Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

I ragazzi che volarono l'aquilone

"La storia della scelta tormentata di un ragazzo calabrese divenuto comandante dell'unico reparto di Giustizia e Libertà creatosi in Val di Lanzo, protagonista d'imprese che hanno contribuito a riscattare la dignità perduta dell'Italia offesa dalla dittatura nazifascista". Con queste parole il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, ha definito la biografia di Bruno Tuscano, protagonista del volume "I ragazzi che volarono l'aquilone - Indagine su una formazione partigiana" di Franco Brunetta, presentato il 5 ottobre a Palazzo Lascaris.

Con l'autore, che per quindici anni ha lavorato con tenacia per rintracciare testimoni, setacciare archivi e interpretare documenti, è intervenuto il direttore dell'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea "Giorgio Agosti" Luciano Boccalatte.

"Tuscano, come molti giovani del suo tempo, all'indomani dell'8 settembre 1943 si trovò nella situazione di non saper cosa fare - ha sottolineato Boccalatte -. Uno dei pregi del volume è indubbiamente la decisione di non proporre le forze partigiane come un monolite ma di rendere evidente il contrasto politico tra le sue varie anime che determinò prese di posizione e scelte diverse".

"Il volume - ha concluso Brunetta - racconta l'emozionante avventura vissuta nel periodo 1943-'45 da un gruppo di uomini e donne che, con le loro scelte complesse e sofferte, sempre pagate di persona, hanno contribuito a cambiare la storia italiana del '900".

  

    

I fatti in breve

  • Il volume ripercorre la storia del comandante partigiano Bruno Tuscano.
  • Tra i temi dominati, quello cruciale della scelta all'indomani dell'8 settembre 1943.