Consiglio Regionale del Piemonte

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Per non dimenticare

Foto del comunicato stampa “Solo recuperando il passato e conservandone la memoria possiamo progettare il futuro. Il Consiglio regionale del Piemonte mette in campo molte iniziative per tenere vivo il ricordo, facendo leva soprattutto sulle nuove generazioni. Sono molto lieto di questo incontro, che precede di poco il Giorno della Memoria e segue i drammatici fatti di Parigi”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus ha salutato, insieme al vicepresidente Nino Boeti, la delegazione del Gruppo dirigenti Fiat e dell’Auschwitz-Birkenau Museum, che, insieme ad alcuni esponenti della Comunità ebraica di Torino, è stata ricevuta a Palazzo Lascaris il 19 gennaio.
La delegazione era composta da Anna Skrzypinska, direttoredell'Auschwitz-Birkenau Museum, Marek Zieciak, figlio di una delle vittime del campo di concentramento e membro effettivo dell’organo di sorveglianza del campo, Nevio Di Giusto, Cesare Palenzona, Gabriele Azzalini, Angiolita Boero, rispettivamente presidente, presidente onorario, segretario generale e vicepresidente del Gruppo dirigenti Fiat, e, per la Comunità ebraica, il presidente Beppe Segre, il rabbino capo rav. Ariel di Porto, e Claudia De Benedetti. Ha partecipato all’incontro Aned, l’associazione deportati.
“Chi dirige il Museo di Auschwitz – ha detto Nino Boeti, vicepresidente delegato al Comitato resistenza e Costituzione – si fa carico di tutto il dolore ma anche della speranza del mondo, perché non si ripeta più quanto è successo nei campi di sterminio. Ogni anno sono circa 700 gli studenti piemontesi che, attraverso un concorso nelle scuole, vengono a visitare Auschwitz, e in questo modo cerchiamo di tenere vivo il filo della memoria".
Occasione dell’incontro, la visita di Anna Skrzypinska a Torino, dove ha ricevuto da Fca le chiavi di due mezzi, una Jeep Renagade e una Fiat 500X, destinati alle attività culturali del Campo, un contributo concreto promesso dal Gruppo dirigenti Fiat durante una visita ad Auschwitz per tenere accesa la memoria sullo sterminio.

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