Consiglio Regionale del Piemonte

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Documenti finanziari

Il Consiglio regionale, nella seduta del 28 aprile, ha iniziato l’esame dei documenti finanziari della Regione, Finanziaria (ddl 83) e Bilancio (ddl 84), licenziati dalla Commissione la scorsa settimana.
In particolare si sono svolte le illustrazioni dei relatori e il dibattito generale della Finanziaria, un provvedimento che, a fronte della difficile congiuntura, cerca di muovere delle risorse attraverso un piano di alienazioni immobiliari e lo sblocco dei fondi europei, oltre ad altre più limitate misure.
I cardini del provvedimento presentato dalla Giunta regionale e sostenuto in Aula dal vicepresidente, Aldo Reschigna, sono il Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari e lo sblocco dei Fondi europei. La prima misura, portando dal patrimonio indisponibile regionale a quello disponibile diversi immobili, valorizza alcuni di questi facilitando il loro utilizzo per attività remunerative, oppure rendendoli alienabili. Il secondo sblocca delle risorse economiche importanti per investimenti produttivi nei vari settori economici, attraverso la tempestiva programmazione per bandi e progetti dei fondi strutturali (Fesr, Fse e Feasr).
Il relatore di maggioranza, Elvio Rostagno (Pd), ha parlato di un provvedimento che va in due direzioni, quella del “riordino contabile, pagando i creditori e riducendo il debito. Cruciale in questa fase la trattativa con il ministero dell’Economia. Importante che le alienazioni portino entrate certe. Seconda direzione, quella politica. Meno risorse significa allocarle su argomenti più importanti, in linea con il programma: politiche sociali, scuola, trasporto pubblico locale, lavoro. Si sta iniziando un percorso di un Piemonte virtuoso”.
“Mi vorrei soffermare più che su quello che c’è, su quello che manca – ha dichiarato il relatore di opposizione Giorgio Bertola (M5S) -. Il tema dei costi della politica è quello che più manca in questo testo. Qualcosa che non è più possibile rimandare. Abbiamo riproposto, anche in questa sede, l’abrogazione dei vitalizi che va assolutamente attuata perché sentita dai cittadini. Lo scorso anno, anche con il nostro voto, meglio di niente, venne approvato il contributo di solidarietà. Respinto poi il nostro progetto di eliminazione dei vitalizi per paura dei ricorso ma tanto valeva avere il coraggio di fare qualcosa di più perché i ricorsi non sono stati evitati”.
Per il secondo relatore di minoranza, Massimo Berutti (FI), “dalla finanziaria emerge che la linea è quella di aumentare le tasse. Vi sono difficoltà congiunturali, ma il finanziamento dei fondi strutturali sconta ritardi che penalizzano tutta una serie di attività e opportunità. Le scarse risorse al sistema idrico rischiano di vanificare gli investimenti per il riassetto idrogeologico. Rimangono dubbi anche sull’efficacia del piano delle alienazioni immobiliari. Questa finanziaria risulta essere solo un percorso di aggiustamento e non una pianificazione coerente con quanto promesso in campagna elettorale, si predica bene ma fare i conti con il sistema amministrativo è altra cosa”.
Dopo le relazioni, si è svolto il dibattito generale e, per l’opposizione, il gruppo M5S è intervenuto con i consiglieri Davide Bono, Mauro Campo, Stefania Batzella, Paolo Mighetti, Gianpaolo Andrissi, Francesca Frediani e Federico Valetti, che hanno imputato ai ritardi dell’Esecutivo nel presentare la documentazione finanziaria, l’essere arrivati a fine aprile ancora con l’esercizio provvisorio. Oltre a ribadire quanto illustrato dal relatore Bertola, è stato rilevato che, per il momento, la richiesta di maggiori risorse per il sociale e il trasporto pubblico locale non è stata ascoltata. Lo stesso per la richiesta di investimenti per l’economia sostenibile, necessari per rendere attrattivo il nostro territorio agli investitori. È stata rilevata anche la mancanza di risorse per il completamento del nuovo ospedale per la zona di Alba Bra, come la grave mancanza di attenzione e investimenti per l’attuazione dell’Agenda digitale.
L’opposizione di centrodestra è intervenuta con Diego Sozzani, Gian Luca Vignale, Gilberto Pichetto, Claudia Porchietto, Francesco Graglia e Daniela Ruffino (FI), Maurizio Marrone (Fratelli d’Italia) e Gianna Gancia (Lega Nord).
Partendo dalle perplessità illustrate dal relatore di centrodestra, i consiglieri intervenuti hanno criticato la mancanza di strategia, sia per il rientro dal debito e sia per la necessaria riorganizzazione della macchina regionale e, allo stesso modo, è stata anche criticata la mancanza di un progetto per le politiche industriali e del lavoro. Rilevata anche la mancanza di idee per sopperire alla scarsità di risorse sul Trasporto pubblico locale e la poca attenzione verso i servizi alla persona e al sistema degli Enti locali. Una mancanza di strategia – è stato detto – particolarmente evidente rispetto alle promesse fatte in campagna elettorale e all’atteggiamento tenuto dal centrosinistra quando nella passata legislatura si trovava all’opposizione.
Per i gruppi di maggioranza sono intervenuti Davide Gariglio (Pd) e Marco Grimaldi (Sel) che hanno appoggiato quanto proposto dall’Esecutivo. Grimaldi ha però criticato le scelte del Governo nazionale che avrebbero nei fatti commissariato le Regioni, riducendone la capacità di scelta politica.
Ha concluso il dibattito generale le replica del vicepresidente Reschigna, che ha dichiarato che l’Esecutivo “non ha fatto finta di non vedere la drammatica situazione del bilancio regionale, come nel passato. Questa amministrazione, facendo i conti con la realtà, seppur con meno risorse, sta mettendo in condizione la Regione Piemonte di essere utile alla realtà sociale ed economica piemontese attraverso una serie di proposte che trovano spazio nella legge finanziaria. Lo dimostra, tra gli altri, il forte impegno contro l’evasione e l’elusione fiscale sul bollo auto e il cofinanziamento che sblocca i fondi strutturali europei, che porteranno in 7 anni risorse per quasi 3 miliardi di euro. Di assoluto valore anche la scelta di chiudere i debiti pregressi sul trasporto pubblico locale e quelli fuori bilancio per 110 milioni di euro”.
Dopo la discussione generale è iniziato l’esame dell’articolato e degli emendamenti che si protrarrà anche nella seduta serale a partire dalle 20.30. Al momento sono stati approvati 5 articoli sui 15 del testo.

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