Consiglio Regionale del Piemonte

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Due sedute straordinarie

Foto del comunicato stampa

Sistema dell'istruzione
La mozione sulla situazione della scuola in Piemonte, presentata dal gruppo PD, prima firmataria la consigliera Gianna Pentenero (già assessore all’istruzione della Giunta Bresso), è stata respinta (con 18 sì e 30 astensioni) il 21 giugno al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale chiesta dallo stesso gruppo sul tema dell’istruzione.
Nonostante il risultato finale, tutte le parti politiche si sono trovate d’accordo sulla fotografia del sistema scolastico piemontese presentato dall’opposizione e sulla necessità di approfondire il tema in Commissione il più presto possibile.

In apertura di seduta la consigliera Pentenero ha affermato: “I problemi della nostra scuola sono molti, a partire dai tagli agli organici del personale docente (1316 docenti in meno) e di quello amministrativo tecnico ausiliario (901 unità di personale ATA). Molte sono le competenze delle Stato in questo campo, ma ci sono anche quelle regionali. Il piano triennale regionale è scaduto e la Giunta non ha ancora presentato il nuovo piano con la definizione degli obiettivi. Le risorse iscritte nel capitolo di bilancio sono state garantite solo per il 25% e nell’assestamento di bilancio si prevede un taglio complessivo del 30% su quanto inizialmente previsto. Questo significherà l’impossibilità di finanziare tutte le domande di assegni di studio, di garantire l’arricchimento dell’offerta formativa e il sostegno delle fasce più deboli e delle scuole materne paritarie che rappresentano il 60% delle nostre scuole”.
“Finalmente ieri il ministro Gelmini si è resa conto di persona, visitando a Torino una scuola professionale, delle reali difficoltà
– ha proseguito Penteneroadesso però bisogna vedere con che tempi deciderà di fare qualcosa. La nostra regione è in una situazione di maggiore sofferenza rispetto alle altre, l’assessore non può permettersi ancora un nuovo taglio del 30%, ci vuole uno scatto d’orgoglio, non basta la buona volontà degli insegnanti e dei dirigenti scolastici. Per non chiudere le scuole si è sacrificato il tempo scuola e i rientri pomeridiani e l’assistenza alla mensa, inoltre, se le nostre scuole non potranno più rinnovare l’appalto con le cooperative sociali per garantire la pulizia e la sorveglianza, questo non comporterà un risparmio: 700 persone rimarranno senza lavoro e di queste persone, che appartengono alle fasce deboli, dovranno farsi carico i servizi sociali. Chiediamo risposte certe da parte dello Stato e della Giunta regionale”.

Gli altri consiglieri di opposizione intervenuti nel dibattito hanno apprezzato la mozione presentata dal PD: Eleonora Artesio (FdS) e Andrea Buquicchio (IdV) hanno messo l’accento sulla “diminuzione delle risorse che porterà ad un ulteriore taglio del personale, con chiari disagi a carico degli studenti ed in particolare degli alunni disabili che avranno meno insegnanti di sostegno ed alle famiglie che non avranno i contributi per il diritto allo studio”.
Per la maggioranza Giampiero Leo e Luca Pedrale (PdL) e il consigliere Michele Marinello (Lega), presidente della Commissione Istruzione, hanno detto: “La mozione del PD è puntuale e ben fatta, presenta con chiarezza la situazione della scuola in Piemonte. Sarebbe il caso però di approfondirla in Commissione istruzione nella prossima seduta, visti anche gli impegni presi ieri in favore del Piemonte dal Ministro Gelmini con l’assessore Cirio. La Regione si sta attrezzando per far fronte ai tagli dei finanziamenti statali già previsti”.

Nella sua replica al termine del dibattito in Aula, l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio, ha sostenuto che: “l’atteggiamento di fondo della mozione del PD è condivisibile e sarebbe molto utile per condurre le trattative con il ministro Gelmini, auspico quindi che abbia un rapido passaggio in Commissione. Tengo però a precisare che i docenti in meno sono 1179 perchè siamo riusciti ad ottenere un incremento di 150 unità. Il personale ATA che non avrà più l’incarico sarà di 900 perone, non mille. Sono comunque numeri alti. Ma il sistema scuola in Piemonte funziona per merito degli insegnanti e del personale che lavora nelle scuole. Non bisogna dare un segnale troppo negativo. É una della regioni migliori in questo campo, con punte di eccellenza e alcune criticità negli istituti professionali. C’è la nostra massima disponibilità per risolvere i problemi e per trovare un’intesa con il Ministero, abbiamo creato uno staff apposito. Abbiamo incrementato le risorse rispetto al 2009 e al 2010, ma gli impegni bisogna mantenerli nel corso dell’anno. Non andremo a toccare questi stanziamenti, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione. Abbiamo 12 milioni di euro sul capitolo di bilancio, abbiamo concluso un accordo con l’INPS che parteciperà agli oneri contributivi, quindi potremo assumere 600 unità. La nostra priorità sono gli insegnanti di sostegno, la salvaguardia del tempo scuola e il personale ATA. Abbiamo già deliberato un milione e mezzo di euro per le scuole di montagna. Forniremo alle scuole entro l’inizio di settembre, l’indicazione delle risorse disponibili per fare le chiamate degli insegnanti appena ci saranno le graduatorie”.

Rilancio economico
Le opportunità per la ripresa economica del Piemonte sono state al centro del dibattito che ha impegnato l’Aula nella seconda seduta straordinaria del 21 giugno, richiesta dal gruppo del PD.
Due i documenti approvati a larga maggioranza e con parere favorevole della Giunta. Il primo, una mozione presentata dal gruppo consiliare del PD (approvata con 38 sì, 7 astenuti e due non votanti), impegna la Giunta a presentare istanza formale al Ministero dello Sviluppo per l’accertamento di situazioni di crisi industriale complessa sul territorio piemontese, a presentare in tempi brevi alla Commissione consiliare competente la proposta di individuazione di aree o distretti in crisi industriale complessa e a individuare strategie per sfruttare al meglio risorse statali e comunitarie per il rilancio economico. Il secondo documento, un ordine del giorno approvato con 38 sì 6 astenuti e 2 non votanti (primo firmatario il capogruppo IdV Andrea Buquicchio), impegna il presidente della Regione a sostenere in sede di concertazione Stato-Regione e nell’ambito degli accordi di programma l’introduzione della revisione biennale dell’elenco dei Comuni appartenenti alle aree di crisi.

Gli interventi in Aula

“Il Piemonte ha bisogno di una politica industriale che attui misure di bonifica economica per tornare a crescere –
ha affermato il consigliere Wilmer Ronzani (PD). Nel Piano regionale della produttività esistono misure condivisibili ma le criticità riguardano la misura, insufficiente, delle risorse previste. Ora chiediamo alla Giunta di attivarsi predisponendo tutti gli atti necessari per accedere ai benefici stabiliti dall’art.2 della legge 99 del 2009, per dare una risposta specifica alle aree in crisi, colmando il ritardo di questi mesi”.
Il consigliere Mauro Laus, denunciando la mancanza di risorse statali per le aree in crisi industriale, ha ribadito l’urgenza di una azione politica forte della Regione presso il Governo e di una integrazione di risorse regionali.
“Le previsioni della legge 99 non risolveranno l’intera problematica della ripresa economica ma la nostra mozione intende sollecitare l’utilizzo di tutte le opportunità offerte dalla normativa”, h
anno dichiarato il capogruppo e il consigliere del PD Aldo Reschigna e Mino Taricco, riconoscendo la “necessità che si recuperino quante risorse possibili per avviare progetti di rilancio in una regione, il Piemonte, che ha subito la più elevata deindustrializzazione nel Nord Italia”.
“Procedere a una revisione biennale anziché triennale degli elenchi dei Comuni inseriti nelle aree in crisi consentirebbe un più efficace monitoraggio della situazione”, h
a affermato il presidente IdV Andrea Buquicchio, che ha messo in luce soprattutto le forti criticità del distretto industriale di Carmagnola-Bra.
“Cogliere le opportunità di rilancio significa sfruttare al massimo i finanziamenti statali, quelli europei, creare sinergie con il tessuto produttivo piemontese e non solo affidarsi al bilancio regionale”, h
a precisato il consigliere Michele Marinello (Lega Nord). “Il decreto di attuazione dell’art 2 della legge 99 del 2009 può rappresentare un’opportunità ma non è certo la panacea di tutti i mali. La crisi coinvolge una macroarea europea, ma proprio l’Unione europea vietando gli aiuti di Stato impedisce ai singoli Paesi di intervenire in modo più efficace nei confronti delle aziende in crisi. Il Piemonte però si è distinto per la tempestività e l’incisività dei suoi interventi, come il piano per l’occupazione da 390milioni di euro e il piano per la competitività”.

La replica dell’assessore Giordano


“A differenza di quanto afferma l’opposizione ci siamo occupati attivamente della politica economica del Piemonte con la previsione di uno stanziamento di un miliardo di euro in tre anni circa”, h
a replicato l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Giordano. “Nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo dato priorità alle imprese e al mondo del lavoro con piani concreti, immediatamente applicabili. Gli interventi sono sostenuti da una filosofia di fondo che vuole difendere la tradizione industriale della regione rafforzandone la competitività. Il problema sollevato oggi sulle aree in crisi industriale e sulle situazioni di crisi industriale complessa rappresenta un argomento specifico, su cui peraltro stiamo lavorando col Ministero, ma che fa parte di un più ampio mosaico da noi costruito con buoni risultati”.







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