quali la superficie del territorio comunale e la percentuale dello stesso coinvolto in fenomeni di dissesto”.

Contro l’utilizzo del glisolfato come diserbante chimico

Respinta la mozione presentata dal primo firmatario Giampaolo Andrissi (M5S) che intendeva impegnare la Giunta regionale “a regolamentare il divieto di diserbo chimico per il controllo del verde pubblico cn prodotti o sostanze contenenti principi attivi ritenuti ‘sia possibili (2B) che probabili (2A) cancerogeni per l’uomo’ come il glifosate, sul territorio urbano ed extraurbano piemontese e a promuovere momenti di incontro e informazione con la popolazione per sensibilizzare sui rischi per l’ambiente e per la salute umana legati all’utilizzo di queste sostanze”.  

Per l’Ospedale di Acqui Terme (Al)

Respinta la mozione presentata dal primo firmatario Paolo Mighetti (M5S) che intendeva impegnare la Giunta regionale “a farsi parte promotrice delle istanze proposte dai sindaci dell’Acquese presso la direzione dell’Asl Al”.