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Convegno a Torino

“Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi”: l’annuncio del giornalista Mario Ferretti certamente appartiene all’epoca in cui lo sport era romantico e veniva raccontato come poesia.

Quante volte da quella stessa radio si era sentita la voce mite di Faustin: “Un saluto ai miei tifosi e un bacio a Marina”.

E poi ancora il calcio, con le radiocronache di Nicolò Carosio e il suo “quasi gol”, un gentiluomo ricco di eleganza e ironia che cominciò a raccontare il calcio con un silenzio che non finiva più; l’umorismo di Carlin Bergoglio, lo sport elevato al rango di letteratura grazie a Gianni Brera e Giovanni Arpino. Il modo di raccontare lo sport come sublime arte forse è finito con la voce roca di Sandro Ciotti e con quel celebre tre volte “campioni del mondo!” di Nando Martellini nella calda notte di Madrid del 1982.

Oggi siamo nell’era tecnologica dei social media e le cose sono cambiate radicalmente. Di questa trasformazione si è ampiamente discusso a Torino, martedì 15 settembre, nel corso del convegno “Comunicare lo Sport”, organizzato da Corecom e Consiglio regionale del Piemonte, in collaborazione con il Coni - Comitato regionale Piemonte.

Alla presenza tra gli altri, del presidente nazionale del Comitato olimpico nazionale Giovanni Malagò e dei giornalisti Vittorio Oreggia e Darwin Pastorin, è stato evidenziato come la finalità agonistica non sia più la motivazione principale per cui si sceglie lo sport. Altre sono le motivazioni: benessere, piacere ludico, libera espressività. Una ricchezza di materiale sociale “giornalisticamente rilevante” che il sistema dei media sottorappresenta, preferendo la rappresentazione stereotipata, conformistica, legata al supercampionismo del calcio e a poco altro. Anche nello sport quindi si privilegiano purtroppo le notizie “forti”, (violenza e spettacolarizzazione) alle “buone notizie” esemplari, alle testimonianze di volontariato e associazionismo, agli esempi di cittadinanza attiva dei quali lo sport è protagonista.

Per Malagò è perciò importante promuovere le regole e i valori positivi dello sport per contrastare fenomeni allarmanti, quali violenza e razzismo, che contaminano anche gli eventi sportivi, mentre il presidente del Corecom Bruno Geraci ha ribadito la necessità di adottare chiare regole deontologiche supportate da campagne informative e formative concordate e attuate con le istituzioni nazionali e locali.

Non potendo partecipare di persona, la pluricampionessa di scherma Valentina Vezzali ha portato il suo saluto in un messaggio video, sottolineando il grande contributo dello sport nel processo di crescita dei giovani.

Ai lavori, moderati da Ezio Ercole, sono intervenuti anche Gianfranco Porqueddu, presidente regionale Coni, Maria Pia Caruso, dirigente Agcom, Stefano Gallo, assessore allo Sport della Città di Torino e Giovanni M. Ferraris, assessore allo Sport della Regione Piemonte.

 

mbocchio

I fatti in breve

  • Un tempo lo sport era romantico e veniva raccontato come poesia.
  • Oggi siamo nell’era tecnologica dei social media e le cose sono cambiate radicalmente.
  • Per il presidente nazionale del Coni Malagò è  importante promuovere le regole e i valori positivi dello sport per contrastare fenomeni allarmanti, quali violenza e razzismo.

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