Consiglio Regionale del Piemonte

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Montagne di vini lontani

Foto del comunicato stampa La sera del 14 febbraio, poco prima del Gran Ballo d’Inverno con la musica occitana dei Lou Dalfin, la piccola mostra “Montagne di vini lontani. Etichette per botti – Argentina 1900-1950”, è stata inaugurata al Museo nazionale della Montagna di Torino dal direttore del Museo Aldo Audisio e dal consigliere regionale Gianfranco Novero.
Il Museo nazionale della montagna “Duca degli Abruzzi” e il Consiglio regionale del Piemonte, con la collaborazione di Città di Torino e Club Alpino Italiano, hanno promosso l’esposizione di una curiosa collezione di etichette per le piccole botti di vini prodotti in Argentina (soprattutto a Mendoza) tra il 1900 e il 1950 da emigrati italiani. Quasi tutte hanno le montagne sullo sfondo, vette che al tempo stesso ricordano le Alpi piemontesi da cui arrivavano i primi viticoltori e le Ande argentine della nuova patria. Le etichette sono esposte in una vera e propria “cantina” del museo, uno spazio riadattato per l’occasione, ed alcune sono applicate sulle piccole botti (con un diametro massimo di 50 cm), proprio come nell’uso originale.
Valerio Cattaneo, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, commenta: “I nostri conterranei hanno portato in Argentina la laboriosità, la passione, la competenza e l’amore per l’agricoltura che avevano appreso in patria. Si deve ai piemontesi la diffusione, nell’emisfero australe, della viticoltura, che ha contribuito a portare in quelle zone non solo un’attività economica, ma anche un contesto sociale e di aggregazione delle nostre comunità”.
Nel catalogo che accompagna l’esposizione i curatori, Aldo Audisio e Marìa Josefina Cerutti, spiegano come l’abitudine di utilizzare le etichette per contraddistinguere le botti si diffuse all’inizio del ‘900 e durò fino agli ‘50. Oggi queste etichette sono valide fonti per raccontare la storia degli immigrati italiani che nelle nuove terre portarono la capacità di coltivare la vite. La grafica semplice e ripetitiva delle coloratissime stampe litografiche testimonia la realizzazione quasi “casalinga” delle immagini, senza il ricorso a noti illustratori. Come il vino, tutto era “fatto in casa”.
Le prime etichette, quelle realizzate dagli immigrati fondatori della vitivinicoltura industriale, hanno una maggiore ricchezza d’informazioni e raccontano un’America immaginata, desiderata e piena di lavoro. Con le Ande sempre sullo sfondo. A partire dagli anni Trenta del Novecento le etichette diventano più simili tra loro, con i disegni statici, meno creativi. Ma sempre le montagne sono presenti all’orizzonte.
Nelle sale del Museo della Montagna (sul piazzale del Monte dei Cappuccini a Torino), la mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 20 novembre 2011, dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 19.
Info: tel. 011.6604104 www.museomontagna.org