Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 21 aprile

Avviato l’esame del disegno di legge di bilancio

Nella seduta del 21 aprile la I Commissione, presidente Vittorio Barazzotto, ha iniziato l’esame del Bilancio di previsione 2015 e pluriennale 2015-2017 (ddl n. 84).
Dopo la presentazione del vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, si è svolto il dibattito generale e, quindi, una breve replica del titolare della delega al Bilancio.
Un documento che pareggia a circa 10, 9 miliardi di euro al netto delle partite di giro e, di questi, quasi 8,1 miliardi sono per la Sanità e 642 milioni per il Trasporto pubblico locale.
Il quadro, come spiegato dal vicepresidente, vede 200 milioni in meno di entrate rispetto al 2014. Chiudendo l’accordo con la Cassa depositi e prestiti (la cui delibera verrà illustrata nelle prossime sedute da Reschigna) gli oneri derivanti dai mutui vengono ‘anestetizzati’ nel 2015 e nel 2016, per tornare progressivamente a regime nel 2017. Due anni nei quali la Regione può lavorare come una “formichina” per diminuire i costi dell’organizzazione e accantonare le risorse per il 2017, creando una situazione strutturalmente in grado di sopportare il rimborso dei mutui e una adeguata azione amministrativa da parte della Regione. Secondo il vicepresidente si “sono evitati dei tagli lineari, verranno diminuiti i costi del personale, si renderà possibile la copertura delle quote per poter accedere ai fondi strutturali”. Reschigna ha pure previsto una adeguata governance del Trasporto pubblico locale.
Nel dibattito gli interventi dei consiglieri di maggioranza sono stati tutti di sostanziale appoggio alla azione dell’Esecutivo, diversamente da quelli delle opposizioni.
I commissari del gruppo M5S hanno criticato l’esiguità delle risorse in diversi ambiti, di una entità tale da non essere giustificabile esclusivamente con i problemi finanziari della Regione. In particolare è stata citata la scarsità di risorse dedicate all’Ambiente, all’Agricoltura, al Welfare e al recupero delle aree deindustrializzate. I consiglieri del gruppo M5S avrebbero voluto “più coraggio” da parte dell’Esecutivo ed hanno lamentato che ormai in Italia ed in Piemonte “l’Agenda digitala è morta”.
Il Centrodestra, pur conscio della gravità del momento e del proseguimento di importanti politiche di risparmio già impostate dai precedenti governi regionali, ha lamentato un “quadro abbastanza lineare” dei tagli. Risparmi definiti eccessivi in ambiti che dovevano essere più tutelati come la prevenzione idrogeologica. È stata anche rilevata, con un atteggiamento opposto a quello del gruppo M5S, una insufficienza delle politiche di partecipazione all’Expo 2015. “Con 20 milioni di turisti, di cui 7 stranieri, a pochi chilometri dai confini piemontesi, era una partita che si poteva giocare meglio potendo il Piemonte puntare molto sul turismo”.

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Borse di studio 2014/2015

La Regione Piemonte intende alzare fino a 21mila euro la soglia di reddito per accedere alle borse di studio universitarie. A darne l’annuncio è stata l’assessora regionale al Diritto allo studio Monica Cerutti, nel corso della seduta della VI Commissione, martedì 21 aprile, che ha espresso a maggioranza parere favorevole in merito alla proposta di atto deliberativo della Giunta regionale sui criteri generali per la pubblicazione da parte dell’Edisu dei bandi di concorso relativi all’erogazione per l’anno accademico 2015-16 delle borse di studio agli studenti universitari piemontesi.
Durante i lavori della Commissione si è parlato dell’attivazione di percorsi di partecipazione nella definizione di servizi e dei criteri di accesso, del contenimento dell’emergenza innescata dalla riforma dell’Isee, dell’estensione del concetto di diritto allo studio anche a coloro che sono al di fuori delle soglie.
Nel bando Edisu 2014-15 - ha spiegato Cerutti - l’Isee del nucleo familiare non poteva superare il limite di 19.596 euro. Per venire incontro alle preoccupazioni degli studenti sugli effetti negativi del nuovo metodo di calcolo della certificazione, nell’ individuazione dei criteri contenuti nel bando 2015-16 per l’assegnazione delle borse di studio, la Giunta ha deciso di alzare il tetto Isee fino al massimo consentito dal decreto ministeriale, che nel 2014 era di 20.956,46 euro.
Edisu Piemonte e il settore del Diritto allo studio della Regione Piemonte stanno intanto cercando di comprendere quali saranno le principali ricadute concrete della riforma dell’indicatore.
Per comprendere quali siano le priorità da affrontare in modo partecipato è stata inoltre creata l’assemblea regionale degli studenti e si sta valorizzando il ruolo del Coreco Comitato regionale di coordinamento delle Università del Piemonte).
Sul versante delle mense e delle residenze universitarie - ha concluso l’assessora - è stato avviato un approfondimento insieme alle Università in merito allo stato delle cose, cercando di comprendere anche la situazione attuale nel Piemonte Orientale. Inoltre si sta cercando di creare dinamiche di trasversalità tra assessorati regionali: ad esempio alle riunioni del Coreco ha presenziato anche l’assessore ai Trasporti, con il quale è stato avviato un lavoro di analisi dei flussi di provenienza degli studenti per rendere loro più agevoli gli spostamenti.

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