Consiglio Regionale del Piemonte

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La settimana in Commissione

Di seguito, i taccuini delle sedute delle sei Commissioni consiliari permanenti nelle settimane dal 7 al 19 aprile.

I Commissione (Programmazione e Bilancio) 

Discussione sulla finanziaria e riconoscimento della specificità del VCO

La Commissione, presieduta dal consigliere Vittorio Barazzotto, ha proseguito nelle sedute del 13, 15 16 e 17 aprile l'esame dei disegni di legge n. 83, “Legge finanziaria per l’anno 2015” e n. 84, “Bilancio di previsione per l’anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2015-2017”.
In particolare, l'assessore al Bilancio Aldo Reschigna ha esposto nella seduta del 13 aprile due emendamenti che riguardano il primo i programmi operativi del Por Fse, il secondo Por Fesr con reltivi programmi di spesa 2015-2022 con la suddivisione di quote di Ue, Stato e Regione (131 milioni il primo, 145 milioni il secondo). Reschigna ha poi presentato un emendamento sul patrimonio immobiliare della Regione, con due tabelle: una di alienazione e valorizzazione, una di immobili che non possono essere alienati, ma soltanto dati in comodato d'uso a canone ricognitorio o oneroso.
Per quanto riguarda il bollo auto, dal 1° gennaio 2016 verrà introdotto anche per le auto storiche tra i 20 e i 30 anni. per gli impianti gpl, infine, l'esonero dal bollo sarà possibile soltanto alla prima installazione, non alla seconda o alla terza. Si è trattato di una riunione interlocutoria, perché sia Forza Italia, sia il Movimento 5 Stelle hanno richiesto la presenza di Sergio Chiamparino, per approfondire i temi della finanziaria e il presidente sarà quindi presente alla riunione di lunedì prossimo.

Nella seduta del 15 aprile la Commissione ha licenziato a maggioranza gli emendamenti dal 15 al 24, relativi al disegno di legge n. 83. Soltanto l’emendamento numero 21, “Promozione e valorizzazione dei siti culturali Unesco”, è stato ritirato dalla Giunta.
Tra gli emendamenti anche quelli per l’ospedale di Verduno: “Per la vendita eventuale di Alba-Bra, valutata 28 milioni - ha dichiarato l’assessore Reschigna - penso anticiperemo in via prudenziale non più di 20 milioni, visto che il mercato immobiliare al momento è meno florido di quando sono state fatte le valutazioni”.
Si è parlato anche di piazza Castello. L’attuale sede della Giunta regionale, quando sarà trasferita al nuovo grattacielo, verrà com’è noto alienata. Reschigna ha sottolineato di non credere “all'esistenza di difficoltà insormontabili a vendere il palazzo. Già oggi l’Assessorato registra importanti manifestazioni di interesse anche da gruppi immobiliari di livello nazionale. Naturalmente si procederà con l’evidenza pubblica e ritengo ragionevolmente che l’immobile si possa vendere con un buon rientro per l’amministrazione”.
L’assessore ha anche annunciato che una parte del personale del settore Patrimonio è stato assegnato esclusivamente alla questione delle alienazioni “e se ne sta occupando a tempo pieno, monitorando ogni passo di tipo burocratico ed economico, a tutela degli interessi della Regione Piemonte”.
Si sono registrati gli interventi di diversi consiglieri, oltre che di maggioranza, anche del Movimento 5 Stelle, di Forza Italia e della Lega Nord.
L'esame del provvedimento, che si compone di tre articoli, è proseguito anche nel pomeriggio, sempre con l'illustrazione e la votazione degli emendamenti. In totale sono 97.
Tra quelli approvati ci sono i tre presentati dalla Giunta regionale, che prevedono novità per quanto riguarda il pagamento del bollo auto. Per gli autoveicoli direttamente prodotti con trazione gpl non sarà previsto il pagamento della tassa regionale di proprietà, mentre per i mezzi successivamente adattati l'esenzione di cinque anni non prevederà più deroghe. Infine, sarà la Regione Piemonte a gestire la riscossione coattiva, che prima era demandata a soggetti esattori privati.

Con voto unanime la Commissione ha approvato in sede legislativa, nella seduta del 16, la legge per il “Riconoscimento della specificità della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola”.
Il disegno di legge – relatori, Barazzotto (Pd) per la maggioranza, Gian Luca Vignale (FI) e Gianpaolo Andrissi (M5S) per le opposizioni - illustrato per l’Esecutivo con l’intervento del vicepresidente Reschigna, applica le disposizioni della legge n. 56/2014, la c.d. “legge Delrio”, che ridisegnano confini e competenze dell'amministrazione locale.
Viene pure applicata la norma costituzionale a favore delle zone montane, materia residuale della competenza legislativa regionale.
Il riconoscimento della specificità montana per il Vco dovrebbe portare anche vantaggi attraverso competenze amministrative accresciute e con norme meno penalizzanti per la rideterminazione dei costi del personale.
Il criterio metodologico per l’individuazione dei requisiti per il riconoscimento della specificità, fondato sull’essere area di confine nazionale e prevalentemente montana, è stato verificato secondo la classificazione altimetrica proposta dall’Istat dalla quale risulta che ben 76 comuni su 77 del Vco sono classificati montani. In Italia solo Belluno e Sondrio sono nella stessa condizione della provincia piemontese.
Come spiegato da Reschigna, a questo riconoscimento formale seguirà, dopo l’approvazione del Bilancio, una legge per il riordino delle funzioni amministrative degli enti locali che si vorrebbe approvare entro maggio.
In precedenza la Commissione Bilancio si era riunita in seduta ordinaria per proseguire l’esame del pacchetto Finanziaria e Bilancio (ddl nn. 83 e 84). In particolare sono stati esaminati una mezza dozzina di emendamenti al ddl n. 83 in materia fiscale, tutti respinti o ritirati.

Nella seduta del 17, infine, la Commissione ha respinto 14 emendamenti relativi alla Legge finanziaria per l’anno 2015. Il provvedimento si compone di tre articoli sui quali insistono 97 emendamenti.
A seguito di un’intesa la maggioranza e i gruppi di Forza Italia e Lega Nord, si è deciso di posticipare la discussione e la votazione degli emendamenti della Giunta regionale che prevedono l’aumento delle tariffe in materia estrattiva.
La prossima settimana il calendario delle sedute della Commissione sarà particolarmente intenso, a partire da lunedì 20, quando alle ore 14,30 sono previste le comunicazioni del presidente della Giunta regionale Chiamparino, in veste di commissario straordinario del governo per il tempestivo pagamento dei debiti pregressi della Regione Piemonte. La Commissione è poi convocata nei giorni di martedì (pomeriggio), mercoledì (mattino e pomeriggio), giovedì (mattino e pomeriggio) e venerdì (mattino).
Entro il 30 aprile l’Aula dovrà infatti, approvare il bilancio regionale. Attualmente è in vigore l’esercizio provvisorio, non più prorogabile, che permette i pagamenti dell’ordinaria amministrazione, come gli stipendi dei dipendenti e le spese sanitarie.
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II Commissione (Pianificazione territoriale e Urbanistica)

La Commissione non si è riunita questa settimana.
 

III Commissione (Montagna e Turismo) 

Progetto pozzo esplorativo a Carpignano Sesia (No)

Il 9 aprile la Commissione, presieduta dal consigliere Raffaele Gallo, in riunione congiunta con la V (Ambiente e aree protette), presieduta dalla consigliera Silvana Accossato, ha svolto le audizioni in merito al progetto presentato da Eni Spa per realizzare un pozzo esplorativo alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio del Comune di Carpignano Sesia (No).
Per la Giunta regionale erano presenti gli assessori all'Ambiente Alberto Valmaggia, all'Agricoltura Giorgio Ferrero e all'Energia Giuseppina De Santis.
La prima audizione è stata quella con i vertici della multinazionale che hanno illustrato un progetto da 50 milioni di euro che, sfruttando le infrastrutture già esistenti a Carpignano, andrebbe a ricercare dei giacimenti di petrolio. Secondo la compagnia petrolifera creata nel 1953 da Enrico Mattei, questa attività impegnerebbe un centinaio di lavoratori per un anno e mezzo. Nel caso di esito positivo della ricerca, il petrolio verrebbe direttamente inviato con una connessione ad hoc a 22 chilometri di distanza, al Centro olio di Trecate (No). Qui i 50 dipendenti (700 con l’indotto), potrebbero proseguire e rivitalizzare la produzione attualmente in crisi.
Rispetto ai progetti precedenti i quattro pozzi esplorativi, collocati su una piattaforma di 300 per 200 metri, sarebbero realizzati vicino all’autostrada e più lontano possibile dai centri abitati (Eni ha parlato di un chilometro e mezzo) minimizzando l’impatto ambientale e paesaggistico. Il tutto sarebbe in regola con la piena sostenibilità ambientale, sfruttando le avanzate tecnologie adottate dalla azienda del cane a sei zampe, tra le migliori al mondo. Tali tecnologie, in particolare, garantirebbero l’impermeabilità con le limitrofe falde acquifere. Un investimento di questo tipo, in caso di ritrovamento del petrolio, porterebbe anche notevoli ritorni economici alla zona, anche in termini di royalties. Rispondendo alle domande poste dai consiglieri regionali è stato anche sottolineato l’interesse di Eni per l’eccellenza piemontese del Centro ricerche per le energie non convenzionali - Istituto Eni Donegani, che resterà a Novara.
La seconda audizione ha visto come protagonisti sindaci e amministratori della Provincia di Novara, dei Comuni di Carpignano Sesia, Sizzano, Fara Novarese, Briona, Lenta ed il Comitato Dnt-Carpignano, nettamente contrari all’opera.
Tra i vari argomenti a supporto del no al progetto, l'eccessiva vicinanza all’abitato, dato che, secondo la più recente giurisprudenza (Tar Puglia), supportata dalle direttive europee e dalle raccomandazioni ministeriali, la distanza tra le istallazioni petrolifere e il centro abitato non deve essere inferiore ai 5 chilometri. Gli amministratori hanno anche criticato il fatto che il progetto attuale è molto simile a quello che la stessa Eni aveva presentato e poi ritirato due anni fa. Infine, al di là della delicatezza ambientale della zona vicina ad aree protette, il turismo e l’enogastronomia della zona, fondate su una serie di produzioni di grande eccellenza, anche riconosciute a livello internazionale, come vino, riso e miele, sarebbero messe a rischio da questo tipo di progetto. Verrebbero così vanificati gli investimenti di numerosi imprenditori della zona in un momento economico particolarmente difficile.
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IV Commissione (Sanità e Assistenza)  

Espresso parere positivo sui fondi per la Sanità e le Politiche sociali

La Commissione Sanità, presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, ha espresso l’8 aprile parere favorevole a maggioranza, per le materie di competenza, sulla legge finanziaria per l'anno 2015 e sul bilancio di previsione per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2015-2017.
La discussione era iniziata nella seduta del 18 marzo e proseguita in quella del 1° aprile con l'assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari. L’assessore alla Sanità Antonio Saitta, in apertura di seduta, ha annunciato che il Piemonte dovrà fare a meno dei 170 milioni di euro statali previsti dal Patto per la Salute per il triennio 2014-2016 e ci troviamo a gestire gli stessi fondi del 2014”.
Tra i principali nodi da sciogliere, ha sottolineato l’assessore, “quelli legati all’Ipla, finanziata con il fondo sanitario regionale per quanto riguarda la lotta alle zanzare, e all’Istituto di ricerche economico-sociali (Ires), che ha riassorbito alcuni dipendenti dell’Azienda regionale servizi sanitari (Ares)”.
Tra le novità spicca, invece, la presentazione - entro maggio - del Piano della prevenzione per pianificare una serie d’interventi concreti per fronteggiare le dipendenze e promuovere stili di vita all’insegna della salute.
Per la minoranza sono intervenuti i consiglieri Paolo Mighetti, Stefania Batzella, Giorgio Bertola e Davide Bono (M5S) per chiedere maggiori investimenti per quanto riguarda le non autosufficienze, l’aggiornamento professionale del personale medico e l’edilizia sanitaria e un chiaro impegno per quanto riguarda il completamento e l’uniformità dell’informatizzazione sanitaria.
Per la maggioranza hanno preso la parola i consiglieri Valter Ottria, Ravetti, Andrea Appiano (Pd) e Marco Grimaldi (Sel), che hanno chiesto - con la minoranza - maggior attenzione ai non autosufficienti e ai malati di mesotelioma.
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V Commissione (Tutela dell'ambiente e Protezione civile) 

Pozzo esplorativo a Carpignano Sesia (No), riforma dei Parchi ed Eurex di Saluggia (Vc)

Il 9 aprile la Commissione, presieduta dalla consigliere Silvana Accossato, in riunione congiunta con la III (Energia e territorio), presieduta dal consigliere Raffaele Gallo, ha svolto le audizioni in merito al progetto presentato da Eni Spa per realizzare un pozzo esplorativo alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio del Comune di Carpignano Sesia (No).
Al termine delle audizioni è proseguito - in seduta ordinaria - l’esame in merito al disegno di legge sul riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e sulle nuove norme in materia di Sacri Monti. Il provvedimento modifica la legge regionale n. 19 del 2009, testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità. Sui 22 articoli del ddl insistono 183 emendamenti, dei quali 36 da parte della Giunta regionale, una trentina da parte del Gruppo M5S e i rimanenti sottoscritti dai consiglieri di Forza Italia. Durante i lavori sono stati illustrati, discussi e votati 14 emendamenti: tutti sono stati respinti.

La proposta di Sogin per ottenere l’autorizzazione alla disattivazione dell’impianto ex nucleare Eurex di Saluggia è stata al centro delle audizioni avvenute Commissione il 16 aprile alla presenza dell’assessore all’Ambiente Alberto Valmaggia.
L’amministratore delegato di Sogin Riccardo Casale e il direttore tecnico Francesco Troiani hanno illustrato il programma che Sogin intende attuare per la realizzazione dell’infrastruttura necessaria allo smantellamento del sito nucleare di Saluggia. Il piano stima che questa procedura comporti un volume di rifiuti superiore a quello contenibile nel deposito attuale, con l’eventualità di costruzione di un ulteriore deposito temporaneo delle scorie in attesa della definizione del sito unico nazionale, che dovrebbe entrare in esercizio nel 2025.
“Il piano risponde ai requisiti di legge, alla tempistica richiesta, alle esigenze di trasparenza amministrativa e di sicurezza e cercheremo di lavorare affinché il sito unico nazionale si realizzi secondo le scadenze previste”, ha affermato Casale.
Contrarietà alla proposta è stata espressa da Gian Piero Godio di Legambiente e da Umberto Lorini di Pro natura che dichiarano il progetto irricevibile in quanto non è possibile ipotizzare la costruzione di un nuovo deposito in un’area dichiarata inedificabile da un provvedimento della Regione, e “perché Sogin dovrà rispettare il programma nazionale per la gestione del combustibile nucleare esaurito, di imminente emanazione da parte del Governo, sia per quanto riguarda gli obiettivi sia per le soluzioni tecniche di gestione”, ha precisato Godio. Il sindaco di Saluggia, Firmino Barberis, ha espresso il timore che in attesa della definizione del sito nazionale, di fatto Saluggia rischi di diventare un sito di deposito definitivo.
Nel dibattito il presidente Sel, Marco Grimaldi, ha chiesto le motivazioni che hanno indotto Sogin a formulare l’istanza di disattivazione su un sito non edificabile e dichiarato non idoneo a livello idrogeologico, mentre il consigliere Mauro Campo (M5S) ha espresso forti perplessità sulla possibilità di individuare in Italia un sito con caratteristiche idonee per ospitare le scorie nucleari più pericolose e ha sollecitato una logica transnazionale per affrontare il problema.
Casale ha replicato che, in assenza di un deposito nazionale, i rifiuti non possono essere trasferiti da un paese all’altro e quelli prodotti a Saluggia, anche nella fase dello smantellamento, devono essere stoccati in loco.
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VI Commissione (Cultura e Istruzione)  

La Commissione non si è riunita questa settimana.