Consiglio Regionale del Piemonte

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Relazione del Difensore civico

Foto del comunicato stampa Il 17 marzo il Difensore civico Antonio Caputo ha presentato al Consiglio regionale la relazione annuale dei propri interventi, relativa al 2014.

“Ancora una volta - ha dichiarato Caputo - il maggior numero delle oltre 3.800 pratiche aperte ha riguardato il delicato settore dei servizi alla persona e delle opposizioni alle dimissioni ospedaliere, della previdenza sociale, dell’assistenza pubblica e dell’inquinamento ambientale, acustico ed elettromagnetico. Numerose segnalazioni sono giunte anche per il comparto finanze e tributi, nei riguardi di gestori e concessionari di pubblici servizi e in materia di accesso documentale”.
Per ciascun intervento, che ha riguardato intere categorie di cittadini, ha aggiunto Caputo, “il Difensore civico ha cercato di fare ciò che molti cittadini auspicano: assicurare che quanto successo loro non si ripeta in futuro e garantire il diritto a una buona amministrazione, in grado di tutelare i diritti fondamentali delle persone. Un risultato decisamente al di sopra delle aspettative, che ha permesso di ottenere soddisfazione e orientamento a un gran numero di cittadini”.

Il dibattito, al termine della relazione, è stato aperto dalla consigliera Stefania Batzella (M5S), che ha sottolineato che “c’è ancora tanto da fare in materia di pari opportunità e rispetto dei diritti umani e le emergenze sono molte su molti fronti e colpiscono quasi sempre le persone più deboli, gli anziani, i non autosufficienti, i disoccupati e i senza casa”.
Per il consigliere Andrea Appiano (Pd), “l’Assemblea potrebbe prendere spunto dalla relazione del Difensore civico per orientare la propria attività e prevenire in qualche modo gli interventi licenziando provvedimenti più accurati, in grado di prevenire forme di contenzioso o di precontenzioso”.
Per il presidente del M5S Giorgio Bertola, “la relazione denuncia e dimostra come si tenda talora a enfatizzare piccoli segnali positivi, come il miglioramento della qualità dell’aria o dell’inquinamento elettromagnetico, per coprire realtà tutt’altro che positive; in troppi casi manca la trasparenza e la capacità d’identificare i responsabili”.
Per il presidente di Sel Marco Grimaldi, infine, “i dati presentati dal Difensore civico devono indurci a un esame di coscienza e a interrogarci sulle nostre scelte per quanto riguarda, per esempio, assicurare i livelli essenziali di assistenza (Lea) a ogni cittadino e in particolare a chi appartiene alla fasce più disagiate per condizione o per censo”.

ctagliani


L'intervento del Difensore civico