Consiglio Regionale del Piemonte

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Documenti approvati in Aula

Nella seduta del 1° dicembre, il Consiglio regionale ha discusso due ordini del giorno e una mozione sulla Direttiva Bolkestein.

L’Assemblea ha approvato l’ordine del giorno n. 431 – primo firmatario il capogruppo del Partito Democratico Davide Gariglio – che impegna la Giunta  ad “attivarsi presso il Parlamento per verificare la possibilità di modificare il decreto legislativo 26 marzo 2010 n.59, prevedendo di non applicare i principi di cui all'articolo 12 della direttiva 2006/123/CE alla disciplina del commercio su aree pubbliche, compatibilmente con la normativa europea”. “Nel corso degli anni in Piemonte non è mai stato emanato il regolamento attuativo – ha sottolineato Raffaele Gallo, presidente della Commissione Attività Produttive, che ha illustrato la mozione in Aula – e ciò ha provocato un impoverimento dei nostri mercati. D’altro canto i Comuni non hanno avuto strumenti per valorizzare e ridisegnare le peculiarità dei mercati. La Commissione Attività Produttive ha ora approvato il regolamento – ha concluso – ma noi manteniamo l’impegno a chiedere di modificare il decreto con cui la direttiva è stata recepita”.

Il Consiglio regionale ha poi bocciato l’ordine del giorno n.61 – primo firmatario il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Giorgio Bertola - che impegnava la Giunta “ad agire presso il governo affinché assuma le necessarie iniziative dirette a modificare l'articolo 70 del decreto legislativo n. 59 del 2010 al fine di prevedere che l'attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche sia riservata esclusivamente alle imprese individuali e alle società di persone”. “L’Italia – ha rimarcato Bertola - è l’unico paese, con la Spagna, ad aver inserito il commercio ambulante nella Direttiva Bolkestein, fu un errore in sede di recepimento”.

Sospesa la mozione n. 506, primo firmatario Maurizio Marrone (FdI), che impegnava la Giunta “a recepire nel regolamento di attuazione alcune modifiche sostanziali” a tutela degli ambulanti, “che – ha spiegato Marrone – diversamente dovrebbero subire la concorrenza sleale della grande distribuzione”.  “La nostra Costituzione – ha proseguito – attribuisce alle Regioni la potestà legislativa. Su questo tema dobbiamo essere all’avanguardia, assumendo una posizione a livello regionale per poi portarla in Parlamento, visto che ci può essere convergenza con gli altri atti di indirizzo. Per questo propongo che gli atti di indirizzo diventino una proposta di legge del Piemonte al Parlamento, un atto dovuto di serietà politica”.