Consiglio Regionale del Piemonte

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La stagione degli "anni di piombo"

Porta la firma di Michele Ruggiero, giornalista Rai, e di Mario Renosio, il libro “Pronto, qui Prima Linea” che è stato presentato lunedì 15 giugno a Palazzo Lascaris nell’Aula del Consiglio regionale del Piemonte.

L’evento è stato promosso dal Comitato Resistenza e Costituzione, presieduto da Nino Boeti, che ha voluto ricordare il significativo ruolo svolto dall’Assemblea piemontese allora presieduta da Dino Sanlorenzo (presente all’evento), nella mobilitazione per affermare i principi democratici in quelli che sono consociuti come gli “anni di piombo”.

Il  saggio richiama nel sottotitolo la lunga stagione degli anni di piombo e pone un interrogativo: c’è il rischio che tutto ritorni? Ruggiero e Renosio ne hanno discusso con giornalisti, vittime e familiari e testimoni importanti, primi fra tutti il magistrato Gian Carlo Caselli e l’ex sindaco di Torino Diego Novelli.

“Pronto, qui Prima Linea” è frutto di un lungo lavoro che ha impegnato gli autori nella ricerca e nell’uso di fonti (in gran parte inedite) archivistiche, giornalistiche e giudiziarie integrate dalle testimonianze e autobiografie dei protagonisti.

La storia di Prima Linea, che si è sviluppata lungo l’indefinito crinale tra l’eterogeneo movimento extraparlamentare di sinistra e l’organizzazione clandestina, è un fenomeno ancora poco sviscerato del “terrorismo rosso” in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Eppure questa formazione ha svolto un’attività durata sei anni, con una soglia di autentica pericolosità non superiore ai quattro anni, seconda soltanto alle Brigate Rosse, firmando almeno 258 episodi di terrorismo e causando una ventina di vittime (923 le persone inquisite, di cui due terzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni, una su dieci con meno di 20 anni).

Il “doppio livello”, del resto, ha costituito uno dei pilastri, se non il pilastro portante su cui l’organizzazione è stata edificata e da cui ha attinto il nutrimento ideologico per raggiungere l’obiettivo che si era preposto: la modifica dei rapporti di forza nella società italiana attraverso l’alterazione dei comportamenti in una visione prettamente e primordialmente anticapitalistica.

 

mbocchio

I fatti in breve

  • Presentato a Palazzo Lascaris un libro di indagine e di riflessione su una parte dell'eversione terroristica negli anni Settanta e Ottanta.
  • La lunga  stagione degli "anni di  piombo", c’e’ il rischio che tutto  ritorni? ... All’interno dei gruppi della sinistra  extraparlamentare il dibattito sulla pratica della violenza è, in realtà,  secondario, poiché la priorità spetta alla critica distruttiva della società  borghese, mentre il progetto di una società futura rimane vago e lo sarà  ancora più indefinito dall’80 in avanti.
  • Tuttavia, ciò non significa che le  diverse organizzazioni abbiano già maturato al loro interno la scelta di un  uso organizzato della violenza: se mai, il loro obiettivo comune è “di  promuovere un allargamento e una radicalizzazione delle lotte”, finalizzati “ad aprire una crisi complessiva del sistema”...     

Dichiarazioni

“Si può supporre che una di queste derivi dalla sua caratteristica ‘bipolare’, com’è stata definita dai suoi fondatori, cioè dalla compresenza al suo interno di un livello clandestino e di uno pubblico. In altri termini, è come se Prima Linea fosse rimasta ‘vittima’ della sua natura esasperatamente collettiva, il che ne ha corroso l’immagine e reso flebile il messaggio eversivo nella ricostruzione storica” ha spiegato Ruggiero.

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