Consiglio Regionale del Piemonte

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Lectio magistralis di Piero Ostellino

Foto del comunicato stampa “Un maestro come Piero Ostellino non va presentato, si presenta da solo” in questo modo il direttore generale del Centro Pannunzio, Pier Franco Quaglieni, ha introdotto la lectio magistralis del giornalista e politologo premiato nel 2010 con il Premio Pannunzio e svoltasi il 24 ottobre nell’Aula di Palazzo Lascaris.
Dopo aver letto il messaggio di saluto del presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo, assente per motivi istituzionali, Quaglieni ha dato la parola a Ostellino che ha parlato della “superiorità del liberalismo nella sua metodologia empirica della conoscenza” per arrivare a delinearne le prospettive future.
“Il primato si spiega pensando che il liberale non pretende di avere la verità in tasca ma persegue sempre una verità in prospettiva e che non si raggiunge mai. Una verità con la v minuscola – ha spiegato Ostellino – e non quella con la V maiuscola di quelle ideologie e autoritarismi i cui esponenti si ritengono possessori della Verità e ritengono anche di doverla imporre”.
In merito all’attualità il giornalista torinese (ma nato a Venezia) ha affermato che “tenerci il governo Monti, anche oltre questa fase di emergenza, è preoccupante. Non certo perché vi siano pericoli di autoritarismo, ma perché il fatto che molti italiani lo pensino è segno che il nostro Paese non ha ancora assorbito la cultura liberale ma, piuttosto, l’illuminismo razionalistico francese che tende a stabilire la Verità”.
“La legge contro la corruzione – ha continuato Ostellino - e certo cosa buona, però tra gli articoli vi è scritto che ai funzionari pubblici verranno impartite lezioni di etica. Questo mi preoccupa perché penso che bastino il settimo comandamento e i Carabinieri per chi ruba. La politica non deve invadere la sfera dell’etica, ma deve perseguire i reati. Ed è in quest’ambito che a volte lo Stato purtroppo non c’è come in quella metà del suo territorio governato dalla criminalità organizzata”.
Secondo Ostellino, “i paesi che hanno garantito il più alto grado di benessere nella storia sono quelli del costituzionalismo liberale che è il frutto del liberalismo associato alla democrazia. Nel nostro Paese c’è la libertà perché c’è la libertà di scegliere a cominciare – metaforicamente - dai tantissimi detersevi che riempiono gli scaffali dei supermarket”.
In conclusione l’ex direttore del Corriere della Sera ha affermato di avere grande speranza che in Italia “saranno i giovani a far progredire la cultura liberale”.
Quaglieni - che ha parlato anche a nome del presidente del Centro, Camillo Olivetti, seduto al suo fianco – ha ricordato il socio Silvio Pieri, grande magistrato scomparso in questi giorni e ha speso parole contro l’incremento dell’orario di insegnamento dei professori delle scuole medie, anche con una citazione del 1913 di Luigi Einaudi, a favore della scuola di qualità e non di quantità.
L’iniziativa è stata pensata nell’ambito delle celebrazioni per i 45 anni della “associazione di libero pensiero” fondata nel 1968 da Arrigo Olivetti e Mario Soldati.
L'incontro si è svolto sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Oltre a autorità civili e militari, all’incontro ha presenziato il consigliere regionale, Roberto Tentoni.
La lezione è stata trasmessa in diretta streaming su questo sito istituzionale dell’Assemblea legislativa.

Piero Ostellino è politologo di fama internazionale ed editorialista del “Corriere della Sera”, di cui è stato direttore, dopo Alberto Cavallari, oltre che corrispondente da Mosca e da Pechino. Autore di libri di successo, fa parte del Comitato scientifico del Centro Pannunzio.

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