Consiglio Regionale del Piemonte

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I risultati di due studi

Nell’ultimo numero della Rassegna italiana di valutazione, collana edita da Franco Angeli, sono stati pubblicati due articoli dedicati alla valutazione della formazione professionale.

A darne notizia è la newsletter di CAPIRe, il progetto di controllo delle Assemblee sulle politiche e gli interventi regionali promosso dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome.

Entrambi gli articoli fanno riferimento al caso piemontese. Il primo elaborato è scritto da Luca Mo Costabella, ricercatore dell’Associazione per lo Sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche di Torino. Il documento presenta i risultati di uno studio condotto al fine di identificare gli effetti dei corsi rivolti a disoccupati sulla loro probabilità di trovare un impiego.

Negli ultimi decenni, un sacco di risorse per le politiche attive del mercato del lavoro sono state dedicate ai programmi di formazione. Anche se è parere diffuso che la formazione fornisca un aumento di competenze e quindi di occupazione, in seguito alla congiuntura internazionale l’impatto della formazione sulle condizioni di lavoro è molto bassa. La valutazione piemontese promossa da Mo utilizza i dati amministrativi, i sistemi informativi del mercato del lavoro e i tassi di occupazione degli iscritti presso gli uffici di servizio pubblico per l’impiego. Le stime di impatto, ottenute mediante “propensity score matching”, sono  - tranne che per alcuni corsi molto particolari -  vicino a zero. I risultati sono leggermente migliori nel caso dei corsi di lunga durata.

Il secondo articolo è stato scritto da Elena Ragazzi e Lisa Sella dell’Istituto di ricerca sulla crescita economica sostenibile del Consiglio nazionale delle ricerche (Ircrescnr).

Le due autrici riportano quanto appreso nel corso della loro esperienza di valutazione del Fondo sociale europeo in Piemonte sull’utilizzo di dati amministrativi a fini valutativi.

Nel loro lavoro, le due autrici fanno riferimento al database Comunicazioni obbligatorie (Cob), che raccoglie le notifiche obbligatorie dei datori di lavoro in caso di variazioni di un contratto di lavoro. La comparazione si basa poi su una condizione straordinaria, che dà accesso contemporaneo a due diverse fonti di dati: lo stesso database Cob e un’indagine diretta sui destinatari delle politiche di formazione professionale nella Regione Piemonte. Vengono pertanto prese in esame le principali differenze tra indicatori occupazionali; le incoerenze coinvolgono un campione del 20%. Inoltre, tali incoerenze fanno distorcere la valutazione d’impatto netto, dal momento che le variabili chiave per i risultati di collocamento variano in modo significativo. Quindi, ogni volta che vengono utilizzati database amministrativi come fonte per le analisi socio-economiche, va verificata attentamente l’affidabilità delle stime derivanti dal loro uso e confrontando i risultati con altre fonti. In assenza di tale convalida preliminare, che dovrebbe essere effettuata in stretta collaborazione con le autorità regionali o nazionali di gestione dei sistemi informativi, si corre il rischio non solo di accettare acriticamente le informazioni che producono errori sistematici, ma anche di compromettere lo sviluppo di procedure che sono essenziali per lo sviluppo del sistema.

 

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