Consiglio Regionale del Piemonte

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Pensare da atleta per vincere nella vita

“Porto il saluto del Consiglio regionale a questa iniziativa straordinaria rivolta alle scuole, che hanno un ruolo fondamentale per avvicinare i giovani allo sport. L’attività sportiva non è solo agonismo, ma è strumento di trasmissione di valori universali, con il suo messaggio di lealtà, correttezza, rispetto e integrazione. Per queste ragioni è fondamentale riconoscere la funzione educativa dello sport ed è un dovere incoraggiarne la promozione nelle scuole e sostenere gli studenti atleti”: così il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, ha aperto, il 18 maggio, in Arena Piemonte, l’incontro  “Pensare da atleta per vincere nella vita”, nello spazio dedicato alle scuole.

“Il Consiglio regionale – ha proseguito Laus – ha promosso la costituzione degli Stati Generali dello Sport, proprio per favorire la collaborazione tra tutti i soggetti che operano nel territorio per la diffusione della pratica sportiva come veicolo di valori universali e strumento di prevenzione sanitaria e di educazione a un corretto stile di vita”.

All’incontro hanno partecipato psicologi e sportivi, per lanciare un messaggio ai giovani, quello che i campioni sportivi vincono anche grazie alle loro doti mentali, in particolare alla loro intelligenza agonistica, perché praticare uno sport, a qualunque livello, consente di sviluppare doti mentali utili per vincere nella vita. Insieme al presidente del Consiglio, ne hanno discusso Giuseppe Vercelli, psicologo dello sport e docente di Psicologia Sociale presso l’Università di Torino, Claudio Cortese, del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, Maristella Fantini, psichiatra e psicoterapeuta, e Ciro Ferrara, commentatore e opinionista sportivo per SKY e Cielo TV.

“La parte mentale – ha spiegato Vercelli – è fondamentale in un allenamento. Si impara dalle vittorie ma anche dalle sconfitte, che insegnano a trasformare i limiti in opportunità. Dalle sconfitte di oggi si costruiscono le vittorie di domani. E sono le Olimpiadi della vita quelle che dobbiamo vincere tutti i giorni”.

“Fare sport è un’occasione per crescere come persone – ha sottolineato Cortese, che ha raccontato anche storie vere di giovani atleti - soprattutto se c’è un adulto che ci aiuta. Aiuta a controllare le emozioni, mantenere la calma nei momenti difficili, riconciliarsi dopo un conflitto, dare aiuto a chi è in difficoltà”.

“Lavorando al progetto dei settori giovanile della Juventus – ha raccontato Gelmini -  ho imparato molte cose dai giovani. La nostra sicurezza parte dall’appartenenza al nostro corpo. Il bambino esplora il mondo perché si fida di se stesso e del mondo, fino ad arrivare, da adulto, a dare la fiducia del mondo anche agli altri. È importante che nello sviluppo i bambini rinsaldino la fiducia nel loro corpo, lo sport aiuta a ricucire le piccole grandi ferite”.

“La famiglia, la scuola e lo sport – ha infine raccontato Ciro Ferrara, grande campione di calcio, che al termine della sua carriera si è dedicato alle nuove generazioni nel settore giovanile della Juventus - mi hanno dato la possibilità di diventare un campione nello sport ma anche una persona che ha provato a trasmettere quei valori”.

Nel corso della mattinata, è stato presentato il volume “Dallo sport alla vita” (ed. Ananke, Torino, 2015), con la presenza degli autori (Claudio Giovanni Cortese, Maristella Fantini, Marco Bozzi, Barbara De Marchi, Antonella Donatone, Chiara Maria Mazzarino, Riccardo Tinozzi).

All’incontro hanno partecipato i giovani sportivi dell’Istituto Vittorini Castellamonte di Grugliasco, del Corso di costruzione ambiente e territorio, curvatura sportiva, che al termine della presentazione hanno rivolto molte domande agli ospiti.