Consiglio Regionale del Piemonte

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Iniziato l'esame del Bilancio

Approvata la legge finanziaria giovedì scorso, il 5 maggio il Consiglio regionale ha iniziato l’esame del ddl n. 84 “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2015-2017”, che era stato licenziato dalla I Commissione il 24 aprile.

Elvio Rostagno (Pd) ha svolto la relazione di maggioranza aggiungendo che “la Giunta potrà e dovrà mettere a punto dei programmi progressivi e che siano corrispondenti alle reali entrate. Solo così sarà possibile ridurre o annullare il disavanzo”.

Come si legge nella relazione, il bilancio di previsione per l'anno finanziario 2015 pareggia a 11,74 miliardi di euro in termini di competenza e 15,51 in termini di cassa. Il disavanzo finanziario presunto alla chiusura dell'esercizio finanziario 2014 risulta di 328 milioni di euro e viene riassorbito nel triennio 2015-2017 (19,3 milioni nell'anno 2015, 53,7 nel 2016 e 255,5 nel 2017). La stima del disavanzo sostanziale di amministrazione alla chiusura dell'esercizio finanziario 2013 è stimato in 663,2 milioni di euro e viene riassorbito nell'ambito del bilancio pluriennale 2015-2017.

Davide Bono (M5S) ha svolto una relazione per l’opposizione rilevando che questo è “il primo vero bilancio della Giunta Chiamparino, che ha scelto di aumentate le tasse e ridurre le spese senza che questo abbia portato beneficio, come per il personale dell’Ente oppure per le partecipate regionali. La Giunta ha scelto la pratica dilatoria del pagamento del debito. Si è pensato all’Expo ma si è tralasciata persino la lotta integrata a salvaguardia della agricoltura”.

Dopo le relazioni si è aperto il dibattito generale e, per il centro destra, sono intervenuti i consiglieri Claudia Porchietto, Diego Sozzani, Daniela Ruffino, Gian Luca Vignale (FI) e Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia), che hanno lamentato che “le alienazioni immobiliari e la dismissione delle partecipate avrebbero potuto costituire un positivo aumento delle entrate” e che “nella sanità non vi è coerenza tra quanto annunciato e gli stanziamenti effettivi”. I rilievi negativi sono proseguiti anche in riferimento al “mancato sostegno alla logistica” e con la convinzione che “il rilancio non può essere affidato solo ai fondi strutturali europei. Vengono solo affrontate le emergenze, manca una strategia di politiche industriali e per lo sviluppo”. Sono anche state rilevate una sostanziale “linearità dei tagli, demagogia dei numeri e le promesse elettorali tradite”.

Sono anche intervenuti, per il gruppo M5S, i consiglieri Gianpaolo Andrissi, Stefania Batzella Giorgio Bertola, Mauro Campo, Francesca FreidianiPaolo Mighetti  e Federico Valetti, che hanno sostanzialmente appoggiato la relazione di Bono, e hanno posto l’accento “sulla incertezza degli importi”. È stato anche rilevato il “mancato adeguamento degli strumenti urbanistici, utili ai Comuni per prevenire il dissesto e la mancata tutela delle acque, unita alla scarsa attenzione al sociale e all’assistenza domiciliare”.

Andrea Appiano (Pd) ha appoggiato la relazione di maggioranza e la bontà della proposta di bilancio che non sarebbe “un libro dei sogni” ma un documento che individua le priorità, soprattutto “l’efficientamento della macchina regionale” e la necessità di far fronte ai debiti “anche quelli che erano fuori bilancio”.

A termine del dibattito generale è iniziato l’esame del testo, lasciando per ultimi gli articoli con gli allegati comprendenti le tabelle delle unità previsionali di base e i capitoli di bilancio.

Sono anche stati approvati sette emendamenti, tutti all’art. 15, sulla parte del documento relativa al bilancio pluriennale. La Giunta (due emendamenti) ha finanziato le risorse necessarie al Por Fesr e Fse 2014-2020 (quasi 40 milioni complessivi). Vi sarebbero anche altri interventi minori, chiesti dalla maggioranza (cinque emendamenti), come quelli a favore del Castello di Miasino, sottratto alla criminalità organizzata e affidato alla Regione; dell’Edisu, per permettere il cofinanziamento dei lavori per scongiurare l’inutilizzazione di residenze universitarie a Torino e a Novara; del Centro di documentazione della Benedicta; dei contributi ai prestiti delle cooperative agricole e delle società di mutuo soccorso.

Questi emendamenti hanno provocato le proteste delle opposizioni, che hanno sostenuto di aver limitato il raggio d’azione alla parte del documento che riguarda il bilancio di previsione 2015. Il gruppo M5S ha anche rilevato l’esiguità dei fondi di riserva, insufficienti per far fronte a eventuali eventi calamitosi che malauguratamente dovessero verificarsi.

Nel corso del dibattito il vicepresidente della Giunta regionale (con delega al Bilancio), Aldo Reschigna, ha affermato che la rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti consentirà di azzerare le rate di ammortamento per l’anno 2015.

La seduta è stata chiusa alle ore 18 per consentire una riunione dei presidenti dei gruppi consiliari e proseguirà domani con sessioni antimeridiana, pomeridiana e serale.

I fatti in breve

  • Iniziato l'esame del Bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015-2017.
  • Si sono svolte le relazioni, il dibattito generale ed è iniziato l'esame dell'articolato.
  • Si prosegue domani con sedute antimeridiana, pomeridiana e serale.