Consiglio Regionale del Piemonte

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Video dedicato alla Terza legislatura

Il terzo video - intitolato una Regione e la questione morale - è dedicato agli anni che vanno dal 1980 al 1985. Inserito nella sezione “Memoria”, si avvale delle interviste ai protagonisti di allora: Sante Bajardi (Pci), Giuseppe Cerchio (Dc) e Giancarlo Tapparo (Psi). Oltre che al giornalista Bruno Geraci, allora volto molto noto della Rai.

Le elezioni che portarono alla Terza legislatura, sancirono la possibilità matematica oltre che politica, di costituire in Consiglio regionale o una maggioranza di sinistra oppure di pentapartito.

Ago della bilancia per la formazione della Giunta fu il Partito socialista, e su questo assetto i suoi rappresentanti posero l’accento fin dal primo giorno.

L’elezione del socialdemocratico Germano Benzi a presidente dell’Assemblea espresse la volontà di dare vita ad un esecutivo di sinistra e, infatti, nacque il governo regionale di Ezio Enrietti del Psi insieme a Pci e Psdi, e con l’appoggio esterno del PdUP.

Il 1980 fu l’anno della strage di Bologna e degli ultimi colpi di coda del terrorismo in Piemonte. Si aprì la stagione degli arresti, a Torino di Rocco Micaletto e di Patrizio Peci, il primo pentito delle Brigate rosse a collaborare con lo Stato. Seguirono altri nomi eccellenti, come Roberto Sandalo, le cui rivelazioni portarono all’identificazione di Marco Donat-Cattin, figlio del noto uomo politico della Dc Carlo.

Questione centrale per il Piemonte fu la crisi occupazionale, conseguenza della “Vertenza Fiat”. L’azienda annunciò ben 24mila esuberi. Sotto la spinta dell’opinione pubblica e dei quadri dell’azienda (con la famosa marcia dei 40 mila), si giunse ad una soluzione nel mese di ottobre 1980, con l’accordo per la messa in cassa integrazione straordinaria a zero ore per 23 mila lavoratori.

La Terza legislatura è passata anche alla storia per il primo scandalo delle tangenti in Italia, che prese il là nel 1983 dal Comune di Torino e dall’operato del faccendiere Adriano Zampini, per poi travolgere anche la Regione. Fu una “crisi al buio”, che trovò la sua conclusione, dopo un primo tentativo andato vuoto, con la nomina a presidente del socialista Aldo Viglione al posto di Enrietti.

L’arresto di due assessori socialisti e del capogruppo del Partito comunista, diverse comunicazioni giudiziarie tra cui anche al presidente Enrietti, fecero sì che si aprisse un pubblico confronto sul delicato problema del rapporto tra giustizia e pubblica amministrazione. I vari dibattiti che si susseguirono nell’Aula di Palazzo Lascaris furono occasioni importanti per definire i limiti della discrezionalità amministrativa rispetto agli interventi d’indagine e di controllo del giudice penale. Si trattò di un confronto certamente non facile.

La Terza legislatura registrò una pausa dell’esperienza regionalista e il ritorno a posizioni centralistiche. Vennero approvati la legge generale sui lavori pubblici e sul diritto allo studio universitario e il secondo Piano sociosanitario.

Ci fu anche il forte impegno - non senza confronti talvolta accesi - per l’apertura della seconda centrale elettronucleare di Trino Vercellese per l’urgente necessità di superare il deficit energetico piemontese.

Il video è stato curato da Mario Bocchio, Dario Barattin e Giovanni Monaco. Filmati e fotografie sono dell'archivio del Consiglio regionale del Piemonte, dell’ Associazione italiana vittime del terrorismo e di Paolo Siccardi.

 

I fatti in breve

  • Prosegue sulla Social Tv del Consiglio regionale del Piemonte la storia delle legislature regionali.
  • Il terzo video - intitolato una Regione e la questione morale - è dedicato agli anni che vanno dal 1980 al 1985.
  • Il video è stato curato da Mario Bocchio, Dario Barattin e Giovanni Monaco. Filmati e fotografie sono dell'archivio del Consiglio regionale del Piemonte, dell’ Associazione italiana vittime del terrorismo e di Paolo Siccardi.

 

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