Consiglio Regionale del Piemonte

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Indagine sul gioco d'azzardo

Foto del comunicato stampaA nome del Consiglio regionale del Piemonte mi impegno a sollecitare tutti i parlamentari piemontesi affinché venga approvata al più presto la proposta di legge al Parlamento per rendere illeciti l’installazione e uso delle slot machine nei locali pubblici che l’Assemblea ha approvato pressoché unanime lo scorso dicembre”.
Lo ha annunciato il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo martedì 28 giugno a Palazzo Lascaris, aprendo la conferenza stampa in cui l’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura e l’Associazione Libera hanno presentato i dati sul gioco d’azzardo in Piemonte.
All’incontro, moderato dal consigliere segretario Tullio Ponso, delegato all’Osservatorio, sono intervenuti il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il colonnello dei Carabinieri Vincenzo Giallongo e l’esperto dell’Osservatorio Antonio Rossi.
Il gioco d’azzardo colpisce una fascia amplissima di popolazione che va dai 15 agli 80 anni - ha sottolineato don Ciotti -. Si tratta di un problema che ha risvolti patologici, perché crea dipendenza; culturali, perché è una vera e propria tassa sui poveri che si illudono di poter cambiare con una vincita la propria vita; criminale, perché accanto al gioco cosiddetto ‘legale’ vi è quello illegale, gestito dalle mafie”.
Di seguito i dati principali presentati da Libera.

Dati nazionali

Nel 2008 ben 28 milioni di persone in Italia si sono rivolte al gioco d’azzardo e per 7 milioni è diventato un appuntamento settimanale. Lo Stato ha incassato 54,4 miliardi di euro nel 2009 che costituiscono il 3,7% del Pil.
Il 19,8% delle persone che hanno giocato almeno una volta è a rischio dipendenza (il gioco d’azzardo è riconosciuto come una potenziale droga) e circa 120.000 di esse mostrano un profilo da giocatore patologico. Le macchinette e i gratta e vinci, per il basso costo e la facile accessibilità (i gratta e vinci si trovano anche nei supermercati), hanno un impatto più imponente sulle persone più fragili. I ceti più colpiti sono quelli meno abbienti.
Il gioco d’azzardo si presta con grande facilità, peraltro, al riciclo del denaro sporco.

Dati sul Piemonte
Per quanto riguarda il Piemonte, i dati si riferiscono al triennio 2008-2010.
Le spesa per i giochi legali è complessivamente diminuita a fronte di un considerevole aumento delle newslot, le cosiddette “macchinette” dei bar. Tra il 2008 e il 2009 si è registrato un aumento del 31,75%, a cui è seguita, nel 2010, una riduzione del 3,19%. Secondo fonti Agicos – Agenzia Giornalistica Concorsi e Scommesse, la Provincia di Torino è la terza in Italia (quarta per popolazione) in cui vengono spesi più soldi per le newslot (1.266.998.326 € all’anno); prima è Milano, seconda Roma. Il confronto tra i redditi pro capite e i soldi spesi per il gioco in Piemonte, con dati incrociati tra Unioncamere e Agicos, evidenzia che le province a più alto reddito medio (Biella, Cuneo e Vercelli) sono anche le province dove si gioca di meno. In cima alla classifica del gioco d’azzardo legale si trova Verbania, penultima nella graduatoria dei redditi pro capite, dove il fanalino di coda è invece Novara, terza provincia piemontese per quantitativo di soldi spesi nel gioco. Con Alessandria, seconda in questa triste graduatoria, si può notare come le province al confine con la Lombardia siano le più colpite dal fenomeno. Asti risente meno del debito pro capite non troppo alto, per il guadagno medio della popolazione è terzultima, mentre è quintultima per la spesa nel gioco d'azzardo, appena prima di Vercelli.

Le bische clandestine, che “pescano” le proprie vittime tra i giocatori d’azzardo legali, sono totalmente in mano alla criminalità organizzata. Grazie alle operazioni “Gioco duro” (2006) e “Minotauro” (2011), è stata provata la grande portata del dominio della ‘ndrangheta sulle operazione illegali in Piemonte. La situazione si aggrava se si considera che il gioco d’azzardo è la terza causa della larga diffusione del fenomeno dell’usura, anch’essa gestita in maggioranza dalla malavita.