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Il granato almandino

Fino al 12 luglio è visibile nell’atrio di Palazzo Lascaris l’esposizione, in due vetrine, di campioni di cristallo almandino. L’allestimento prosegue la collaborazione tra il Museo Regionale di Scienze Naturali e il Consiglio regionale, per le mostre temporanee a soggetto naturalistico “Collezioni minime a Palazzo Lascaris”.

Il nome deriva da Alabanda, città della Caria posta nell’Asia Minore (l’attuale Turchia), che nell’antichità era un importante centro di taglio e di lavorazione dei granati. Il termine è giunto a noi attraverso il latino alabandinus, cioè di Alabanda, riportato da Plinio. Si presenta in cristalli sub-tondeggianti dal tipico aspetto rombododecaedrico, talvolta in combinazione con altre forme cristallografiche. Spesso si rinviene sotto forma di masse granulari o compatte. Di colore rosso, rosso cupo, nero, a volte con riflessi violacei. Molto comune in natura, è il più diffuso rappresentante della famiglia dei granati. È presente in molte rocce, soprattutto metamorfiche, come micascisti, gneiss, anfiboliti ed eclogiti. Cristalli giganteschi, di diametro anche superiore al metro, sono segnalati a Selvik (Gjolanger, Norvegia) e nel Madagascar. Molto comune anche in Italia, è segnalato tra l’altro nelle morene del Ghiacciaio del Miage (Courmayeur) e nella zona di Pont Saint Martin (Aosta), sul versante italiano del Monte Cervandone (Alpe Devero, Verbano-Cusio-Ossola) e nelle Valli di Lanzo (Torino), in Val Codera (Sondrio), in Val Passiria e in Valle Aurina (Bolzano) e in Val di Fassa (Trento), a Massa Marittima (Grosseto) e nei proietti del Monte Somma (Napoli). Le sabbie granatifere e i giacimenti ricchi di almandino costituiscono un'importante risorsa mondiale nel campo degli abrasivi. Il minerale ha inoltre notevole interesse scientifico, collezionistico e gemmologico, in quanto viene usato spesso per produrre bigiotteria e gioielleria di pregio ridotto.

I preziosi reperti e i volumi della biblioteca del Museo, sistemati in vetrine allestite negli ambienti del Consiglio, sono testimonianze della cultura scientifica in Piemonte.

I fatti in breve

  • Fino al 12 luglio è visibile nell’atrio di Palazzo Lascaris l’esposizione, in due vetrine, di campioni di cristallo almandino.
  • L’allestimento prosegue la collaborazione tra il Museo Regionale di Scienze Naturali e il Consiglio regionale, per le mostre temporanee a soggetto naturalistico “Collezioni minime a Palazzo Lascaris”.
  • Molto comune anche in Italia, è segnalato tra l’altro sul versante italiano del Monte Cervandone (Alpe Devero, Verbano-Cusio-Ossola) e nelle Valli di Lanzo (Torino).

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