Consiglio Regionale del Piemonte

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Crisi occupazionale Fiat

Foto del comunicato stampa Nella seduta dell’Assemblea regionale del 2 ottobre si è concluso il dibattito sulla comunicazione tenuta la scorsa settimana dal presidente della Giunta regionale Roberto Cota e dall’assessore al Lavoro Claudia Porchietto in merito alla realtà produttiva della nostra regione e alla crisi occupazionale con particolare riguardo alla Fiat e alle aziende minori, e sono stati votati sei ordini del giorno sull’argomento.
Cinque documenti sono stati approvati:
- il primo, primo firmatario Wilmer Ronzani (Pd), impegna la Giunta “a intervenire nei confronti del Governo e ad adoperarsi in accordo con la Provincia e il Comune di Torino affinché la Fiat Crysler confermi gli investimenti in Piemonte e nel nostro paese, essenziali per garantire un rilancio dell’industria automobilistica nella nostra regione e in Italia”;
- il secondo, prima firmataria Eleonora Artesio (Fds), impegna la Giunta regionale “ad attivarsi urgentemente in ordine alla grave crisi di rischio occupazionale, con tutte le misure, anche urgenti e straordinarie, per permettere all’indotto auto di superare i due anni a venire, che vedranno solo la produzione di due modelli Fiat a partire da fine 2013 prevedendo l’attivazione di uno specifico tavolo di crisi regionale per l’indotto auto che coinvolga organizzazioni sindacali e datoriali, finalizzato a evitare il ricorso ai licenziamenti nell’attuale fase di attesa degli avvii produttivi a Mirafiori; presso il Governo al fine di istituire un tavolo nazionale con Fiat finalizzato ad avere certezze produttive e relative tempistiche, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, a cominciare dalla Regione; al fine di sostenere e agevolare l’acquisizione di nuove commesse, anche su mercati esteri, per quelle aziende che solo parzialmente lavorano per Fiat”;
- il terzo, primo firmatario Andrea Buquicchio (Idv) impegna la Giunta e l’Assessorato regionale competente “in questo preoccupante scenario per l’industria automobilistica nazionale e in particolare per quella piemontese, al fine di evitare ulteriori possibili speculazioni come nel più recente passato della De Tomaso, a rendere pubbliche e trasparenti tutte le eventuali manifestazioni d’interesse per lo stabilimento grugliaschese; a riferire periodicamente gli sviluppi del tavolo di concertazione aperto presso il Ministero dello Sviluppo economico; a salvaguardare il reddito dei lavoratori della fabbrica ex de Tomaso tutelando le professionalità degli oltre mille lavoratori dell’azienda; a impegnare l’eventuale acquirente affinché dia corso a un piano industriale che preveda investimenti per un arco temporale almeno decennale”;
- il quarto documento, primo firmatario Mario Carossa (Lega Nord) impegna il presidente della Giunta e la Giunta “ad attivarsi per elaborare una proposta di rimodulazione della pressione fiscale sulle aziende del nostro territorio che possa incidere sugli effetti negativi dell’elevatissima pressione fiscale nazionale e consentire una possibilità maggiore di ripresa al momento dell’uscita dall’attuale crisi del mercato, favorendo una competitività più elevata e promuovendo occupazione ed esportazione”;
- il quinto, primo firmatario Davide Bono (M5S) impegna il presidente della Giunta regionale “a stimolare, di concerto con il Governo nazionale e le principali aziende di distribuzione elettrica presenti sul territorio, la mappatura e l’attecchimento della infrastruttura per la mobilità elettrica (colonnine di ricarica, stazioni di cambio batterie) nella Regione Piemonte, precondizione fondamentale per la crescita della commercializzazione e quindi della produzione di veicoli elettrici; a proporre agli interlocutori Fiat e Politecnico di studiare la possibilità di un progetto pilota di produzione di micro-cogeneratori a uso condominiale per la produzione di energia elettrica e termica sul modello dell’ecoblue di Volkswagen, sostenendo a livello centrale l’adozione di norme che rendano possibile e burocraticamente semplice l’utilizzo di detti micro-cogeneratori per la produzione e la messa in rete dell’energia elettrica; a valutare un percorso prioritario per i finanziamenti del Piano lavoro per l’insediamento e lo sviluppo di Piccole e medie imprese che facciano ricerca e innovazione su riduzione dei consumi energetici e/o produzione e installazione di impianti a energie rinnovabili diffusi e distribuiti, nonché per favorire il credito a piccole e medie imprese costituitesi in Energy Service Company (Esco) che rendano possibile diluire nel tempo sulle singole bollette termiche gli interventi di ristrutturazione energetica dei cittadini sul patrimonio edilizio piemontese, pur in un momento di difficoltà economica diffusa”.
Respinto il documento della prima firmataria Eleonora Artesio (Fds), che impegna la Giunta regionale - in merito all’accordo separato tra Fiat e organizzazioni sindacali del 23 dicembre 2010 - “a riaprire il tavolo delle trattative al fine di ottenere la migliore conclusione possibile, includendo tutti i soggetti delle rappresentanze, nella logica di una composizione a favore del prevalente interesse pubblico e del ripristino delle condizioni di democrazia, rappresentanza e di rispetto dei diritti dei lavoratori anziché limitarsi, come fin ora avvenuto, alla presa d’atto delle proposte Fiat”.
Prima dell’illustrazione e della votazione dei documenti, sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Antonello Angeleri (Lega Nord), Mauro Laus (Pd), Davide Bono (M5S) e Ronzani (Pd).

ctagliani