Mattarella all'Ossario di Coazze

"Sono venuto a Forno di Coazze, nel 70° anniversario dell'Ossario, per un sentito e doveroso omaggio all'Ossario dei caduti delle Guerre di Liberazione. In questo luogo, così suggestivo e carico di memoria e di dolore, riposano i corpi di 98 caduti, morti nei boschi e nelle campagne circostanti e trasportati pietosamente e meritoriamente fin qui dalla gente del luogo. Ho avuto già modo di parlare, in diverse occasioni, del valore fondante per la nostra Repubblica della lotta di Liberazione. E della necessità di tenere sempre viva la memoria dei martiri e vigile l'attenzione nei confronti di nuove e insidiose forme di sopraffazione, di distruzione e di morte.". Con queste parole il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio, sabato 31 ottobre, alla Fossa Comune e all'ossario dei Caduti della Resistenza dell'Alta Val Sangone, nel settantesimo anniversario dell'inaugurazione.
Durante la cerimonia, che ha visto la partecipazione del vicepresidente del Consiglio Nino Boeti e del vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, sono stati letti i nomi dei caduti e deposta una corona di alloro.
Il capo dello Stato ha ricordato un episodio simbolico nel suo intervento: "Un loculo, tra questi, contiene solo una manciata di terra. È terra portata qui da Auschwitz dal figlio di un deportato, morto nell'inferno del campo di sterminio. Si chiamava Enrico Valobra, era un industriale. Era ebreo. Vittima di un'ideologia totalitaria e disumana, basata sulla sopraffazione, sulla superiorità del sangue e della razza, sulla violenza".
Durante la mattinata gli interventi dei sindaci Mario Ronco di Coazze, Carlo Giacone di Giaveno e di un commosso Piero Fassino (il padre, Eugenio, è stato comandante partigiano in queste valli) qui in veste di presidente del Comitato dell'Ossario: "Per me e per tanti della mia generazione questo è il luogo della nostra educazione democratica. Troppe sono ancora le aree del mondo in cui ai conflitti non si dà soluzione con la ragione e con la parola, ma li si radicalizza con le armi e con la violenza. Così riemergono episodi che credevamo estirpati dopo l'Olocausto".
A conclusione della manifestazione, il presidente si è recato alla scuola media di via XXV Aprile, nel centro di Coazze, per l'intitolazione dell'edificio scolastico a Giulio Nicoletta, partigiano e militare italiano decorato con medaglia d'argento al valor militare. "Ragazzi, ricordatevi che la scuola è una realtà importante perché vi avvicina alla responsabilità. La scuola è il primo ambiente con cui i ragazzi entrano in contatto, è il primo ambiente istituzionale. È lì che si forma il futuro del nostro Paese, che è nelle vostre mani", è stato l'invito conclusivo di Mattarella.

fmalagnino