Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Quarant’anni senza Carlo Levi

“Fino a quando viene nominato e ricordato, un uomo non muore. Oggi Carlo Levi è tra noi. E sono tra noi gli ideali che ha rappresentato con coraggiosa passione per dar voce alla Basilicata e porre in tutta la propria drammaticità la ‘questione meridionale’”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha aperto solennemente, il 16 aprile a Palazzo Lascaris, il convegno organizzato dalla Fondazione Giorgio Amendola e dall’Associazione lucana in Piemonte, che ha aperto le celebrazioni per il quarantesimo anniversario della morte dello scrittore.

“Nel settantesimo anniversario della Liberazione - ha aggiunto il vicepresidente dell’Assemblea Nino Boeti, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione - è doveroso fare memoria della vita e dell’opera di Levi, intellettuale che ha saputo mettere l’uomo e i suoi bisogni al centro del proprio impegno e ha ‘osato’ immaginare un mondo diverso e impegnarsi per realizzarlo”.

L’europarlamentare Mercedes Bresso ha sottolineato quanto Levi abbia in comune con Altiero Spinelli, “entrambi condannati al confino e propugnatori dell’idea di Europa unita e di un federalismo teso non a dividere ma a unire l’Italia”.

Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata Pietro Lacorazza ha accolto con favore la proposta del presidente Laus di dar vita a un Museo multimediale dell’immigrazione che testimoni l’evoluzione del tessuto economico, sociale, e culturale alla luce dell’apporto dei flussi migratori lungo la storia, e ha sottolineato che “nel 2015 non ricorre solo il quarantennale della scomparsa di Levi ma anche l’ottantesimo della sua condanna al confino e il settantesimo della pubblicazione del romanzo ‘Cristo si è fermato a Eboli’”.

“Da oggi al 27 aprile - ha aggiunto il presidente della Fondazione Amendola Prospero Cerabona - il cortile di Palazzo Lascaris ospita la riproduzione del ‘Telero’, l’opera pittorica di 18 metri per 3 che Carlo Levi realizzò nel 1959 per Italia ‘61, e una sessantina di foto di scena del film ‘Cristo si è fermato a Eboli’ di Francesco Rosi con Gian Maria Volonté, mentre le celebrazioni in memoria dello scrittore si snoderanno nei prossimi mesi tra Matera, Firenze, Roma, Napoli e Bruxelles”.

Sono anche intervenuti il direttore scientifico della Fondazione Amendola Loris Dadam, il presidente della II Commissione del Consiglio comunale di Torino Mimmo Caretta, il presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Piemonte Claudio Della Valle e il docente di Storia all’Università del Molise Giovanni Cerchia.

Ai lavori erano presenti, tra gli altri, i consiglieri Domenico Rossi e Nadia Conticelli.

I fatti in breve

  • Aperte a Palazzo Lascaris le celebrazioni per il quarantesimo della scomparsa di Carlo Levi.
  • Fino al 27 aprile il cortile ospiterà una riproduzione del "Telero" e una sessantina di foto di scena del film "Cristo si è fermato a Eboli".
  • Nei prossimi mesi le celebrazioni in memoria dello scrittore si snoderanno tra Matera, Firenze, Roma, Napoli e Bruxelles.

Dichiarazioni

“Fino a quando viene nominato e ricordato, un uomo non muore. Oggi Carlo Levi è tra noi. E sono tra noi gli ideali che ha rappresentato con coraggiosa passione per dar voce alla Basilicata e porre in tutta la propria drammaticità la ‘questione meridionale’”, Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte.

“Nel settantesimo anniversario della Liberazione è doveroso fare memoria della vita e dell’opera di Levi, intellettuale che ha saputo mettere l’uomo e i suoi bisogni al centro del proprio impegno e ha ‘osato’ immaginare un mondo diverso e impegnarsi per realizzarlo”, Nino Boeti, vicepresidente dell’Assemblea regionale delegato al Comitato Resistenza e Costituzione.

Link associati