Consiglio Regionale del Piemonte

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Interrogazioni discusse in Aula

Sostanze pericolose nel sangue dei lavoratori della Solvay di Spinetta Marengo (AL)

L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha risposto all’interrogazione n. 404, presentata dal consigliere Paolo Mighetti (M5S), affinché vengano resi pubblici il referto e l’indagine epidemiologica della Fraschetta (AL); vengano effettuate ispezioni ISPRA/ARPA e agli impianti comprovanti il rispetto di tutti i parametri e le soglie cui sono stati autorizzati; un’ispezione dell’Ispettorato del Lavoro nonché l’intervento mirato attraverso una indagine epidemiologica specifica, pagata con i soldi dell’azienda, sui lavoratori e popolazione residente nei pressi dell’impianto.

Valmaggia ha evidenziato che tutti gli studi epidemiologici compiuti sono pubblici su richiesta all’ARPA Piemonte e della Procura. Un primo studio epidemiologico sui lavoratori è già stato compiuto accompagnato da un secondo sulla mortalità e morbosità su tutta l’area della Fraschetta, anche all’interno del Comune di Alessandria come richiesto dagli enti territoriali preposti. Si evidenzia che una parte del personale della Regione Piemonte e di ARPA stanno svolgendo un’istruttoria in base alla legge Seveso nell’ambito delle attività del Comitato tecnico regionale coordinato dal comandante dei Vigili del Fuoco di Alessandria. Infine, l’Ispettorato del Lavoro, non è dipendente funzionalmente dagli uffici regionali.

 

Incendio ed esplosione nel polo chimico Arkema di Spinetta Marengo (AL)

L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha risposto all’interrogazione n. 406, presentata dal consigliere Paolo Mighetti (M5S), chiedendo alla Giunta regionale di sapere se intende richiamare il Prefetto e le autorità competenti per verificare l’attuazione degli adempimenti normativi relativi al piano di emergenza esterno delle varie società operanti sul territorio.

Valmaggia ha spiegato che il legislatore ha assegnato al Prefetto il compito di predisporre, con Regione ed Enti locali interessati, il piano di emergenza esterno, organizzando la risposta di protezione civile e tutela ambientale per mitigare i danni di un incidente all’interno di zone a rischio ove ricadranno effetti nocivi. La Giunta regionale ha individuato le modalità per l’intesa con i Prefetti che prevede, oltre alla partecipazione integrata e raccordata dei diversi soggetti istituzionali preposti, la presenza costante ed attiva del settore risanamento acustico, elettromagnetico ed atmosferico e grandi rischi ambientali che svolge funzioni di collegamento, coordinamento e supporto alle diverse strutture regionali che hanno competenza in materia. Con riferimento all’incidente accaduto presso il polo chimico ove insistono gli stabilimenti Arkema e Solvay si è provveduto già nel 2003 ad adottare il piano di polo mentre nello scorso mese di aprile si è passati all’aggiornamento del piano di emergenza esterno da parte del Comando dei Vigili del Fuoco di Alessandria. Nell’occasione l’evento non è stato classificato come “incidente rilevante” mentre gli uffici regionali hanno reso disponibili le proprie strutture per concorrere al piano di emergenza esterno del polo di Spinetta Marengo avviato dal Prefetto.

 

Rimborsi ritardi agli utenti dei servizi ferroviari e autobus Torino-Caselle

L’assessore ai Trasporti Francesco Balocco ha risposto all’interrogazione n. 309, presentata dal consigliere Federico Valetti  (M5S), per sapere quali misure si intendono applicare per la difesa dei diritti degli utenti; quando verrà effettuato il monitoraggio delle linee e dell’utenza da parte di un soggetto terzo; rivedere la programmazione dei servizi avvicinandosi alle esigenze dell’utenza e di garantire le coincidenze con altri servizi.

Balocco ha evidenziato che trattasi di materia delegata agli enti preposti, nello specifico all’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e Regionale. L’ente interessato ha fornito chiarimenti sui collegamenti Torino-Caselle: dal Gruppo Trasporti Torinesi viene gestito il servizio ferroviario, dalla società Sadem quello autobus. Attraverso la consultazione della Carta dei Servizi e di quella della Mobilità oltre agli standard qualitativi non figurano indicazioni di natura risarcitoria. Per tale ragione l’Agenzia proporrà a GTT nella prossima revisione della Carta di inserire la descrizione dei diritti degli utenti del servizio ferroviario. Sul monitoraggio del servizio con autobus viene effettuato dall’Agenzia attraverso il sistema OTX che permette di applicare, in caso di disservizi, le sanzioni previste. Nel caso del servizio ferroviario è possibile visualizzare, via internet, i report mensili di puntualità ed affidabilità di tutte le corse dei servizi extra urbani e della linea Torino-Caselle. La linea Torino-Ceres, non è dotata di sistemi di monitoraggio pertanto è la stessa GTT a comunicare i dati di marcia dei treni. È in programma l’acquisizione di un sistema elettronico del tipo OTX. Altri fattori di qualità sono, a campione, monitorati da una società terza giornalmente. Ragioni finanziarie hanno provocato la necessità di adottare rigidamente la modalità del servizio (treno o autobus) al volume della domanda mentre in materia di programmazione dei servizi l’Agenzia ha iniziato una progressiva programmazione e riorganizzazione degli orari sulle varie direttrici ferroviarie con l’obiettivo di rendere efficace ed efficiente il servizio.

 

Prospettive future per l’aeroporto di Caselle (TO)

L’assessore ai Trasporti Francesco Balocco ha risposto all’interrogazione n. 334, presentata dal consigliere Federico Valetti (M5S), per sapere qual è l’attuale strategia di rilancio che la Regione intende adottare per Caselle; qual è la genesi, il proponente e ruolo del piano di collaborazione con il polo milanese; se la Regione possiede il progetto di collegamento ferroviario ad alta velocità con Malpensa; se si intende investire denaro pubblico sullo scalo di Cuneo Levaldigi.

Balocco ha precisato che è la società Sagat a seguire direttamente i rapporti e le strategie nei confronti delle altre compagnie aeree avendo come finalità principale la copertura delle principali destinazioni nazionali ed europee. Si intende, attraverso il piano regionale dei trasporti, superare il concetto di territorialità legata ai confini regionali estendendo l’area di studio e di programmazione alle regioni confinanti. L’aeroporto di Caselle è stato inserito nell’ambito degli scali di particolare rilevanza strategica a condizione di un’ampia collaborazione con l’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa. La Regione non è in possesso dei progetti e degli studi inerenti il collegamento ad alta velocità con Malpensa ma provvederà a richiedere a RFI lo studio di fattibilità inerente il collegamento con l’aeroporto Malpensa. Infine, la Regione non possiede più partecipazioni azionarie della società GEAC che gestisce l’aeroporto di Cuneo Levaldigi.

 

Stato di abbandono interventi Parco della Mandria

L’assessore alla Cultura Antonella Parigi ha risposto all’interrogazione n. 361, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), che ha chiesto di conoscere le intenzioni in merito allo stato di avanzamento dei lavori finalizzati alla creazione di un grande centro di cultura europea ad alto profilo nel parco della Mandria e agli interventi di ristrutturazione del Borgo Castello della Mandria.

Parigi ha risposto che sono due le modalità d’uscita per il Borgo Castello del parco La Mandria: i fondi europei e i soldi dei privati. Ora il sito è in uno stato di degrado e abbandono, tra lavori non ultimati, come la Galleria del Paesaggio, con cortili e aree del complesso chiuse da anni. Unica eccezione gli appartamenti reali, ristrutturati e aperti. Per l’amministratore regionale, che non ha competenza sui parchi, il Borgo Castello e le strutture all’interno della Mandria, come Villa dei Laghi, devono essere messe in rete con la Reggia di Venaria. Per fine anno il consorzio che gestisce la Reggia si trasformerà in quello per la valorizzazione delle Residenze sabaude. Per le aree chiuse, sono stati inseriti sia il Borgo Castello sia Villa dei Laghi nelle linee di finanziamento dei fondi strutturali, anche se bisognerà attendere probabilmente il 2016. Ciò non significa stare fermi ma si andrà alla ricerca di finanziamenti privati interessati alla gestione dell’attività ricettiva.

 

Rilancio della storica linea ferroviaria Alessandria-Nizza Monferrato-Castagnole delle Lanze-Alba

L’assessore al Turismo Antonella Parigi ha risposto all’interrogazione n. 351, presentata dalla consigliera Angela Motta (Pd), che ha richiesto all’assessore competente di sapere se non ritenga opportuno ed indispensabile riattivare con urgenza la storica tratta ferroviaria, non essendo interessata dalla chiusura della galleria Ghersi e se non si ritenga necessario procedere all’istituzione di un tavolo di lavoro permanente con il coinvolgimento delle amministrazioni locali ed RFI per l’individuazione di soluzioni atte a rilanciare la linea ferroviaria.

Parigi ha precisato come l’assessorato abbia preso in considerazione la questione raccogliendo l’invito da parte di alcune amministrazioni locali, a farsi promotore di un recupero a fini cicloturistici della tratta. Dai sopralluoghi effettuati è emersa una situazione di criticità di natura strutturale relative alla linea in oggetto con risvolti economici rilevanti tanto da abbandonare una eventuale fase di sviluppo progettuale. Si invita, nell’eventualità di rilancio del percorso, ad approfondire con gli uffici regionali adibiti allo specifico tema del trasporto.

 

Bottero SpA, quali garanzie occupazionali e produttive

L’assessore al Lavoro Gianna Pentenero ha risposto all’interrogazione n. 428, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), che ha richiesto all’assessore competente se sia a conoscenza del piano industriale della Bottero SpA; se e quante sedi di produzione all’estero vi siano e dove sono ubicate; se vi siano garanzie di salvaguardia o ricollocazione occupazionale per 48 lavoratori; se l’azienda negli ultimi cinque anni ha usufruito di incentivi regionali.

Pentenero ha replicato alle domande poste sottolineando che la Bottero SpA è leader mondiale per la produzione di macchinari per l’industria del vetro ed elettronica, con correlazioni funzionali tra loro. Ha sede a Cuneo, in Italia possiede stabilimenti e filiali a Trana (TO), a Pesaro e Montecchio Maggiore (VI) mentre all’estero ha insediamenti in Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile e Cina. La crisi internazionale ha generato una situazione di minor competitività dell’azienda. Nel 2014 la società ha predisposto un piano di risanamento che aveva previsto il ricorso alla cassa integrazione guadagni straordinaria sia per lo stabilimento di Trana che di Cuneo. Accordi sindacali avevano previsto il ricorso alla procedura di licenziamento collettivo con il criterio della volontarietà. Con il persistere della crisi, nel marzo 2015, l’azienda ha attivato una procedura di licenziamento collettivo per 48 lavoratori su un organico di 116 unità per Trana e di 72 su un organico di 569 per Cuneo. Entrambe le procedure sono ancora nella fase sindacale con il rischio concreto che la mancata intesa investirà la Regione. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto alla Bottero di presentare un piano industriale che fornisca garanzie occupazionali. L’azienda risulta beneficiaria di due agevolazioni regionali.

 

Inclusione dei lavoratori della De Tomaso SpA nel piano di ricollocazione per 800 addetti del settore meccanica

L’assessore al Lavoro Gianna Pentenero ha risposto all’interrogazione n. 453, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), per sapere se sia stata verificata l’esistenza di garanzie e i requisiti delle aziende che hanno presentato manifestazioni formali di interesse, al fine di accertarne l’idoneità all’acquisto dei marchi De Tomaso; in che cosa consiste il piano di ricollocazione per 800 addetti del settore meccanica, se in fase di approvazione e con quali tempistiche; quanti dipendenti dell’azienda si prevede di coinvolgere nel piano.

Pentenero ha precisato che, alla fine del 2014, la De Tomaso era in procedura fallimentare e tutto il personale era già stato posto in mobilità. La cessione degli asset aziendali era compito del curatore fallimentare con la supervisione del tribunale di Torino. Non era compito della Regione la verifica di sussistenza dei requisiti e delle garanzie previsti dalla legge e dal bando. A partire dal 2014, la Regione ha impiegato proprie risorse e del Fondo Europeo per la Globalizzazione, mettendo a disposizione specifici percorsi di riqualificazione e ricollocazione per tutti i lavoratori della De Tomaso con la collaborazione del Ministero del Lavoro, si è passati alla sperimentazione del “contratto di ricollocazione”. A seguito dell’elevato numero di progetti presentati, il progetto potrà essere finanziato in base alle risorse attivate ad incremento dallo stesso fondo. Per i lavoratori si è ipotizzata la possibilità di inserirli in un ulteriore percorso di ricollocazione con modalità di remunerazione dell’agenzia per il lavoro che li prenderebbe in carico prettamente a risultato.

 

Mensilità non pagate per i dipendenti del Gruppo Guido Veneziani Editore

L’assessore al Lavoro Gianna Pentenero ha risposto all’interrogazione n. 452, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), per sapere se e quali provvedimenti di tutela la Giunta regionale intenda adottare per i lavoratori del Gruppo Guido Veneziani Editore per il mancato pagamento delle mensilità pregresse e delle ritenute sui fondi pensione; se e come intenda agire in scambi e cessioni di aziende che mettono e repentaglio le garanzie occupazionali della forza lavoro in essere.

Pentenero ha risposto alle domande formulate ripercorrendo la cronistoria dell’azienda Roto Alba. Nell’ottobre del 2014 presso la Regione si era tenuta la procedura dell’esame congiunto sulla richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria, per ristrutturazione aziendale, della durata di 24 mesi, da presentarsi al Ministero del Lavoro. Nell’occasione, i rappresentanti della società dichiararono che per uscire dalla crisi del settore era necessario per l’azienda l’avvio di un programma di interventi aventi come finalità un rilevante potenziamento delle attrezzature con conseguente rinnovamento tecnologico. L’azienda, per tali finalità, avrebbe investito un milione di euro. La Regione apprese che la società fece richiesta del concordato preventivo. Dinanzi a tale situazione, l’ente regionale si è preoccupato che l’azienda non effettuasse gli investimenti previsti nel piano di ristrutturazione compromettendo la concessione della cassa integrazione. Per quest’ultima si è proceduto ad una variazione di causale sulla richiesta. Soltanto in questo modo sono state salvaguardate le mensilità pregresse dei lavoratori. Presso l’assessorato al Lavoro si è provveduto a modificare la causale di cassa integrazione guadagni straordinaria in crisi aziendale per cessazione di attività e non quella per ristrutturazione aziendale. Per quanto riguarda il mancato pagamento delle quote sul fondo pensioni e “gli scambi e cessioni di aziende”, Guido Veneziani è indagato dalla Procura di Asti per bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice proprio in relazione alle vicende di Roto Alba.

 

Biblioteca universitaria dipartimento sanità pubblica e microbiologia

L’assessore alla Cultura Antonella Parigi ha risposto all’interrogazione n. 424, presentata dalla consigliera Francesca Frediani (M5S), per sapere se la Giunta fosse stata informata dei danni ai beni della biblioteca di sanità pubblica e microbiologia dell’Università di Torino e se sia in grado di quantificare l’entità del danno; se in passato siano stati erogati fondi regionali alla biblioteca; se siano previsti interventi regionali mirati alla riapertura della biblioteca.

Parigi ha spiegato che la Soprintendenza Beni Librari della Regione Piemonte si occupa della tutela dei beni librari piemontesi non appartenenti allo Stato. Nel settembre 2014, dopo aver ricevuto comunicazione dell’incendio occorso alla biblioteca d’igiene e sanità pubblica, la Soprintendenza ha effettuato ispezioni e si è attivata per valutare i danni e trovare soluzioni consone al recupero dei volumi danneggiati in quanto l’incendio è stato spento con getti d’acqua. Tutte le operazioni successive sono state eseguite da personale qualificato della Soprintendenza ed autorizzate, come previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. I volumi superstiti sono stati collocati in luogo idoneo alle operazioni di suddivisione del materiale in rapporto ai danni subiti. Non è andata distrutta la totalità della raccolta bibliografica e sono stati salvati alcuni volumi rari per contenuto. Ad oggi non è possibile definire il dettaglio delle opere danneggiate e di conseguenza quantificarne il danno. Nel 2009 la Regione Piemonte ha assegnato un contributo di 4.678,20 euro a seguito della presentazione di un progetto di restauro di alcuni volumi. Non sono previsti interventi specifici della biblioteca in quanto tutte le istruttorie relative agli interventi sul patrimonio bibliografico non sono attive in mancanza di disponibilità finanziarie.

 

I’ve seen things you people wouldn’t believe

L’assessore alla Cultura Antonella Parigi ha risposto all’interpellanza n. 433, presentata dal consigliere Marco Grimaldi (Sel), chiedendo alla Giunta regionale per sapere se intenda verificare, interrogando la Film Commission Torino Piemonte, l’effettiva esistenza di questa ‘offerta’; se la Film Commission ne fosse a conoscenza e se abbia preso le debite distanze; per sapere se l’assessorato alla Cultura intenda stigmatizzare questi comportamenti e se intenda promuovere, anche in questo settore, il principio della giusta retribuzione, stabilito fra l’altro dalla mozione n. 229 approvata dal Consiglio regionale.

Parigi ha risposto alle richieste formulate sottolineando che il ruolo di Film Commission non è stato di “collaboratore” nella produzione del cortometraggio in questione, bensì quello di ente sostenitore a seguito di una procedura selettiva. Si condivide l’allarme sollevato rispetto alla situazione di precarietà di molti rapporti di lavoro in ambito culturale, in conseguenza della situazione di crisi in cui versa il settore a seguito del forte ridimensionamento delle risorse disponibili, ma all’interno dei quali si inseriscono discutibili operazioni che paiono forme di autofinanziamento di progetti a spese di giovani attratti da sedicenti percorsi formativi non supportati da modalità e contenuti espliciti e trasparenti. La mozione n. 229 approvata all’unanimità dal Consiglio regionale può servire da strumento per far sì che gli enti partecipati dalla Regione, siano sensibilizzati alla sorveglianza sul rispetto dei corretti rapporti di lavoro e nel rispetto dei contratti collettivi nazionali.

 

Procedura di bonifica dall’amianto di strade contaminate nei Comuni di Vespolate e Nibbiola

L’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia ha risposto all’interrogazione n. 469, presentata dal consigliere Domenico Rossi (Pd), per sapere se si ritiene che la procedura seguita sia corretta e costituisca titolo per la liquidazione degli stati avanzamento lavori (SAL) in oggetto, così come richiesto dalla Provincia di Novara; se esistano condizioni che costituiscano ostacolo al completamento dei lavori.

Valmaggia ha ripercorso le procedure seguite per la gestione dell’attività finanziate con fondi regionali e dei relativi pagamenti. Il programma annuale di finanziamento di interventi di bonifica di aree inquinate prevedeva che la Giunta regionale, su proposta delle Province, approvasse ogni anno un programma di finanziamento di interventi di bonifica da realizzarsi da parte dei Comuni e delle Province. Nel 2006, la Regione assegnava alla Provincia di Novara, in quanto soggetto attuatore, un finanziamento per l’intervento di bonifica del sito “pietrisco ferroviario” nei Comuni di Vespolate e Nibbiola. Nel bando di finanziamento erano specificate le modalità di presentazione della documentazione tecnica ed amministrativa e prevedeva il trasferimento di parte delle risorse in favore dell’amministrazione beneficiaria. Nell’ambito di gestione dell’appalto, la Provincia di Novara approvava una variante al progetto finanziato che non veniva sottoposta alla verifica degli uffici regionali. Tale variante prevedeva una modifica sostanziale delle modalità di scavo mentre gli uffici regionali non ritenevano ci fossero le condizioni per riconoscere all’appaltatore il 50% delle economie derivanti dalla perizia. Inoltre, veniva richiesta una verifica all’ARPA Piemonte della variante progettuale approvata in Conferenza dei Servizi. In attesa del pronunciamento dell’ARPA, si provvedeva a bloccare la liquidazione degli stati avanzamento lavori relativi alle attività svolte successivamente all’approvazione della variante. L’ARPA ribadiva che “per quanto riguarda i tratti già bonificati, tenuto conto dei mancati sopralluoghi a causa della mancata comunicazione di inizio attività non si possono confermare né l’effettiva asportazione né la condotta dei monitoraggi e i suoi risultati”.Ad oggi le attività di bonifica sono sospese con la revoca dei lavori e la risoluzione del contratto con la ditta incaricata della bonifica. Il completamento dei lavori risulta essere subordinato alla rimozione delle condizioni ostative: individuazione ditta subentrante per il prosieguo delle attività di bonifica; conclusione della Conferenza dei Servizi per l’approvazione della seconda perizia di variante; pronunciamento di ARPA Piemonte circa la compatibilità ambientale delle operazioni di scavo con la prima perizia di variante.