Consiglio Regionale del Piemonte

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Il servizio gestione pasti in carcere

Foto del comunicato stampa “Da oltre dieci anni presso alcuni istituti penitenziari italiani il servizio di confezionamento e somministrazione dei pasti è svolto da detenuti, assunti da cooperative sociali, con ottimi risultati: ora esiste il rischio concreto che tale innovativa esperienza si interrompa per problemi di finanziamento”.
È questo l’allarme lanciato da Bruno Mellano, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, in una lettera indirizzata al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al viceministro Enrico Costa e al sottosegretario Cosimo Ferri.
La lettera, sottoscritta da altri nove Garanti italiani competenti territorialmente per le strutture a rischio, è già stata consegnata da Mellano al viceministro Costa, in attesa di un nuovo incontro per approfondire la problematica, fissato per sabato 25 ottobre, presso la Casa di reclusione di Alba, alla presenza del Provveditore regionale alle carceri del Piemonte e Valle d’Aosta, Enrico Sbriglia.
Il servizio è attualmente attivo in dieci strutture carcerarie italiane, di cui due piemontesi: l’Istituto penitenziario Lorusso Cotugno di Torino (visitato da Mellano il 1° ottobre, insieme al Garante comunale Maria Pia Brunato, e lo scorso 18 ottobre insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino) e quello di Ivrea (visitato il 20 ottobre con il Garante comunale Armando Michelizza).
“L’auspicio – prosegue il Garante - è che si individui una prospettiva che permetta alle singole cooperative sociali, che garantiscono la formazione professionale dei detenuti, di valorizzare l’esperienza maturata oltre la scadenza di fine anno. Diversamente questo termine, legato al finanziamento della Cassa delle ammende, rischia di diventare una ghigliottina che pone fine a una progettualità ampia e significativa, senza permettere la necessaria evoluzione di una presenza innovativa come questa.”