Quale futuro per gli Opg?

Dopo le leggi che hanno sancito il percorso di superamento e chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, stabilendo la data del 31 marzo 2015, si può davvero ritenere di aver superato queste strutture?

È stato solo uno dei quesiti che si sono posti gli intervenuti al convegno organizzato giovedì 6 agosto a Palazzo Lascaris a Torino, dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte.

Ed ancora: questo faticosissimo processo di riforma è realmente partito? Le Regioni italiane si sono dotate, come avrebbero dovuto, delle necessarie strutture intermedie di accoglienza e delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems)? I percorsi di dimissione verso il territorio a che punto sono? Qual è l’orizzonte sociale, sanitario, culturale verso il quale ci stiamo muovendo? La magistratura è pronta ad adottare risposte diverse? Ci sono alternative collaudate e sicure ai percorsi tradizionali? Quindi che cosa c’è dopo gli Opg?

Ne hanno discusso insieme al Garante Bruno Mellano, numerosi addetti ai lavori, tra i quali Fulvio Moirano, direttore generale della Sanità della Regione Piemonte, e Antonella Calcaterra della Camera penale di Milano.

Sono altresì intervenuti all’evento il consigliere regionale Gianpaolo Andrissi e Nerina Dirindin, componente della commissione Igiene e Sanità del Senato.

Secondo disposizioni legislative, i detenuti negli Opg che ancora hanno bisogno di cure psichiatriche dovranno essere trasferiti nei Rems, unica difficoltà che non potranno ospitare più di venti pazienti. I Rems saranno gestiti direttamente dai Dipartimenti di salute mentale che dovranno garantire con adeguati programmi terapeutici assistenza ai soggetti con patologie mentali.

In apertura dei lavori è  stato proiettato il reportage fotografico di Max Ferrero “Nocchier che non seconda il vento”.  Viaggio negli Ospedali psichiatrici giudiziari italiani alla vigilia della chiusura.

Gli Opg ancora attivi nel nostro Paese sono sei: Castiglione delle Stiviere (Mantova), Montelupo Fiorentino (Firenze), Reggio Emilia, Napoli, Aversa (Caserta) e Barcellona Pozzo di Gotto (Messina).

Degli attuali 700 detenuti totali, circa 450 entreranno nelle nuove Rems, mentre per gli altri si va verso le dimissioni o lo spostamento in strutture che dovranno ancora essere definite con percorsi di recupero personalizzati. L’unico Opg già convertito in struttura polimodulare di Rems provvisorie è quello lombardo di Castiglione delle Stiviere.

I fatti in breve

  • E' stata decisa la realizzazione di strutture alternative agli Ospedali psichiatrici giudiziari.
  • Nel progetto sono coinvolte direttamente anche le Regioni italiane.
  • Attualmente i detenuti nei sei Opg sono circa 700.

Dichiarazioni

“Credo che siano tre i punti fondamentali emersi. Da un lato è stato reso noto il percorso che la Regione Piemonte intende seguire, con l’indicazione di settembre e dicembre come mesi di attivazione per le due strutture ‘pre-Rems’, nelle quali saranno ospitati i pazienti piemontesi tuttora internati negli Opg, in particolare a Castiglione delle Stiviere (Mantova). Poi si è unanimemente condiviso la necessità-opportunità di monitoraggio delle varie realtà in gioco e si è registrata la disponibilità delle competenti strutture regionali. Infine si è registrato un rinnovato impegno da parte della Sanità regionale a compiere un’ approfondita verifica delle singole situazioni al momento della dismissione, in modo da pervenire a soluzioni che tengano conto in primis delle problematiche individuali per definire percorsi specifici” evidenzia Mellano.

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