Consiglio Regionale del Piemonte

Vai ai contenuti

Auditi rappresentanti di Confindustria

Foto del comunicato stampa Non bisogna più perdere tempo: se si vuole salvare il Csi bisogna far fronte ai pagamenti e rivederne l’assetto. Questo, in sintesi, l’esito dell’audizione che la I Commissione ha svolto venerdì 25 gennaio con i rappresentanti di Cofindustria Piemonte, alla presenza dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, sul ritardo dei pagamenti di Csi Piemonte nei confronti dei fornitori.

“La situazione è grave, perché a fronte di 77,295 milioni di euro di crediti scaduti e non pagati dagli enti, il Csi ha accumulato un debito nei confronti dei fornitori pari a 58,5 milioni di euro con un ritardo di pagamento di oltre 300 giorni oltre la scadenza contrattuale”, hanno denunciato il presidente e il vicepresidente del gruppo Ict dell’Unione industriale di Torino Rinaldo Oleppo e Renato Bellavita, che con il segretario di Confindustria Piemonte Paolo Balistreri sono intervenuti all’incontro.

L’assessore ha ricordato le misure messe in atto dalla Giunta regionale: il Fondo di smobilizzo crediti e l’ampliamento del Fondo di garanzia per le grandi imprese per agevolare l’ottenimento di garanzie gratuite da FinPiemonte per smobilizzare i crediti vantati dalle imprese nei confronti di Csi Piemonte. E ha inoltre sottolineato che Csi Piemonte ha chiesto alla Regione di certificare il proprio debito per cedere il proprio credito a Sace e avere la liquidità necessaria per rispettare correttamente i pagamenti dei fornitori.

Oleppo ha dichiarato che “l’opzione Sace è senza dubbio interessante” e che “Csi vanta eccellenze importanti e da salvaguardare”, ma che senza uno sfoltimento del personale e maggior tempestività nei pagamenti sarà assai difficile, in ambito locale e multinazionale, trovare partner disposti a investire.

Un consigliere del Pd ha evidenziato che la legge regionale finanziaria 2012 prevedeva, all’articolo 36, che “la Regione, in collaborazione con FinPiemonte e Consip, avviasse entro il 31 maggio 2012 un sistema di accertamento dei crediti che le imprese vantavano nei confronti della Regione, degli enti a partecipazione regionale e degli organismi che gravavano, in tutto o in parte, sul bilancio regionale e che il riconoscimento del credito, o l'eventuale contestazione, doveva avvenire entro e non oltre sessanta giorni dal ricevimento della copia della fattura. Il riconoscimento del credito avrebbe dato diritto alle imprese di cedere lo stesso agli istituti bancari e agli intermediari”.

Gli auditi si sono impegnati a verificare presso le aziende se siano state seguite o meno tali procedure.

ctagliani