Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Chiusura piccoli uffici postali

Foto del comunicato stampa Gli amministratori locali dei piccoli comuni piemontesi, su iniziativa dell’intergruppo Amici della Montagna del Consiglio regionale, presieduto dal consigliere Antonio Ferrentino, hanno incontrato, nell’Aula di Palazzo Lascaris, i rappresentanti di Poste Italiane sul piano di razionalizzazione degli uffici postali sul territorio. Presenti all’incontro, il vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, e l’assessore alla Montagna, Alberto Valmaggia.
“La Regione Piemonte sta razionalizzando molti settori - ha spiegato Ferrentino – quindi ci rendiamo conto del particolare momento, ma chiediamo con forza a Poste Italiane una grande attenzione rispetto ai servizi nei piccoli e piccolissimi comuni per evitare la desertificazione delle nostre aree rurali e montane. Il Piemonte è una regione particolare e i servizi in montagna non possono rispondere solo a logiche economiche. Siamo disponibili, come amministratori locali, ad aprire un rapporto di collaborazione con Poste Italiane che preveda anche lo svolgimento in sinergia di alcuni servizi, come, ad esempio, la tesoreria comunale, ma, al tempo stesso, siamo determinati nel chiedere di costruire un percorso, insieme a Giunta e Consiglio regionale, in un confronto che ci auguriamo costruttivo. Chiediamo quindi a Poste Italiane di sospendere il piano, impegnandoci, come Intergruppo e insieme a Uncem, ad avanzare una proposta operativa, che costruiremo insieme agli amministratori locali provincia per provincia” .
“Proponiamo a Poste Italiane un percorso di reciproca responsabilità – ha confermato Reschigna, ricordando l’impegno del presidente Chiamparino a livello nazionale – proprio per il significato che gli uffici postali hanno nei piccoli comuni. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere, nei prossimi giorni, gli elementi irrinunciabili posti dalle comunità locali, per costruire insieme a Poste un percorso di razionalizzazione che non sguarnisca il territorio e garantisca la presenza del servizio, spesso l’unico, in queste realtà”
“Lo slittamento del piano nazionale – ha confermato Francesco Bianchi, responsabile del Nord Ovest di Poste Italiane – ci consente di approfondire alcune situazioni, come quella piemontese, nel percorso che è stato delineato con il presidente Ferrentino. Il piano prevede la chiusura di 450 uffici in tutto il territorio nazionale, che significa, in Piemonte, 40 chiusure e 134 razionalizzazioni. Il piano, strutturato nel rispetto di due vincoli normativi, il decreto ministeriale del 2008 e la delibera dell’Agcom del giugno 2014, è costruito all’interno di un piano strategico, in cui la presenza capillare sul territorio resta un punto di forza. Siamo il primo datore di lavoro, qui in Piemonte, con gli oltre 1400 uffici postali operativi e 2900 sportelli, e continueremo a esserlo, perché non ci sarà alcuna conseguenza dal punto di vista occupazionale. Al tempo stesso, stiamo implementando alcuni servizi, come la carta elettronica per il pagamento delle pensioni e il postino telematico”.
Molti gli interventi degli amministratori locali – sindaci, presidenti di Provincia e di Unioni di Comuni – che hanno sottolineato le peculiarità dei piccoli comuni, le loro difficoltà e i rischi di desertificazione delle aree montane e disagiate del territorio di fronte a chiusure e riduzione dei servizi. Gli amministratori, Uncem in particolare, hanno chiesto a Poste Italiane di costruire un modello specifico di ufficio per le aree più disagiate, che, in collaborazione con le istituzioni, ospiti anche altri servizi, che oggi mancano.
All’incontro con Poste Italiane e amministratori locali erano presenti i consiglieri regionali Silvana Accossato, Paolo Allemano, Andrea Appiano, Vittorio Barazzotto, Stefania Batzella, Massimo Berutti, Valentina Caputo, Giovanni Corgnati, Francesca FredianiDavide Gariglio, Angela Motta Valter Ottria, Domenico Ravetti, Elvio Rostagno.
I consiglieri intervenuti hanno manifestato a Poste Italiane l’esigenza di contemperare la salvaguardia del servizio sul territorio con il diritto di impresa di Poste Italiane.

emaccanti