Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

 

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Fusione di Comuni e superamento delle Comunità Montane

A seguito del superamento delle Comunità montane e delle Unioni di Comuni  collinari, la prima Commissione presieduta da Vittorio Barazzotto, ha incardinato nel pomeriggio del 22 giugno, il disegno di legge regionale 131, che prevede la modifica dello Statuto piemontese agli articoli 1, 2 e 3, con la sostituzione delle parole “Comunità montane” e “Unioni di Comuni collinari”, con le parole “i Comuni singoli associati”. Ora il provvedimento passerà al Cal.

La Commissione ha anche licenziato all’unanimità i disegni di legge numero 69 e 70, che prevedono rispettivamente l’istituzione del Comune di Lessona, mediante la fusione dei Comuni di Crosa e Lesiona, nonché l’istituzione del Comune di Borgomezzavalle, mediante fusione dei Comuni di Seppiana e Viganella. Per entrambi i provvedimenti, sono stati nominati relatore e controrelatore nel dibattito che si svolgerà in Aula, Domenico Ravetti (Pd) e Gilberto Pichetto (Fi).

gmonaco

 

II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

Audizione su editoria ed emittenza radiotelevisiva locale

La II Commissione (Comunicazioni), presieduta da Nadia Conticelli, ha ascoltato, il 25 giugno, i rappresentanti dell'Associazione Stampa Subalpina, dell'Ordine dei giornalisti del Piemonte e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil sullo stato dell'editoria e dell'emittenza radiotelevisiva locale.

Trentamila dipendenti distribuiti in 2.500 aziende prevalentemente piccole, 1,3 miliardi di euro il giro d'affari in Piemonte di un settore che riguarda libri, editoria, grafica, stampa, informazione. (vedi documento allegato)

"La situazione è drammatica, sono molto diminuiti gli introiti pubblicitari e quindi le aziende dell'editoria e dell'informazione sono in grave sofferenza. Non abbiamo in Piemonte network forti e rischiamo di perdere così la pluralità delle voci che assicurano informazione e democrazia sul nostro territorio. Molti giornali e tv hanno chiuso negli ultimi anni, ci sono pochi ammortizzatori sociali, i lavoratori dell'informazione devono per forza cercare lavoro altrove". Questa in sintesi la fotografia della situazione in Piemonte presentata ai membri della II Commissione da: Stefano Tallia segretario dell'Associazione Stampa Subalpina (il sindacato dei giornalisti), Alberto Sinigaglia presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Pietro Gabriele e Lara Calvani Cgil, Antonio Torchitti Cisl, Adolfo Granito Uil.

In sede di audizione gli intervenuti hanno chiesto alla Regione di non erogare più contributi "a pioggia" ma piuttosto di valorizzare progetti innovativi a largo raggio che tengano conto della mutata situazione dell'informazione negli ultimi anni. "Pur in periodi di crisi - hanno affermato - dobbiamo essere in grado di utilizzare le nuove tecnologie per assicurare una informazione corretta e democratica sia a livello di editoria cartacea che di radio, televisioni e informazione via web". E' stato anche affrontato il tema della revisione delle due leggi in vigore sui temi dell'informazione e dell'editoria in Piemonte: la legge 18/2008 e la legge 25/2009. La presidente Conticelli ha annunciato una prossima audizione da parte della Commissione dei rappresentanti degli editori.

fcalosso

 

III Commissione (Montagna e Turismo)

Finanziamenti alle imprese per l'efficientamento

Un profondo mutamento del sistema degli interventi di sostegno pubblico alle imprese della Regione Piemonte. Lo ha annunciato l’assessore Giuseppina De Sanctis nel corso della riunione congiunta tra la terza Commissione del Consiglio regionale e il Comitato per la qualità della formazione e la valutazione delle politiche, tenutasi il 25 giugno. “Bandi più agili, più semplici, meno burocrazia”, ha detto De Sanctis.

La riunione, presieduta da Raffaele Gallo ed Elvio Rostagno, è stata caratterizzata da un lungo dibattito, seguito alla relazione dell’assessore stesso relativo agli interventi di sviluppo delle attività produttive: “Per tanti anni abbiamo assistito a bandi molto dettagliati, con requisiti davvero stringenti per categorie di imprenditori o di imprese talvolta quasi di nicchia. Un sistema del genere rischia più di escludere che di includere le aziende che possono fruire di finanziamenti”. Ecco perché si è deciso di cambiare, “puntando su ambiti più generali, su strategie politiche di sviluppo della nostra economia e riducendo il lavoro burocratico per la partecipazione ai bandi, che oggi è davvero troppo oneroso”.

In effetti, è intervenuto Paolo Mighetti del Movimento 5stelle, “talvolta i consulenti passano per ladri, visto che devono fare parcelle esose, magari per finanziamenti molto bassi, che tuttavia comportano un lavoro enorme. Era ora che si cambiasse”. Marco Grimaldi (Sel), si è invece detto stupito del fatto che i finanziamenti per gli incubatori non tecnologici non abbiano ottenuto buoni risultati e l’assessore gli ha risposto che, “effettivamente quello è uno dei classici esempi di bandi con requisiti troppo stringenti”. Anche Gilberto Pichetto (Fi) è intervenuto in favore dell’iniziativa dell’assessorato, “anche perché i tempi ci impongono maggiore snellezza, pur senza abbandonare le cautele di controllo e verifica”.

È poi intervenuto l’assessore Alberto Valmaggia, che ha svolto la relazione su Montagna e Foreste, in particolare sulla legge 4 del 2009, Gestione e promozione economica delle foreste. Secondo l’assessore “è fondamentale ampliare ulteriormente la rete di sportelli, piuttosto che ridurla, valutando di stipulare nuove convenzioni con le nascenti Unioni dei Comuni, cercando di mantener il presidio sul territorio esercitato dagli uffici periferici della Regione e proponendo ad altri enti la stipula di apposite convenzioni per la costituzione di nuovi sportelli forestali”.

Terminata la congiunta, si è svolta una riunione della terza Commissione, presieduta da Raffaele Gallo, al termine della quale è stato espresso all’unanimità parere favorevole preventivo sulla proposta di atto deliberativo della Giunta regionale, presentato dall’assessore De Sanctis: "Programma regionale di cofinanziamento a favore dell'efficienza energetica nei cicli e delle strutture produttive in risposta all'Avviso pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico finalizzato a sostenere la realizzazione di diagnosi energetiche nelle PMI o l'adozione, nelle stesse, di sistemi di gestione dell'energia conformi alle norme ISO 50001". Il programma prevede oltre 52 milioni di euro di finanziamenti (fondi Por Fesr 2014-2020) che andranno in gran parte (per 45 milioni di euro) al cofinanziamento a tasso zero, per una percentuale pari all’80 per cento dei costi ammissibili, delle spese sostenute per la realizzazione delle misure di efficientamento energetico dei cicli o delle strutture produttive identificate dalla diagnosi energetica.

gmonaco

 

 

IV Commissione (Sanità e assistenza)

Prosegue il dibattito sull'Ospedale Gradenigo di Torino

La IV Commissione – presieduta da Domenico Ravetti – si è riunita il 23 giugno per proseguire l’esame del disegno di legge n. 91 riguardante la situazione dell’Ospedale Gradenigo di Torino. Proprio sulla base di alcuni emendamenti (più precisamente dal 53 al 58), presentati la scorsa settimana dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, ha proposto una riscrittura dell’articolato che verrà riproposto in Consiglio.

Anche Giorgio Bertola (M5S) si è dimostrato favorevole all’accoglimento degli emendamenti considerati, sottolineando l’importanza del lavoro preparatorio per l’Aula mentre Davide Bono e Stefania Batzella (M5S) hanno espresso perplessità circa il mantenimento dei servizi e delle specialità dell’Ospedale Gradenigo,  la tipologia di modello alla quale apparterrà in futuro, e l’eventualità di una diversa destinazione regionale dei pazienti.

Il consigliere Paolo Allemano (Pd) è intervenuto, sottolineando che la Regione non ha competenza sugli atti gestionali e si è detto convinto, sulla base dello schema di convenzione, che la durata dell’accordo sia triennale.

Anche l’assessore Saitta è intervenuto su quest’ultimo punto, ribadendo che la durata è triennale come quella del piano aziendale, come del resto la programmazione sanitaria richiede.

La Commissione ha proseguito i suoi lavori in audizione, convocata alle 12.30 dal presidente Domenico Ravetti e con i rappresentanti dell’Associazione Dirigenti dell’Ospedalità Non Profit, in merito alle ricadute, anche occupazionali, conseguenti alle ipotesi di revisione dell’assetto organizzativo del Presidio ospedaliero Gradenigo di Torino. L’associazione, rappresentata da Carmelo Melchi, Silvana Carniel, Laura Canavoso e Luigi Colonna ha manifestato l’intenzione, qualora venisse confermata la scelta della Giunta regionale, di ricorrere al Tar.

La delegazione ha espresso perplessità riguardo al fatto che il Gradenigo, inserito nell’area non profit, possa diventare contemporaneamente, attraverso un atto di compravendita e un’apposita legge regionale, una casa di cura privata, nell’organizzazione interna e nei rapporti di lavoro.

dbarattin

 

V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile)

Licenziata per l'Aula la legge di riordino dei parchi

È terminato il 23 giugno in V Commissione (presieduta da Valter Ottria) l’esame del provvedimento della Giunta regionale sul riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e sulle nuove norme in materia di Sacri Monti.

Il disegno di legge di revisione del Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità, è stato approvato a maggioranza dopo essere a lungo discusso in Commissione per via dei 530 emendamenti che insistevano sui 22 articoli complessivi.

Le nuove norme estendono la rappresentatività dei territori e incrementano il numero dei membri locali (4, 6 e 8 a seconda del numero dei Comuni che fanno parte dell’ente) nei consigli di amministrazione degli enti di gestione, allargando la partecipazione a rappresentanti delle associazioni ambientaliste e agricole.

Questa norma, ha ribadito l’assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Alberto Valmaggia prima del voto finale, è un modo per estendere la rappresentanza, non per accentrare il controllo nelle mani della Regione.

La prospettiva, sempre secondo l’assessore, è lo sviluppo e la valorizzazione del territorio, prevedendo la crescita di forme di autofinanziamento dei Parchi al fine di rendere gli enti di gestione autonomi anche dal punto di vista finanziario.

A quarant’anni dalla nascita della legge sui Parchi, ha concluso Valmaggia, era necessaria una riflessione sul ruolo di questi enti. Il Parco deve essere visto come una opportunità di sviluppo e valorizzazione del territorio, non come una sovrastruttura che pone soltanto vincoli.

Prima di approdare in Aula, relatori di maggioranza Antonio Ferrentino (Pd) e di minoranza Gian Luca Vignale (Fi) e Giorgio Bertola (M5S), il testo dovrà ottenere anche il parere favorevole da parte della I Commissione per quanto concerne gli aspetti legati al bilancio.

mbocchio

Informativa sul piano paesaggistico e modello unico

La II e la V Commissione, rispettivamente per la pianificazione territoriale e tutela dell'ambiente e per l'impatto ambientale, si sono riunite in seduta congiunta - presieduta da Silvana Accossato - per l'informativa dell'Assessore alla programmazione territoriale, Alberto Valmaggia, in merito allo stato di avanzamento del Piano paesaggistico regionale (Ppr).
L'assessore Valmaggia ha presentato il provvedimento, adottato nel 2009, alla luce delle osservazioni pervenute a seguito delle procedure di pubblicazione e consultazione, delle richieste formulate dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nell'ambito delle procedure di copianificazione.
Il piano è stato sottoposto a un'approfondita rilettura - ha proseguito Valmaggia - che ha comportato un processo di revisione e integrazione dei contenuti che lo caratterizzano, rendendo opportuna una sua nuova adozione.
Le modifiche apportate sono avvenute in accordo con le Province piemontesi e attraverso un protocollo d'intesa con il Ministero.
Il piano, illustrato dall'architetto Giovanni Paludi, responsabile del Settore Pianificazione territoriale fornisce, per la prima volta, una lettura strutturale delle caratteristiche paesaggistiche del territorio piemontese.
Sono intervenuti i consiglieri Paolo Mighetti (M5S) e Elvio Rostagno (Pd) in merito ad alcuni aspetti legati all'iter burocratico di applicazione del piano, mentre Francesca Frediani (M5S) ha posto l'attenzione sulle modalità di censimento dei siti archeologici.
Infine, la presidente Accossato ha richiesto come sia stata recepita, da parte dei Comuni, la qualità paesaggistica espressa dal piano che si dimostra, in termini contenutistici, molto analitico.

La V Commissione, presieduta da Silvana Accossato, ha inoltre chiesto un parere sul modello unico, proposto dalla Giunta, per la richiesta di autorizzazione unica ambientale.
L'assessore regionale all'Ambiente Alberto Valmaggia, ha dichiarato che si è lavorato molto, sia sulla semplificazione, sia sulle modalità per il raggiungimento di un modello unico regionale in forma digitale.  
Il regolamento, illustrato dal direttore della direzione regionale Ambiente Stefano Rigatelli, disciplina i contenuti della domanda di autorizzazione unica ambientale rimandando al Dpr 59/2013 e adeguando la modulistica alle specificità regionali.
Ha espresso giudizio negativo, non sul lavoro svolto dagli uffici regionali ma sul provvedimento a livello nazionale, Giorgio Bertola (M5S), perché crea ulteriore confusione e non semplificazione. Anche Mauro Campo (M5S) ha manifestato perplessità sulle modalità di applicazione da parte degli Sportelli Unici per le Attività Produttive, oltre a chiedere non l'immediata efficacia del provvedimento ma la possibilità di un periodo di sperimentazione.
Elvio Rostagno (Pd) è intervenuto chiedendo se la modulistica approntata funziona sulla piattaforma prevista, mentre Gian Luca Vignale (Fi) ha domandato all'assessore quale servizio la Regione metta a disposizione per i soggetti che intendono utilizzarlo e la tempistica prevista.
L'Esecutivo ha confermato l'applicabilità e l'utilizzo del modello per via informatica mentre per la parte relativa alla tempistica bisogna fare riferimento alla normativa nazionale. Al termine del dibattito il modello unico è stato approvato all'unanimità.
L'assessore Valmaggia ha introdotto l'argomento del piano regionale dei rifiuti urbani, fermo al 1997 e che richiederebbe una urgente approvazione.
In Piemonte la produzione di rifiuti urbani ammonta a quasi 2milioni di tonnellate. La raccolta differenziata ha raggiunto il 52,5% sul totale, mentre i rifiuti urbani indifferenziati ammontano a circa 950mila tonnellate.
Antonio Ferrentino (Pd) ha sottolineato il ruolo che potrebbe avere l'autocompostaggio, augurandosi una redditività nettamente superiore a quella prevista nel piano. Gianpaolo Andrissi (M5S) ha chiesto quali siano le modalità per il recupero delle ceneri non pericolose.

dbarattin


VI Commissione (Cultura e Istruzione)

La Commissione non si è riunita questa settimana.