Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 2 luglio

Audizione e informativa nelle Commissioni Turismo e Cultura.

 

La III Commissione (Turismo), presieduta dal vicepresidente Giovanni Corgnati, ha tenuto una audizione con una delegazione di “Turismo Torino e Provincia”, in merito al lavoro di accoglienza, comunicazione e promozione turistica del capoluogo subalpino e della sua area metropolitana.

È stato evidenziato come l’Atl torinese è il frutto di successivi accorpamenti, tra il 1997 ed il 2010, delle tre precedenti Atl della provincia e di Torino Convention Bureau. Una azione sinergica che ha portato alla diminuzione dei dipendenti da oltre cento a 87 che, nonostante la diminuzione delle risorse, ormai sotto i 5 milioni di euro annui, riescono a svolgere molteplici attività strategiche sul campo: accoglienza, promozione, sviluppo prodotto, relazioni esterne, comunicazione, turismo congressuale.

Vi sono 12 uffici del turismo, 7 contact center, una piattaforma web di prenotazione alberghiera e di visite guidate. Numerose le attività con tour operator e soggetti vari, per lo sviluppo su nuovi mercati, di osservatorio dei risultati, con prodotti studiati per soddisfare le diverse tipologie di turismo.

Una attività che ha accompagnato il forte sviluppo turistico che il nostro territorio ha avuto in questi ultimi anni anche sfruttando eventi epocali come i Giochi olimpici 2006.

Le presenze turistiche in Piemonte hanno ormai superato nel 2014 la quota dei 13milioni, con quasi 6,3milioni nella provincia di Torino (il 48% del totale, notevole anche l’apporto del distretto turistico dei laghi con il 25%).

In Sala dei Morando i lavori sono poi proseguiti, in congiunta con la VI Commissione (Cultura), presidente Daniele Valle, per l’informativa degli assessori regionali Giovanni Ferraris (Sport) e Antonella Parigi (Cultura e Turismo), concernente la promozione turistica dei grandi eventi sportivi.

Gli esponenti dell’Esecutivo di piazza Castello hanno evidenziato le sinergie messe in atto a fronte della scarsità di risorse disponibili, allo scopo di supportare al meglio i grandi eventi a carattere sportivo così importanti per il nostro territorio. In particolare l’Assessorato guidato da Antonella Parigi, per le relative spese di comunicazione, sfrutta le possibilità offerte dalla l.r. n. 75/1996.

 

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Illustrazione del Piano regionale amianto 2015-2019.

 

È iniziata in seduta congiunta tra la IV Commissione (Sanità) e la V (Ambiente) – presiedute da Domenico Ravetti e Silvana Accossato – l’illustrazione del provvedimento della Giunta sull’adozione del piano regionale amianto 2015 – 2019. Il piano, normato da disposizioni nazionali e regionali, stabilisce le aree di intervento riguardanti amianto di origine antropica e naturale, contiene le azioni, gli strumenti e le risorse necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha sottolineato l’importanza del provvedimento perché permette di impostare, seguendo le direttive contenute nella legge regionale 30/2008, le problematiche e criticità legate all’amianto. Sono stati individuati due siti di interesse nazionale, Casale Monferrato (Al) e Balangero (To) mentre ammontano a 50 milioni di metri quadri le coperture in cemento-amianto in Piemonte. Le risorse prevedibili per la completa realizzazione del piano sono stimate in 25 milioni di euro. Il presidente Ravetti ha auspicato il coinvolgimento, non solo delle istituzioni, ma anche di fondazioni private disponibili a intervenire con proprie risorse. “Vorrei che Casale Monferrato, Alessandria e il suo territorio – ha detto – potessero divenire il fulcro della ricerca pubblica in Italia su questo tema, un modello per ragioni non solo sanitarie ma anche socio economiche. È stato compiuto un lavoro di straordinaria importanza sul territorio, frutto di una ricerca metodologica e scientifica, che è andata a implementare, attraverso  l’apporto di una banca dati, il registro già notevole di Torino”.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha fatto sua la proposta di Ravetti, rimarcando la volontà di costituire, con il coinvolgimento di altri soggetti presenti sul territorio alessandrino e non, un centro ricerche dedicato allo studio dell’amianto. “Sarei estremamente favorevole – ha detto – a una internazionalizzazione della proposta e a un progetto che vada in tale direzione, che vedrebbe in prima fila l’Università, enti istituzionali e altre realtà territoriali”.

Il consigliere Giorgio Bertola (M5S), ha espresso soddisfazione per l’esame del piano che concede l’opportunità di promuovere la formazione di operatori, la ricerca e lo sviluppo economico. Non solo ricerca tradizionale ma anche quella legata all’inquinamento dell’acqua, mentre l’attenzione sullo smaltimento deve essere posto anche sulle aree dismesse.

Per Stefania BatzellaPaolo Mighetti e Federico Valetti (M5S) rimangono del tutto insufficienti le risorse economiche del piano, c’è una certa difficoltà di metodo a distinguere i manufatti composti da amianto da altri materiali e l’inquinamento deve fare riferimento anche a quello atmosferico.

 

dbarattin 

 

Calamità naturali

 

La seconda Commissione, presieduta da Nadia Conticelli, il 2 luglio ha svolto un approfondimento sulla normativa regionale vigente in materia di calamità naturali. La relazione degli uffici e dell’assessore alla Difesa del suolo Francesco Balocco, ha illustrato la Legge regionale 19.11.1975, n. 54 “Interventi reg ionali in materia di sistemazione di bacini montani, opere idraulico-forestali, opere idrauliche di competenza regionale”, nonché la Legge regionale 29.6.1978, n. 38 “Disciplina e organizzazione degli interventi in dipendenza di calamità naturali”.

Prevedono entrambe finanziamenti a gestione diretta o in concessione a enti locali (Province, Comuni, Comunità montane, Consorzi) per l’esecuzione di interventi di tutela del suolo in veste preventiva o manutentiva (l.r. 54/1975) ovvero di ricostruzioni e messa in sicurezza a seguito di calamità naturali (l.r. 38/1978), nonché di ristoro di danni subiti da soggetti privati (idem). I finanziamenti possono essere in capitale a fondo perduto o a mutuo.

Sono stati illustrati i punti di forza delle normative in vigore, quali le norme operative già semplificate, l’attuazione di meccanismi operativi consolidati nel tempo, nonché controlli ed istruttorie focalizzati sugli aspetti realizzativi delle opere. Si è parlato anche dei punti di debolezza, quali in generale riferimenti normativi statali e regionali in parte non più esistenti, modificati, non coerenti o conflittuali. Gli Interlocutori non più esistenti (ad esempio comunità montane). I riferimenti ad organizzazione regionale non più attuale. La progressiva riduzione dei finanziamenti fino all’attuale assoluta insufficienza.

Tra le ipotesi di lavoro, anche quelle di valutare l’unificazione degli strumenti normativi, adeguare i soggetti interessati all’attuale quadro istituzionale, prevedere e incentivare finanziamenti specifici per le progettazioni strumentali al reperimento di risorse, ipotizzare la creazione di fondi di rotazione per l’attivazione di contributi.

 

gmonaco


 

 

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