Mostra fotografica sui Balcani

Il 17 dicembre nella Sala Viglione, di Palazzo Lascaris, il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, ha inaugurato la mostra fotografica “Balcani, oltre i confinidi Paolo Siccardi, a cura del Comitato Resistenza e Costituzione, allestita nella Galleria Belvedere.

Attraverso gli scatti del fotoreporter e freelance torinese noto per i suoi reportage dalle zone “calde” del pianeta, vengono illustrati  dieci anni di storia dei Balcani in un periodo funestato da dolorose vicende belliche.

Una commistione di situazioni, spesso altamente drammatiche, in una regione dove le frontiere possono essere rappresentate come vere e proprie cicatrici nella geografia dei luoghi.

“Un bianco e nero che non fa sconti – ha affermato il vicepresidente Boeti – non aspirando mai ad una natura esemplare. Una panoramica su anni bui dell’Europa, della strage di Srebrenica, il peggiore genocidio in Europa dalla conclusione della Seconda guerra mondiale. Poi i ragazzi di strada della Romania e degli orfanotrofi, la Macedonia, fino agli sbarchi nel Mar Adriatico”.

“Ho lavorato una decina d’anni nei Balcani – ha spiegato Siccardi – ed ho voluto partire proprio dalla Rete di Gorizia, che divideva la Gorizia italiana da quella slovena, per un fenomeno che adesso come allora, vede il passaggio di profughi che si allontanano da territori martoriati dalla guerra. Così, in questo viaggio fotografico senza un ordine cronologico, sono sceso fino giù all’Albania e quindi all’Adriatico”.

Il catalogo si pare con la prefazione del giornalista Luca Rastello e l’introduzione dello storico Eric Gobetti, presente tra il folto pubblico che gremiva la Sala Viglione.

L’esposizione è visitabile sino al 15 gennaio ad ingresso gratuito, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18.

I fatti in breve

  • A Palazzo Lascaris la mostra fotografica di Paolo Siccardi "Balcani oltre il confine", fino al 15 gennaio.
  • Dieci anni di lavori fotografici nelle zone balcaniche tormentate dalla guerra e da situazioni di degrado che sembrano impossibili nell'Europa di oggi.

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