Consiglio Regionale del Piemonte

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Norme sui grandi cantieri

Foto del comunicato stampa Nella seduta del 20 aprile il Consiglio regionale ha approvato – con 43 voti favorevoli e 5 contrari (Movimento 5 Stelle, FdS, IdV) – la legge "Promozione di interventi a favore di territori interessati dalla realizzazione di grandi infrastrutture". La discussione ha impegnato 8 giornate di Aula a partire dal 15 marzo.
Il provvedimento, composto da 13 articoli, interviene a favore dei territori interessati dalla realizzazione di grandi infrastrutture per limitarne gli impatti negativi e renderla vantaggiosa per le collettività, producendo delle ricadute positive e garantendo la sostenibilità delle trasformazioni.
La Regione potrà intervenire in diversi ambiti tematici: salute; prevenzione; sicurezza sul lavoro e tutela ambientale; formazione e occupazione; sviluppo di opportunità per le imprese locali; offerta abitativa e ricettiva; valorizzazione dei materiali di risulta; fiscalità agevolata; promozione dei progetti di territorio e di valorizzazione paesaggistica; promozione dei progetti a valenza educativa, ambientale, culturale e sociale; pianificazione e gestione urbanistica; attività espropriative e comunicazione. Le disposizioni previste si applicano agli interventi relativi alla galleria geognostica La Maddalena e al nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione.
Per perseguire gli obiettivi della legge verranno costituiti alcuni organi di gestione che potranno avvalersi degli osservatori e degli organismi di monitoraggio operanti presso le strutture regionali e provinciali, nonché di istituti universitari, fondazioni, enti e istituzioni scientifiche specializzate nello studio e nella ricerca nelle materie relative alla legge.
La normativa è dichiarata urgente ed entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte.

Durante il dibattito sono intervenuti numerosi gruppi consiliari.
Per Luca Pedrale (PdL) “la legge è molto positiva e rafforza la maggioranza, è un passaggio importante faticosamente raggiunto. Prima i territori che ospitavano le grandi infrastrutture vedevano solo gli aspetti negativi della realizzazione. Oggi potranno vedere anche le ricadute positive”.
Per Aldo Reschigna (PD) “il presupposto è che la realizzazione delle grandi opere non può avvenire sopra le teste delle comunità locali, ma è necessario il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio. Per questo siamo favorevoli allo spirito della legge. Il percorso di approvazione è stato travagliato perché la maggioranza ha dimostrato poca voglia di impegnarsi su questo ddl. Speravamo nell’accoglimento di alcune nostre proposte migliorative, così non è stato. Abbiamo dovuto evitare pericolosi precedenti per i diritti della minoranza e siamo stati fermi contro le astuzie regolamentari”.
“Oggi abbiamo dato una ulteriore dimostrazione della concretezza dell’attuale Giunta – ha evidenziato Mario Carossa (Lega Nord) -. Questa legge è uno strumento molto importante in Piemonte ed è l’unico caso in Italia, di cui andiamo orgogliosi. Vogliamo coinvolgere tutti i soggetti del territorio, allargare il consenso verso l’opera e realizzarla in modo responsabile. Oggi la Tav è più vicina”.
Andrea Buquicchio (IdV) ha sottolineato: “noi non siamo quelli del no alla Tav e neppure del ni ma non siamo neppure per il sì per forza. E’ un triste momento per la politica. Siamo perplessi e preoccupati per i costi e i tempi di realizzazione dell’opera”.
“I dati che abbiamo illustrato dimostrano l’assurdità tecnica della Torino-Lione – ha spiegato Davide Bono (Movimento 5 Stelle) -. Non siamo ideologici, ma in questa discussione ci siamo scontrati con chi ha fatto della Tav un dogma”.
Giovanni Negro (UDC) ha spiegato: “noi vogliamo essere coerenti e corretti, vogliamo l’utile e il bene per il Piemonte intero. Siamo favorevoli a questa legge ed alle grandi infrastrutture. Dobbiamo aprirci ai grandi canali di trasporto europei”.
Per Eleonora Artesio (FdS) “l’Aula regionale non ha prodotto nulla di innovativo. Anche chi è convinto della Tav si troverà deluso dai risultati di questo disegno di legge. La retorica di chi vuole l’opera utilizza lo slogan: ‘progresso e collegamento con l’Europa’. I danni per il territorio saranno ingenti e i costi enormi”.
“Condividiamo l’obiettivo del ddl per intervenire a favore dei territori interessati da grandi opere – ha spiegato Monica Cerutti (SEL) – ma la discussione è stata focalizzata sul pro o contro la Tav. Per questo non possiamo votare favorevolmente”.