Consiglio Regionale del Piemonte

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Interrogazioni discusse

Interrogazioni e interpellanze

 

Uso gas CS in territorio piemontese

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto all’interrogazione n. 588 presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S) per sapere quali informazioni abbia la Giunta in merito agli effetti dovuti all’esposizione al gas CS e come intenda darne comunicazione alla popolazione, quali azioni si vogliano produrre per la tutela della popolazione e dei lavoratori esposti all’azione del gas e quali atti s’intendano adottare per vietarne l’utilizzo sul territorio piemontese.

Saitta ha risposto che la questione sollevata dall’interrogante è nota dal 2012, quando si sollevò analoga questione in merito alla eventuale pericolosità del gas utilizzato in caso di manifestazioni. È una tipologia di materiale autorizzato direttamente dal Ministero dell’Interno di cui le forze di polizia sono dotate. Sull’argomento, i tecnici dell’assessorato si sono attivati per una attenta analisi del prodotto, non ravvisando un vero e proprio pericolo per la popolazione.

 

Clinica Sant’Anna di Casale Monferrato (Al)

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto all’interrogazione n. 644 presentata dal consigliere Massimo Berutti (FI) per sapere se non si ritenga opportuno rivedere gli accordi con la proprietà della clinica interessata, quali provvedimenti s’intendano adottare e come si ritenga di evitare che la riconversione della stessa possa avere ripercussioni, sotto il profilo della concorrenza, sulle altre strutture del territorio che offrono analogo servizio.

Saitta ha risposto che attraverso una rimodulazione voluta e compiuta dall’assessorato, l’ospedale di Casale Monferrato (Al) è a tutti gli effetti una struttura ospedaliera operante sul territorio alessandrino. A tal fine si è definito un accordo con i soggetti privati operanti sul territorio di natura non concorrenziale. 

 

Conflitto di interessi Fondazione Live Piemonte dal Vivo

Il vice presidente del Consiglio regionale Aldo Reschigna ha risposto per conto dell’assessore alla Cultura Antonella Parigi all’interrogazione n. 705 presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S) per sapere se la Giunta intenda procedere all’annullamento della nomina del direttore della Fondazione Live Piemonte dal Vivo e se, in caso di accoglimento della richiesta, si voglia procedere al recupero degli eventuali emolumenti già corrisposti.

Reschigna ha risposto che si è provveduto alla individuazione del direttore tramite selezione e colloquio avendo nominato apposita commissione che, all’unanimità, ha indicato il vincitore concorsuale. La selezione delle residenze artistiche è avvenuta con avviso pubblico per volontà della Regione attraverso la selezione e la messa a confronto di progetti. Non si riscontra alcuna criticità nell’implementazione dell’accordo tra Regione e Ministero. Quanto alla presenza del direttore nell’iter amministrativo, esso appare conforme alle competenze riconosciute né si configura alcun conflitto d’interesse, respingendo le istanze dell’interrogante.

 

Fermo lavori metro 1 in Lingotto – Piazza Bengasi (To)

L’assessore ai Trasporti Francesco Balocco ha risposto all’interrogazione n. 711 presentata dai consiglieri Giorgio Bertola, Stefania Batzella, Davide Bono e Federico Valetti (M5s) per sapere se la Giunta fornisca risposte sulla situazione dei lavori dal punto di vista tecnico ed economico; se il ritardo comporterà una dilazione dei tempi di consegna dell’opera e quali saranno, se del caso, azioni volte alla tutela degli abitanti e commercianti della zona interessata dal cantiere e dal blocco della circolazione.

Balocco ha risposto che da un punto di vista tecnico ed economico si è raggiunto il 30% circa delle opere civile previste dal cronoprogramma. La Regione, nel merito, ha rispettato i pagamenti previsti mentre da parte dello Stato si sono registrati alcuni ritardi nei pagamenti. Sull’eventualità di un possibile ritardo rispetto alla data di consegna dei lavori, programmata per il novembre 2016, la INFRA.TO si sta impegnando, insieme alla Città di Torino, a mettere in atto azioni volte ad accelerare le pratiche per il pagamento dei finanziamenti statali. Per venire incontro alla crisi commerciale della zona interessata e agli abitanti ivi residenti sono stati esentati dagli importi dovuti per Tarsu, Cosap e Cimp al fine di compensare i disagi dovuti ai cantieri.

 

Locazione ristorante “Combal.Zero” – Castello di Rivoli (To)

Il vice presidente del Consiglio regionale Aldo Reschigna ha risposto per conto dell’assessore alla Cultura Antonella Parigi all’interrogazione n. 731 presentata dai consiglieri Francesca Frediani, Giorgio Bertola, Davide Bono e Federico Valetti (M5s) per sapere se l’attività commerciale sia regolare nel pagamento del canone di locazione o se risulti inadempiente; se in caso di inadempienza si sia provveduto a richiedere i canoni dovuti o si sia tenuto un trattamento preferenziale rispetto ad altri soggetti.

Reschigna ha risposto che l’associazione culturale Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea ha ottenuto dalla Regione, a titolo di subcomodato, il compendio edilizio, le relative aree esterne e pertinenze di appartenenza del Comune di Rivoli, quale sede del museo, attivando al proprio interno un servizio di somministrazione di alimenti e bevande. Lo stesso Comune ha autorizzato l’associazione a concedere alla società Ristoria il fabbricato denominato Nuova Manica Lunga definendo i rapporti economici e di cooperazione con apposito contratto le cui condizioni vedono la Regione completamente estranea. Criticità e disfunzioni sono esclusivamente appannaggio tra l’associazione e la stessa società Ristoria.

 

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Interrogazioni a risposta immediata

Sull’esempio di quanto avviene in Parlamento, accanto alle tradizionali interrogazioni e interpellanze, si è aggiunta la discussione delle interrogazioni a risposta immediata, prevista dall’art. 100 del Regolamento interno dell’Assemblea regionale.

 

Evasione dalla casa di cura San Michele di Bra Pre-Rems (Cn)

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto alle interrogazioni n. 799, presentata dal consigliere Mauro Campo (M5S), e n. 800, presentata dal consigliere Francesco Graglia (FI), sull’evasione dalla casa di cura San Michele di Bra.

L’assessore ha ricordato le difficoltà in cui le Regioni stanno lavorando per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari e che la Regione Piemonte ha individuato una soluzione per la Rems a Bra e una, in via di definizione, al Barrocchio di Grugliasco, nel torinese. L’assessore ha poi annunciato che la Regione si è impegnata a non attivare nella città di Bra il previsto secondo modulo e che quindi i pazienti rimarranno 18.

 

Rischio chiusura De Fonseca a Leinì (To)

L’assessore al Lavoro Gianna Pentenero ha risposto all’interrogazione n. 793, presentata dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), sul rischio chiusura dello stabilimento De Fonseca di Leinì (To).

L’assessore ha ripercorso la storia della crisi, emersa il 30 settembre 2014, quando l’azienda ha attivato una procedura di licenziamento collettivo per 21 lavoratori conclusasi il 9 dicembre, con un accordo per 15 lavoratori. Questa intesa fra l’azienda e le organizzazioni sindacali avrebbe dovuto risolvere in modo definitivo l’eccesso di capacità produttiva, garantendo una stabilità della situazione economica. “Invece - ha spiegato Pentenero - in seguito alla cessione del marchio a due fondi di investimento e dopo la nomina del nuovo amministratore delegato, è stata ventilata la chiusura dello stabilimento di Leinì e il trasferimento delle produzioni a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna”. “Per quanto al momento non sia stata attivata alcuna procedura né per la cassa integrazione guadagni né per un eventuale licenziamento collettivo - ha concluso Pentenero – ho immediatamente preso contatto con le organizzazioni sindacali presenti in azienda, con l’amministrazione comunale di Leinì e ho chiesto un incontro all’amministratore delegato, che sarà fissato nei prossimi giorni”.

 

Deroga per i punti nascita in zone montane

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto all’ interrogazione n. 798, presentata dalla consigliera Stefania Batzella (M5S), sulla deroga per i punti nascita in zone montane.

L’assessore ha risposto che il decreto ministeriale nasce per una richiesta delle province autonome di Trento e Bolzano, dove oggettivamente i numeri sono diversi, e, dunque, non modifica gli standard previsti. Saitta ha ricordato che, per ragioni di sicurezza, i punti nascita possono esistere solo dove è presente un Dea di primo livello.

 

Parità di genere nelle Giunte comunali

L’assessora alle Pari Opportunità Monica Cerutti ha risposto all’ interrogazione n. 794, presentata dalla consigliera Silvana Accossato (Pd), sulla parità di genere nelle Giunte dei Comuni oltre i 3 mila abitanti.

Cerutti ha risposto che dall’inizio del suo mandato molte sono state le segnalazioni che denunciano la non applicazione del principio di parità di genere nei Consigli e nelle Giunte dei  Comuni. “A marzo di quest’anno – ha proseguito l’assessora – abbiamo scritto al presidente dell’Anci nell’ottica dell’avvio di un monitoraggio dell’applicazione del principio in tutti gli enti locali piemontesi”. L’assessora ha infine assunto l’impegno, in occasione delle amministrative 2016 e di intesa con Anci, di comunicare nuovamente alle amministrazioni in scadenza l’obbligo di rispettare le norme previste in occasione della formazione delle Giunte.

 

Laboratorio analisi presso l’AOU di Novara

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto all’ interrogazione n. 795, presentata dal consigliere Vittorio Barazzotto (Pd), sull’individuazione, presso l’azienda ospedaliera Maggiore di Novara, della sede del laboratorio analisi.

L’assessore ha premesso che l’accorpamento dei laboratori non significa in alcun modo riduzione dei servizi ai cittadini, poiché i centri di prelievo saranno tutti mantenuti nel numero e nella dislocazione attuale. “Con il riordino della rete ospedaliera - ha aggiunto Saitta -  abbiamo scelto di concentrare negli ospedali Hub con un DEA di II° livello gli esami ad elevata automazione e le analisi complesse. È bene che la diagnostica specialistica sia concentrata negli ospedali in cui sono presenti la maggior parte delle specialità cliniche mentre gli altri ospedali continueranno ad avere i loro laboratori per gli esami di routine”.

“Solamente con un elevato numero di analisi – ha concluso l’assessore - è possibile ottenere condizioni economiche favorevoli, facendo economia di scala. Siamo quindi in presenza di un processo di tipo organizzativo, che consentirà di liberare risorse da investire nel miglioramento dei nostri servizi, senza che nulla cambi per i cittadini”.

 

Ospedale unico nel VCO

L’assessore alla Sanità Antonio Saitta ha risposto all’ interrogazione n. 797, presentata dal consigliere Davide Bono (M5S), sull’ospedale unico nel Vco.

L’assessore ha risposto che la scelta di realizzare un’unica struttura ospedaliera nel territorio del Verbano Cusioo Ossola è stata condivisa con i sindaci del territorio e che rappresenta l’unica soluzione per scongiurare una riduzione della domanda di servizi. Saitta ha poi precisato che per la realizzazione della nuova struttura si ipotizza anche la soluzione del partenariato pubblico privato.

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