Consiglio Regionale del Piemonte

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Le Rsu incontrano i capigruppo

Valutare e sostenere gli emendamenti alla proposta di legge regionale sul riordino delle Province piemontesi e della Città Metropolitana.

È quanto hanno chiesto i rappresentanti delle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu) della Città Metropolitana (Francesco Candido, Francesco Nannetti, Leone Ariemme e Giuseppe Adduci) nell’incontro avuto con i presidenti dei Gruppi consiliari, i cui lavori sono stati coordinati dal presidente dell’Assemblea regionale Mauro Laus. Sono intervenuti i presidenti dei Gruppi Davide Gariglio (Pd), Giorgio Bertola (M5S), Marco Grimaldi (Sel) e Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte). Presenti anche i consiglieri Paolo Allemano, Andrea Appiano e Elvio Rostagno (Pd), Gianpaolo Andrissi, Mauro Campo e Francesca Frediani (M5S).

Nel sottolineare come il quadro normativo nazionale sia mutato con le disposizioni urgenti del Governo in materia di enti territoriali (dl 78/2015) e con il cosiddetto decreto Madia sulla mobilità dei dipendenti, è stato più volte puntualizzato come preoccupi la data del 31 ottobre prossimo, entro la quale le Regioni dovranno riallocare le funzioni di vigilanza e controllo (ambientale e faunistico), per evitare il transito del personale attualmente in organico nei vari corpi delle Polizie locali.

Per le Rsu una simile prospettiva equivarrebbe a una perdita di servizi ai cittadini, della professionalità acquisita negli anni e alla non certezza di essere veramente ricollocati, visto che il passaggio sarebbe comunque soggetto alla disponibilità di posti e risorse.

Entro il 31 ottobre la Regione dovrà anche definire in sede di osservatorio, le procedure di ricollocazione diretta dei dipendenti in soprannumero addetti alle funzioni non fondamentali, con il rischio che in difetto, gli stessi vengano inseriti nell’apposito portale web.

I vari interventi hanno poi spiegato come l’accordo Stato-Regioni dello scorso 30 luglio, abbia stabilito la compartecipazione da parte dello Stato per i due terzi degli oneri di funzionamento dei servizi per l’impiego, per cui sarebbe opportuno che anche il Piemonte chiedesse l’anticipazione delle somme destinate al funzionamento dei Centri per l’impiego (Cpi), da riversare a Province e Città Metropolitana finchè gli stessi rimarranno i carico a queste ultime.

Infine, rimane aperta la questione della funzione ambiente, che è importante sia riconosciuta nelle sue declinazioni, come conferita dalla Regione e quindi come oggetto di finanziamento e di trasferimento del personale nei ruoli regionali analogamente alle altre funzioni.