Consiglio Regionale del Piemonte

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Ricevuti i Vigili del Fuoco volontari

Attuare una reale riforma volta alla regionalizzazione dei corpi volontari, esattamente come accade oggi nelle Regioni autonome della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige.

È quanto ha chiesto, martedì 16 giugno, l’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco volontari, che è stata ricevuta a Palazzo Lascaris dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Piemonte.

All’incontro erano presenti il presidente Mauro Laus, i vice Daniela Ruffino e Nino Boeti, l’assessore alla Protezione civile Alberto Valmaggia, e i consiglieri Andrea Appiano, Angela Motta, Paolo Allemano, Antonio Ferrentino, Silvana Accossato, Giovanni Corgnati, Domenico Ravetti, Giorgio Bertola, Gianpaolo Andrissi, Stefania Batzella e Alfredo Monaco.

Il vicepresidente nazionale  Luca Bonello, ha illustrato le finalità dell’Associzione, ente morale operativo da oltre quarant’anni, e le principali problematiche che affliggono la componente volontaria del Corpo, che in una Regione come il Piemonte è addirittura presente - sotto varie denominazioni - dal lontano Ottocento.

Attualmente in Italia, su circa 33 mila Vigili del Fuoco effettivi, quasi cinquemila sono volontari, mentre ad esempio, in Germania su circa 30 mila effettivi, quelli volontari sono addirittura oltre un milione e mezzo.

Oltre alla cronica sofferenza che affligge il comparto, alla pari delle Forte dell’ordine, in questo caso si aggiunge un progetto di riforma proposto dall’Amministrazione centrale, i cui effetti rischiano di portare alla chiusura delle oltre cento sedi volontarie sul territorio  piemontese, inficiando di fatto la risposta alle chiamate di soccorso a cui quotidianamente gli organici sono  sottoposti. Ciò implica inevitabilmente che il soccorso ordinario potrebbe subire dei fortissimi rallentamenti, con tempi di attesa che potrebbe arrivare ben oltre i quaranta minuti.

I Vigili del Fuoco volontari a parità di doveri, responsabilità a mansioni, costano alle casse dello Stato un decimo della componente permanente, eppure allo stato attuale - nonostante le numerose richieste - i reclutamenti sono congelati e quindi, si vanno chiudendo i distaccamenti.

Al termine dell’incontro, il presidente Laus ha garantito l’impegno del Consiglio regionale del Piemonte a farsi anche lui portatore delle istanze presso il Ministero dell’Interno e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, al fine di evitare un ridimensionamento dei volontari che implicherebbe anche un depotenziamento dei servizi ai cittadini soprattutto sui territori cosiddetti periferici.

 

mbocchio

 

I fatti in breve

  • Sono oltre cento le sedi volontarie sul territorio piemontese.
  • La componente volontaria sta vivendo un grave stato di difficoltà.
  • Con la riforma proposta dall'Amministrazione centrale c'è il rischio della chiusura di diverse sedi.

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