Consiglio Regionale del Piemonte

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Ires Piemonte e Banca d'Italia


Foto del comunicato stampa
Le imprese piemontesi sono “cautamente ottimiste” e confermano i segnali positivi emersi a marzo, anche se è prematuro parlare di una vera ripresa. Migliorano produzione, ordini e occupazione, torna a crescere “in misura apprezzabile” anche il tasso di utilizzo degli impianti. L’export continua a offrire prospettive di crescita e diminuisce il ricorso alla cassa integrazione. Sono le indicazioni emerse dall’indagine di Ires Piemonte, presentata il 20 giugno 2014 a Torino nel contesto dell’evento denominato “Piemonte Economico sociale 2013”, con la presenza del presidente Enzo Risso e del responsabile dell’area di ricerca ambiente e territorio Maurizio Maggi.

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I fatti in breve

  • Tra i dati rasserenanti l’aumento (+3,8%) dell’export, con i distretti (in particolare i vini di Langhe-Monferrato-Roero) che resistono meglio che in altre parti d’Italia. Bene anche il turismo, con il tasso di occupazione degli alberghi a Pasqua che ha fatto segnare +2,4% rispetto allo stesso periodo del 2013. La produzione industriale cresce dello 0,7% ad aprile dopo il dato negativo di marzo, così come pure danno segni di vita le immatricolazioni delle auto e l’edilizia. I consumi del primo trimestre 2014 sono in lieve ripresa: +0,1%, anche se il dato annuo è ancora negativo, -0,6%.
  • La disoccupazione invece aumenta: 13,6% nel primo trimestre; in Piemonte passa a livello annuale dal 9,2 al 10,6%.
  • In sintesi: i segnali positivi sono meno sporadici ma ancora deboli. Inoltre rimane il segnale negativo rappresentato proprio dalla crescita della disoccupazione.
  • Parallelamente all’Ires, è stato reso noto l’ultimo rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia del Piemonte, che ha messo in evidenza come il Pil sia diminuito dell’1,8%: era calato del 2,6% nell’anno precedente. Le attese per i prossimi mesi indicano però un miglioramento della congiuntura, con anche l’attività di investimento che potrebbe irrobustirsi.
  • Nell’analisi dell’economia del Piemonte, emerge tra l’altro come gli stabilimenti produttivi e le imprese nella nostra regione rimangano più grandi della media nazionale, grazie soprattutto al manifatturiero, settore dove si registra un incremento della quota dei comparti a medio-alta tecnologia. Colpisce anche la buona qualità del sistema universitario regionale, confermata dai dati sull’attrattività di studenti provenienti da altre regioni.

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