Consiglio Regionale del Piemonte

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Lavori in Commissione, 9 aprile

Foto del comunicato stampa Progetto pozzo esplorativo a Carpignano: audizioni congiunte delle Commissioni III e V

Il 9 aprile, nella Sala dei Morando di Palazzo Lascaris, le Commissioni III e V, presidenti Raffaele Gallo e Silvana Accossato, hanno svolto in seduta congiunta le audizioni in merito al progetto presentato da Eni Spa per realizzare un pozzo esplorativo alla ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio del Comune di Carpignano Sesia (No).
Per la Giunta regionale erano presenti gli assessori Alberto Valmaggia (Ambiente), Giorgio Ferrero (Agricoltura) e Giuseppina De Santis (Energia).
La prima audizione è stata quella con i vertici della multinazionale che hanno illustrato un progetto da 50milioni di euro che, sfruttando le infrastrutture già esistenti a Carpignano, andrebbe a ricercare dei giacimenti di petrolio. Secondo la compagnia petrolifera creata nel 1953 da Enrico Mattei, questa attività impegnerebbe un centinaio di lavoratori per un anno e mezzo. Nel caso di esito positivo della ricerca, il petrolio verrebbe direttamente inviato con una connessione ad hoc a 22 km di distanza, al Centro olio di Trecate (No). Qui i 50 dipendenti (settecento con l’indotto), potrebbero proseguire e rivitalizzare la produzione attualmente in crisi.
Rispetto ai progetti precedenti i quattro pozzi esplorativi, collocati su una piattaforma di 300 per 200 metri, sarebbero realizzati vicino all’autostrada e più lontano possibile dai centri abitati (Eni ha parlato di un km e mezzo) minimizzando l’impatto ambientale e paesaggistico. Il tutto sarebbe in regola con la piena sostenibilità ambientale, sfruttando le avanzate tecnologie adottate dalla azienda del cane a sei zampe, tra le migliori al mondo. Tali tecnologie, in particolare, garantirebbero l’impermeabilità con le limitrofe falde acquifere. Un investimento di questo tipo, in caso di ritrovamento del petrolio, porterebbe anche notevoli ritorni economici alla zona, anche in termini di royalties. Rispondendo alle domande poste dai consiglieri regionali è stato anche sottolineato l’interesse di Eni per l’eccellenza piemontese del Centro ricerche per le energie non convenzionali - Istituto Eni Donegani, che resterà a Novara.
La seconda audizione ha visto come protagonisti sindaci ed amministratori della Provincia di Novara, dei Comuni di Carpignano Sesia, Sizzano, Fara Novarese, Briona, Lenta ed il Comitato Dnt-Carpignano.
Quanto è stato illustrato dagli auditi è facilmente riassumibile in una netta contrarietà all’opera proposta dalla compagnia presieduta da Emma Marcegaglia.
Tra i vari argomenti a supporto della avversione al progetto, quello della eccessiva vicinanza all’abitato, dato che, secondo la più recente giurisprudenza (Tar Puglia), supportata dalle direttive europee e dalle raccomandazioni ministeriali, la distanza tra le istallazioni petrolifere e il centro abitato non deve essere inferiore ai 5 km. Gli amministratori hanno anche criticato il fatto che il progetto attuale è molto simile a quello che la stessa Eni aveva presentato e poi ritirato due anni fa. Infine, al di là della delicatezza ambientale della zona vicina ad aree protette, il turismo e l’enogastronomia della zona, fondate su una serie di produzioni di grande eccellenza, anche riconosciute a livello internazionale, come vino, riso e miele, sarebbero messe a rischio da questo tipo di progetto. Verrebbero così vanificati gli investimenti di numerosi imprenditori della zona in un momento economico particolarmente difficile.
Silvana Accossato ha presieduto i lavori.

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Prosegue l'esame della riforma delle aree protette


È proseguito in V Commissione (la seduta odierna è stata presieduta dal vice Valter Ottria) l’esame in merito al disegno di legge sul riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e sulle nuove norme in materia di Sacri Monti.
Il provvedimento modifica la legge regionale n. 19 del 2009, testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità.
Sui 22 articoli del ddl insistono 183 emendamenti, dei quali 36 da parte della Giunta regionale, una trentina da parte del Gruppo M5S e i rimanenti sottoscritti dai consiglieri di Forza Italia.
Durante i lavori sono stati illustrati, discussi e votati 14 emendamenti: tutti sono stati respinti.

mbocchio