Dibattito sull’emergenza profughi

“Si tratta di una questione epocale ed è evidente che per fronteggiarla non bastano gli strumenti di una Regione o di uno Stato nazionale. Già quasi dieci anni fa proposi a Laura Boldrini, quando venne a Torino in veste di portavoce dell’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite, di organizzare nei paesi di origine centri di raccolta per un primo screening di eventuali aventi diritto da instradare in corridoi umanitari con distribuzione equilibrata in Italia e in Europa”.

Con queste parole il presidente della Giunta regionale, Sergio Chiamparino, ha esordito nella sua comunicazione sulla emergenza profughi svoltasi nella seduta del 9 giugno dell’Assemblea legislativa.

Una comunicazione richiesta dal capogruppo di Forza Italia, Gilberto Pichetto, che ha suscitato un ampio dibattito.

Chiamparino ha proseguito esprimendo perplessità sulle affermazioni dei suoi colleghi di Lombardia, Veneto e Liguria. In particolare sulle frasi di Roberto Maroni (presidente Lombardia) che minaccia penalizzazioni ai Comuni lombardi che dovessero accogliere nuovi profughi in applicazione dell’accordo della Conferenza unificata Stato Regioni dell’agosto 2014, sottoscritto da tutte le Regioni. Questo anche perché i conteggi sull’accoglienza comunicati da Maroni o Luca Zaia (presidente Veneto), “sommano i migranti che già vivono nella regione ai profughi trattandosi di situazioni completamente diverse e creando un dato fuorviante. Certamente il governo deve velocizzare le procedure per accertare gli aventi diritto allo status di rifugiati perché tenere due anni una persona in questa situazione è molto problematico. Affinché il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, possa ‘sbattere i pugni in Europa’, come dice qualcuno – ha concluso Chiamparino - dobbiamo essere tutti uniti e solidali”.

Numerosi gli interventi da parte dei vari gruppi politici.

Il gruppo Pd, intervenuto con Davide Gariglio, Domenico Ravetti e Paolo Allemano, ha appoggiato sostanzialmente la comunicazione del presidente della Regione, richiamando i principi di solidarietà verso i profughi che fuggono da fame e guerre e l’incoerenza di atteggiamento rispetto all’accordo dell’agosto scorso della Conferenza unificata Stato Regioni. In particolare è stata rilevato come Maroni, quando ricopriva il ruolo di ministro degli Interni, nel 2011, chiedeva solidarietà tra le Regioni.

Gilberto Pichetto e Gian Luca Vignale, invece, sono intervenuti per il gruppo di Forza Italia e hanno rilevato come “esclusa parzialmente la Grecia, l’Italia è stata lasciata sola nell’accoglienza. In un anno abbiamo avuto nel nostro territorio circa 7mila migranti, ma 4 mila si sono già dileguati e non tutti quelli che sbarcano vengono censiti. Quando una persona scompare non automaticamente il contributo di 38 euro al giorno viene meno”. È stato anche posto l’accento sull’azione del governo: “La Ue non può limitarsi a contribuire alle azioni in mare senza aiutare anche nella fase dell’accoglienza dopo lo sbarco. La Francia ha agito contro la Libia in breve tempo e coinvolgendo i partner europei per risolvere alcuni problemi” addirittura scatenando una guerra. In sostanza “il governo italiano deve farsi valere a livello internazionale”.

Il gruppo della Lega Nord è intervenuto con Gianna Gancia e Alessandro Benvenuto lanciando un grido di allarme: “Abbiamo la terza guerra mondiale alle porte, le primavere arabe hanno provocato reazioni dittatoriali e integralismo e l’Europa non ci sta aiutando e nemmeno l’Onu. Il problema profughi è serio ma non si devono dimenticare i piemontesi in difficoltà”.

Sempre per il centrodestra Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) ha richiesto formalmente “un’assemblea aperta sul tema per poter sentire la voce di tutti i soggetti interessati sul territorio” e ha lamentato che vi sono ancora i “profughi ‘abbandonati’ a se stessi dalla scorsa emergenza” con problemi gravi sul territorio e di gestione di vario tipo.

Diversi gli interventi del gruppo M5S con Giorgio Bertola, Stefania Batzella e Mauro Campo. “Stiamo parlando di esseri umani che stanno scappando da territori martoriati da guerre e povertà, persone che se potessero scegliere non partirebbero. Un problema che non si può affrontare con singole iniziative ma solo in un contesto internazionale e l’Italia non è stata in grado di organizzarsi. Coloro che hanno lo status di rifugiati non devono diventare occasione per lo sfruttamento e ci vuole massima trasparenza considerati i problemi visti ultimamente, tra malavita e consenso elettorale. Vanno aumentati i controlli e il monitoraggio sull’utilizzo dei fondi”.

La seduta si è chiusa con l’intervento dell’assessora all’Immigrazione, Monica Cerutti,  che ha affermato che “non bisogna ripetere gli errori del passato, ciascuna istituzione deve assumersi le proprie responsabilità. Stiamo provando a definire un Piano regionale per centri di primissima accoglienza da collegare alla rete regionale per il superamento del doppio binario tra accoglienza straordinaria delle prefetture e accoglienza diffusa gestita sul territorio dai Comuni. Il tema trasparenza per noi è fondamentale e abbiamo chiesto alle prefetture l’elenco dei gestori. Proviamo anche a ragionare in altri ambiti, come la formazione degli operatori, che non devono essere delegati solo a distribuire coperte e cibo. Non siamo comunque davanti a un’invasione e non possiamo dare informazioni falsate e strumentali su ciò che sta avvenendo”.

I fatti in breve

  • Su richiesta del capogruppo di Forza Italia si è svolto un dibattito sull'emergenza profughi.
  • Dopo la comunicazione del presidente della Regione, Sergio Chiamparino, numerosi interventi dei vari gruppi politici.
  • Ha chiuso i lavori l'inervento dell'assessora all'Immigrazione, Monica Cerutti.

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