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L'agroalimentare in Piemonte

Il Consiglio regionale del Piemonte e la Camera di commercio di Torino e, con il supporto dell’Ansa, hanno deciso di dare vita al progetto “L’agroalimentare in Piemonte, brand che hanno fatto la storia”. È stato realizzato un volume che raccoglie alcuni tra i più noti e importanti marchi del settore, nati e cresciuti in Piemonte: il progetto si è svolto con una approfondita ricerca e selezione dall’archivio storico della Camera di commercio, dei marchi registrati tra il 1926 e il 1955.

Il vernissage si è svolto il 21 maggio con la partecipazione del presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, del responsabile della redazione piemontese dell'Ansa, Alessandro Galavotti, e del segretario generale della Camera di Commercio di Torino, Guido Bolatto.

Si tratta di marchi -  in mostra a Palazzo Affari di Torino, dal 25 maggio al 26 giugno - che da un lato segnano un’epoca, dall’altro però scandiscono la storia dell’economia piemontese e italiana, con l’evoluzione grafica dei marchi, che delimita anche il progredire delle tecniche di comunicazione e della psicologia dei consumatori. La ricerca sui marchi storici dell’industria agroalimentare piemontese si fonda sulla banca dati Matosto (Marchi torinesi nella storia), creata dalla Camera di commercio di Torino. Con essa, il patrimonio storico dei marchi registrati presso i suoi uffici è diventato pubblico. Di fatto, si tratta dei verbali delle domande di registrazione di marchi nazionali ed internazionali risalenti al 1926. L’attività di digitalizzazione è iniziata nel 2012 e continua anno per anno. Al momento, sono archiviati i documenti fino al 16 maggio 1956 compreso.

In totale, Matosto dispone di 14.787 documenti, manoscritti fino al 1936, fra i quali si annoverano 1.174 registrazioni di marchi internazionali; 5.914 risultano essere i marchi figurativi, 8.557 quelli verbali.

L’iniziativa non si esaurisce con la pubblicazione del volume e la realizzazione della mostra ma, visto che i tempi corrono e i marchi si chiamano “brand”, non può mancare una “app”, vale a dire un’applicazione per smartphone, utilizzando la quale si potrà navigare nella storia della simbologia agroalimentare piemontese, in punta di dito. L’intero progetto nasce infatti nell’ambito dell’Expo 2015 di Milano, che ha come tema dominante “Nutrire il Pianeta”e che non vuole essere semplicemente un’esposizione universale, ma un processo partecipativo che coinvolga il più alto numero di persone possibile intorno a questo oggetto di grande interesse comune.

A farla da padrone sono i vermouth la fanno da padrone, da Carpano a Martini, dal Torino all’Anselmo, per arrivare fino al Cocchi. Non manca Cinzano, così come, andando ancor più verso il dolce, Caffarel o Baratti & Milano, per non parlare di Pfatish e Peyrano. C’è poi Venchi Unica, la grande industria alimentare e dolciaria di piazza Massaua, che ha chiuso da anni per ridursi e trasferirsi in provincia. Ma ai tempi d’oro l’azienda, che riunì sotto il marchio “Unica” anche la famosissima Talmone, proponeva “brand” a ripetizione, come il famosissimo cacao dei due vecchietti, che è ancora patrimonio dell’immaginario comune dei meno giovani. Ma non poteva mancare il percorso che ha portato alla nascita della Nutella, oggi vera e propria eccellenza planetaria. Fu Pietro Ferrero, un pasticcere di Alba, a provare a  sostituire il costosissimo cioccolato con le nocciole (un prodotto tipico delle Langhe piemontesi): nacque così la Pasta Gianduia (o Giandujot), che era confezionata sottoforma di pani avvolti nella carta stagnola, si tagliava a fette ed era economica. Nell’estate del 1949 la ricetta venne ritoccata e l’impasto reso più morbido, cremoso. Da lì a due anni venne lanciato un nuovo prodotto, la Supercrema, che venne confezionata in barattoli e venduta come crema spalmabile.

Sono oltre cento i marchi registrati da parte di Venchi Unica, molti dei quali presenti nella ricerca fatta insieme con l’agenzia Ansa.

Un tempo le marche e i simboli erano tantissimi. I designer, che tutti chiamavano tranquillamente disegnatori, affrescavano sogni rimasti indelebili nella mente di generazioni, diventando simboli di un’Italia e di un Piemonte che crescevano e che mettevano a frutto il proprio patrimonio di gastronomia e di organizzazione industriale, unendoli in imprese di successo.

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I fatti in breve

  • Il Consiglio regionale del Piemonte e la Camera di Commercio di Torino, con il supporto dell’Ansa, hanno dato vita al progetto “L’agroalimentare in Piemonte, brand che hanno fatto la storia”
  • Un volume e una mostra per ricordare storici marchi nati in Piemonte, da Cinzano a Venchi Unica, da Pepino a Martini & Rossi, nelle immagini creative di grandi scuole pubblicitarie come quella di Armando Testa.
  • La mostra, inaugurata il 21 maggio a Palazzo Lascaris, prosegue fino al 26 giugno presso l’atrio di Palazzo Affari, sede della Camera di Commercio di Torino.

Dichiarazioni

“Nell’anno di Expo 2015, incentrata su cibo e alimentazione, la mostra e il volume sui brand del Piemonte mettono in luce come le eccellenze della filiera agroalimentare siano da sempre patrimonio consolidato della nostra Regione. Attraverso il racconto dei marchi, noi raccontiamo la storia del Piemonte. Il compito delle istituzioni è veicolare un brand, quello della Regione Piemonte, che è costituito dalla sommatoria di tutti i piccoli brand produttivi del comparto economico e culturale, della straordinaria capacità di chi ha creato quei marchi e li ha posizionati sul mercato internazionale”. Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte

“La Camera di Commercio di Torino, con il progetto Matosto, ha messo a disposizione un’articolata e preziosa raccolta storico-documentaria, che testimonia anche in modo rilevante la storia economica e sociale di questo territorio, l’evoluzione dei costumi e la storia della nostra società. Un patrimonio di memoria ma anche possibile fonte di ispirazione per nuovi marchi e nuove idee imprenditoriali”. Guido Bolatto, Segretario generale della Camera di Commercio di Torino

“Questo progetto racconta una storia, quella di 70.000 aziende piemontesi, che rappresentano anche l’eccellenza del nostro export, che hanno portato il Piemonte nel mondo, una storia fatta di persone che spesso, partendo dalla piccola bottega, sono diventate multinazionali”. Alessandro Galavotti, Agenzia giornalistica Ansa.

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