Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 12 novembre

Contrasto al gioco d'azzardo e reddito d'autonomia

Nella seduta congiunta delle Commissioni III (Economia e commercio) e IV (Sanità e assitenza), presiedute rispettivamente dai consiglieri Raffaele Gallo e Domenico Ravetti, sono stati auditi i delegati dei Comuni di Chivasso, Caluso, Cirié, Ivrea e Settimo Torinese che hanno presentato la proposta di legge n. 158, "Contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico" e si è svolta - alla presenza dell'assessore al Lavoro Gianna Pentenero - la discussione generale su tale provvedimento, sul disegno di legge n. 126, "Prevenzione e contrasto alla diffusione del gioco d'azzardo patologico in Piemonte", presentato per la Giunta regionale dagli assessori Pentenero e alla Sanità Antonio Saitta, e sul disegno di legge n. 112, "Norme per la prevenzione dei danni causati dalla ludopatia e la regolarizzazione del gioco", presentato dal primo firmatario Gian Luca Vignale (FI).

I provvedimenti presentano numerosi punti in comune, a partire dalla finalità di prevenire e contrastare il gioco d'azzardo, recuperare i soggetti affetti da ludopatia e aiutare le loro famiglie, educare all'uso responsabile del denaro e stabilire misure per contenere l'impatto negativo del gioco d'azzardo sul tessuto sociale.

Al termine della discussione le Commissioni hanno svolto le prime determinazioni in merito alle proposte di legge n. 154, "Istrituzione del reddito di autonomia. Sostegno al reddito in favore di disoccupati, inoccupati, precariamente occupati, sottoccupati e inabili al lavoro" e n. 156, "Prime misure per un reddito di cittadinanza piemontese", presentate rispettivamente dai primi firmatari Marco Grimaldi (Sel) e Davide Bono (M5S).

Si è deciso che verranno convocati per audizioni i rappresentanti di categorie e associazioni interessate.

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Interventi a sostegno dell'editoria

Nel corso della mattinata di giovedì 12 novembre si è riunita la VI Commissione (Cultura), presieduta da Daniele Valle, per l'espressione del parere preventivo in merito agli interventi a sostegno dell'editoria piemontese e dell'informazione locale. A seguire l’approvazione del programma degli interventi per la piccola editoria per l'anno 2015/2016 e delle linee di indirizzo e criteri per la concessione di contributi a sostegno dell'editoria libraria piemontese.

Il direttore della direzione promozione della cultura, Eugenio Pintore ha illustrato il piano elaborato dalla commissione editoria rivolto ai piccoli editori piemontesi alle prese con la crisi economica, editoriale e libraria.

In Piemonte sono circa 100 i piccoli editori piemontesi di cui il 15% di media e grande dimensione. Le criticità riscontrate nel settore sono da collegarsi alla mancata distribuzione in tutto il territorio regionale. La Giunta ha individuato, attraverso il piano e la delibera recentemente approvata, l’intervento sulla incentivazione alla qualità dei prodotti editoriali e alla partecipazione a eventi di settore a Torino, Roma e Francoforte.

Definiti gli ambiti di intervento in cui verranno coinvolti sia gli editori che altri soggetti: la conoscenza e studio; la promozione, distribuzione e diffusione; l’aggiornamento formativo e professionale.

Nel corso della Commissione sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani e Davide Bono (M5S), Daniela Ruffino (Fi).

Frediani ha chiesto di rivedere la normativa esprimendo perplessità sull’eventuale discrezionalità dell’attuale mentre Ruffino ha confermato la sua disponibilità al sostegno all’editoria attraverso azioni e strumenti rivolti verso le biblioteche, librerie e scuole medie e superiori.

L’assessore alla Cultura Antonella Parigi ha assicurato che il bando sarà improntato alla trasparenza ma servirà tempo per renderlo disponibile. Il metodo sarà quello di partire da un quadro generale per scendere nel dettaglio. L’obiettivo è quello di intervenire sulla filiera mettendola in rete e sfruttandone tutte le potenzialità.

Il documento è stato approvato con il voto favorevole dei gruppi Pd e Sel, mentre M5S, FI e Lega Nord non hanno partecipato al voto. 

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Proposta di Piano rifiuti

In Quinta Commissione, presieduta da Silvana Accossato, durante la seduta dell’11 novembre è proseguito l’esame in merito alla proposta di deliberazione n. 100 “Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, articolo 199. Adozione del Progetto di Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione e proposta al Consiglio regionale della relativa approvazione”.

Alla presenza dell’assessore Alberto Valmaggia, si è proceduto con l’esposizione degli emendamenti presentati dal Movimento 5 stelle, con interventi di tutti i consiglieri del gruppo per ogni singolo punto.

Tra i temi trattati dalle richieste emendative di M5s, la priorità a qualsiasi altra forma di smaltimento prima di considerare l’eventualità di un nuovo inceneritore e una decisa sterzata verso la raccolta differenziata, attraverso il porta a porta e – in subordine – con l'adozione per la raccolta stradale d'una chiara e uniforme gestione dei colori dei cassonetti, per tipologia di rifiuto conferito, onde evitare confusione e disorientamento da parte dei cittadini. Per quanto riguarda le aree omogenee, si è parlato di due emendamenti, uno dei 5 Stelle, l’altro di Forza Italia, che l’assessore ha detto essere stati ricompresi in una nuova proposta di modifica di Giunta, la 511b.

In generale il Progetto di Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani 2015-2020 oggetto della presente deliberazione, analizza la situazione esistente, effettua una stima della  produzione dei rifiuti urbani al 2020, definisce gli obiettivi programmatici per la gestione dei rifiuti urbani, ivi compresi gli obiettivi di riduzione, in conformità al Programma di prevenzione della produzione dei rifiuti nazionale, individua i fabbisogni impiantistici per garantire il recupero della frazione organica e l’autosufficienza dello smaltimento dei rifiuti urbani e definisce i criteri tecnici, le azioni, le iniziative e le risorse da attivare per l’attuazione della pianificazione regionale.

In particolare, il Progetto individua i seguenti obiettivi generali:

  • riduzione del 5% della produzione dei rifiuti urbani per unità di PIL in aumento rispetto al 2010;
  • raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata del 65% a livello di ciascun ambito territoriale;
  • raggiungimento del 50% del tasso di riciclaggio al 2020;
  • avvio a recupero energetico delle sole frazioni di rifiuto per le quali non è possibile il recupero di materia;
  • abbandono del ricorso alla discarica per rifiuti riciclabili e recuperabili; conferimento in discarica esclusivamente per i rifiuti trattati con stabilizzazione della frazione umida;
  • autosufficienza di smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi prioritariamente a livello di ambito territoriale;
  • promozione di sistemi di gestione dei rifiuti in grado di ridurre i gas climalteranti;
  •  sviluppo di mercati per materiali derivanti dal riciclo dei rifiuti.

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