Consiglio Regionale del Piemonte

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Piattaforme tecnologiche e contributi

 
Foto del comunicato stampaIl 56% delle imprese beneficiarie di finanziamenti della Regione attraverso le piattaforme tecnologiche ha potuto realizzare un progetto di ricerca che diversamente sarebbe stato irrealizzabile e il 35,5% ha visto accelerare e crescere gli investimenti. Sono questi alcuni dei risultati più rilevanti dello studio condotto dall’Asvapp (Associazione per lo sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche) presentato oggi, 26 gennaio, al Comitato per la qualità della normazione e la valutazione delle politiche del Consiglio regionale, presieduto dal consigliere Gilberto Pichetto Fratin.
“L’analisi ha affrontato le piattaforme tecnologiche in quanto reti di imprese e centri di ricerca pubblici e privati che collaborano per realizzare progetti di ricerca considerati strategici dalla pubblica amministrazione”, ha spiegato Marco Sisti, direttore esecutivo di Asvapp. Dal 2006 sono stati stanziati 120 milioni di euro: 50 milioni per il settore aerospazio, 30 milioni per l’automotive, 20 per le biotecnologie e 20 per l’agroalimentare.
L’indagine si è concentrata sui primi tre bandi che hanno finanziato 13 progetti: 3 per l’aerospazio, 5 per le biotecnologie, 5 per l’agroalimentare. “Poiché il focus specifico dello studio era quello di verificare la capacità di incentivare la ricerca da parte delle Pmi, attraverso un’indagine telefonica abbiamo interpellato 193 aziende, 131 finanziate e 62 escluse dai finanziamenti, e la quasi totalità (91,5%) ha dichiarato determinante il contributo pubblico per realizzare il progetto”, ha proseguito Gianluca Strada, ricercatore di Asvapp. Il fatturato delle imprese beneficiarie risulta inoltre maggiore di circa il 60% rispetto a quello delle escluse e la spesa media annua in ricerca e sviluppo negli ultimi tre anni è stata doppia nelle imprese beneficiarie. Queste ultime mostrano poi una maggiore attitudine alla collaborazione esterna e fanno parte di reti più ampie.
Per contro, la media degli addetti nel gruppo delle imprese finanziate dal 2007 (anno senza intervento) al 2010 (anno con intervento) si è mantenuta pressoché stabile con un –0,038 occupati, mentre nello stesso periodo il gruppo delle imprese escluse ha registrato un aumento nella media degli addetti pari a 2,7 unità. L’entità della differenza e la dimensione dei due gruppi analizzati non fanno però emergere un valore statisticamente significativo.
Il presidente Pichetto e i consiglieri intervenuti (Davide Gariglio, Marco Grimaldi ed Elvio Rostagno) hanno sottolineato la scarsa rilevanza della misurazione delle ricadute occupazionali immediate rispetto all’obiettivo principale delle piattaforme tecnologiche, ovvero quello di creare un circolo virtuoso per rafforzare la capacità di investimento in innovazione e potenziare le conseguenti ricadute positive per la competitività delle imprese e lo sviluppo del territorio. Dal confronto è emersa l’opportunità di incentrare quindi le future indagini anche sulla capacità di questa tipologia di finanziamenti regionali di dare continuità ai progetti avviati e di saperli tradurre in effetti positivi di lungo periodo per l’economia regionale.

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I fatti in breve

  • L'Asvapp (Associazione per lo sviluppo della valutazione e l’analisi delle politiche pubbliche) ha presentato i risultati di uno studio sugli effetti dei contributi regionali sulle piattaforme tecnologiche.
  • Il 56% delle imprese beneficiarie dei contributi pubblici ha realizzato progetti di ricerca che diversamente non avrebbe potuto realizzare.
  • Il fatturato delle imprese beneficiarie risulta inoltre maggiore di circa il 60% rispetto a quello delle escluse.

Dichiarazioni

“L’analisi ha affrontato le piattaforme tecnologiche in quanto reti di imprese e centri di ricerca pubblici e privati che collaborano per realizzare progetti di ricerca considerati strategici dalla pubblica amministrazione”, ha spiegato Marco Sisti, direttore esecutivo di Asvapp.

“Poiché il focus specifico dello studio era quello di verificare la capacità di incentivare la ricerca da parte delle Pmi, attraverso un’indagine telefonica abbiamo interpellato 193 aziende, 131 finanziate e 62 escluse dai finanziamenti, e la quasi totalità (91,5%) ha dichiarato determinante il contributo pubblico per realizzare il progetto”, ha proseguito Gianluca Strada ricercatore di Asvapp.

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