Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

I lavori nelle Commissioni

Foto del comunicato stampaIn III Comissione i programmi sulle attività produttive, l'energia, il lavoro e la formazione

I programmi della Giunta regionale su attività produttive ed energia con l’assessore Giuseppina De Santis, lavoro e formazione professionale con l’assessore Giovanna Pentenero, sono stati illustrati alla III Commissione nella seduta odierna.
I numerosi interventi, provenienti dai commissari di tutti i gruppi, hanno dato luogo ad un dibattito sintetizzato dal presidente Raffaele Gallo. “Sono emersi – secondo Gallo - tre assi d’intervento su cui la Regione dovrà muoversi per il rilancio del sistema produttivo: il primo, per facilitare e sostenere l’accesso al credito attraverso il sistema delle garanzie e strumenti finanziari innovativi; il secondo, per sistemare e migliorare la qualificazione produttiva delle nostre imprese; il terzo, per la semplificazione burocratica. Correlato al rilancio dello sviluppo delle imprese importante è anche la programmazione delle politiche energetiche. Nell’ambito di lavoro e formazione professionale è poi emersa la grande rilevanza del sostegno all’imprenditoria e dello sviluppo delle politiche attive del lavoro”.
L’assessore De Santis ha lamentato il drastico ridimensionamento delle risorse finanziarie per l’incentivazione delle piccole e medie imprese commerciali in questo momento di grave crisi. L’intenzione è di continuare la tutela di prodotti e filiere con marchi appositi e qualificazione produttiva, oltre che con le garanzie del credito e la semplificazione amministrativa. Di certo non è perseguibile legalmente nessun protezionismo. Su ricerca e università è stata sottolineata l’importanza di portare a 370 milioni di euro gli investimenti su ricerca e innovazione del Por Fesr sul totale di un miliardo (in sette anni).
L’assessore Pentenero nella sua illustrazione ha evidenziato, tra le altre, l’importanza dell’apprendistato nelle politiche per l’occupazione. Il Piemonte, che è la Regione che ha formato di più nell’ambito dell'apprendistato professionalizzante, continuerà a promuoverlo e a lavorare per forme innovative di apprendistato per le attività di ricerca e per gli Istituti tecnici superiori. Interessante tra le politiche della formazione le attività per ridurre la dispersione scolastica: siamo al 15,8%, nel 2010 eravamo al 17,6%, ormai puntiamo decisi ad abbassare tale dato al 10%, come richiesto dagli accordi europei.


Illustrate le linee guida dell'assestamento al bilancio

La crisi ha certamente intaccato anche il bilancio della Regione Piemonte, ma in un solo anno la massa dei debiti sarebbe cresciuta di un secco 50%.
Un solo esercizio, quello dell’anno scorso, avrebbe fatto schizzare il debito ben oltre i 9 miliardi. Debito che fino al 2012, si era fermato a 6,2 miliardi. Tre miliardi in più in 12 mesi. A fine del 2013 il debito sarebbe arrivato a coprire il 98% delle entrate operative dell’ente regionale.
È quanto è emerso oggi nel corso della seduta della I Commissione - presieduta da Vittorio Barazzotto (Pd) - nella quale l’assessore al Bilancio Aldo Reschigna ha svolto un approfondimento di natura finanziaria.
Per Reschigna la situazione è difficile e l’obiettivo è quello di un bilancio pulito, senza approssimazioni e senza dover aumentare le tasse.
Impegno inderogabile, come ha ribadito. Per questo, oltre a fotografare i problemi, si sta lavorando a una serie di soluzioni.
La Regione ha molti uffici decentrati su scala provinciale: si punta ad accorparli in tre aree vaste, più Torino, per abbattere i costi. Il tutto accompagnato da una riorganizzazione del personale, compensando gli eccessi o le carenze di organico sul territorio.
Si vuole attribuire un ruolo inedito anche a Finpiemonte: unico soggetto pagatore dei fornitori delle Asl, eccetto il personale. Una nuova veste che, sempre secondo Reschigna, presenterebbe due vantaggi: la creazione di una cassa unica e di una grande zona di liquidità a garanzia non solo di pagamenti più celeri ma anche di un controllo in tempo reale sui conti della sanità.
La Giunta ha condiviso le scelte prioritarie dell’assestamento al bilancio di previsione 2014: verranno aumentati di 4 milioni il fondo per le politiche sociali, in modo da portarlo agli stessi livelli dello scorso anno; di 6 milioni le risorse per le borse di studio universitarie, segnale concreto di quell’inversione di tendenza annunciata dal presidente Sergio Chiamparino; di 4,2 milioni il trasporto degli alunni disabili a scuola, un servizio di civiltà che con il nuovo anno scolastico non si sarebbe più potuto garantire; di 6 milioni il trasporto pubblico su gomma, in modo da consentire alle province in difficoltà con il piano di rientro di tornare alla normalità dal gennaio 2015.
L’assessore Reschigna già fornito alcune risposte come quella riferita ai pagamenti che, entro la fine del 2014, in sanità saranno effettuati entro 90 giorni. Altri fondi (240 milioni di euro) sono destinati per il piano di rientro sul trasporto pubblico locale, anche in questo caso entro 2014. Il resto verrà spalmato 2015-2016. 120 milioni sono stati anche destinati per province e comuni.
L’assessore alla Sanità Antoniono Saitta, anche lui presente in Commissione, ha ribadito che la Giunta ha in serbo un piano di rientro che non pesi solamente sul personale, ma che si impegni maggiormente sugli appalti. Saitta ha detto chiaramente di non voler più proroghe, ma che è intenzione partire con le gare d’appalto. La Giunta regionale individuerà all’interno di ciascuna area integrata di coordinamento (Aic) l’azienda sanitaria a cui affidare la gestione degli appalti. I direttori locali dovranno decidere insieme le modalità della gara e l’assegnazione degli appalti. Per garantire che questa operazione sia coperta economicamente, l’azione di coordinamento dei direttori sarà supervisionata da un membro della direzione regionale.

Un patto della Regione con il territorio per contrastare la povertà e aiutare i più deboli

Un patto per il sociale della Regione Piemonte da costruire insieme agli amministratori locali, ai responsabili degli enti gestori e alla pluralità di attori del terzo settore, con l’obiettivo di individuare i livelli essenziali delle prestazioni fondamentali per la tenuta della coesione sociale: è la prima delle tre ipotesi di lavoro che l’assessore alle Politiche Sociali Augusto Ferrari ha illustrato questa mattina in Commissione Sanità.
L’assessore ha poi sostenuto “la necessità di dotarsi di una strategia organica e integrata di contrasto alla povertà, all’impoverimento e alla vulnerabilità in un momento storico in cui forte è il rischio che molte famiglie siano escluse dal sistema di protezione sociale”. Sulle politiche per la famiglia, Ferrari ha proposto interventi di sostegno alle responsabilità genitoriali per prevenire il disagio dei minori e progetti che favoriscano il mutuo aiuto tra le famiglie.
Il dibattito, che ha visto gli interventi di molti consiglieri di maggioranza e opposizione, ha sottoposto all’esecutivo spunti di riflessione e questioni specifiche, dalla necessità di armonizzare costi e prestazioni all’interno della Regione, dove il sociale è gestito con diverse forme organizzative, al cronico problema delle liste di attesa per il ricovero in casa di cura degli anziani non autosufficienti e dei malati di Alzheimer, al delicato tema dell’inserimento dei minori in comunità, alla pericolosa diffusione delle sale da gioco, figlie della crisi economica e della progressiva desertificazione delle città, alle politiche di sostegno al reddito per chi perde il lavoro. Molti consiglieri, infine, hanno sottolineato il tema delle risorse sempre più carenti, invitando la giunta a fornire certezze rispetto agli stanziamenti e ai tempi di pagamento.

mbocchio
emaccanti
abruno