Consiglio Regionale del Piemonte

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Hypnerotomachia Poliphili

Nel cinquecentesimo anno dalla morte di Manuzio, avvenuta a Venezia nel 1515, il Consiglio regionale del Piemonte ha ricordato la figura di questo intellettuale e umanista con la ristampa anastatica di una sua produzione editoriale, l’Hypnerotomachia Poliphili, una delle più celebri edizioni “aldine” e testo di riferimento del Rinascimento italiano.

Il nuovo tascabile del Consiglio regionale, curato da Franca Porticelli, coordinatore dell’Ufficio Fondi antichi e collezioni speciali della Biblioteca Nazionale di Torino, segue alla ristampa del Poliphilo e ne approfondisce la veste tipografia, con la riproduzione di alcune delle 39 lettere maiuscole, cosiddette “capolettera” che contribuirono a caratterizzare l’opera.

Il romanzo si inserisce nel filone cavalleresco e fu pubblicato anonimo, ma ricerche approfondite tendono oggi a identificare l’autore con il domenicano Francesco Colonna, esponente della grande famiglia patrizia romana. L’azione si svolge all’interno di un sogno, con la narrazione delle vicende del protagonista Polifilo alla ricerca dell’amata Polia, ma può anche leggersi come una sorta di romanzo allegorico di formazione, incentrato sulla conquista dell’amore platonico attraverso un viaggio interiore. Nonostante il tono enigmatico e bizzarro, per via della complessità della lingua in cui è scritto, un misto di volgare italiano e latino, non scevro di neologismi coniati per l’occasione anche su radice greca, araba ed ebraica, il libro ebbe da subito enorme successo fra i bibliofili.

Una copia di questa preziosa opera è custodita, unitamente ad altri tesori dell’arte tipografica di Manuzio, nella Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino.

Anche il Consiglio peraltro, nella propria Biblioteca regionale, custodisce esemplari della produzione tipografica aldina.

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