Consiglio Regionale del Piemonte

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Mostra "Montagne di vini lontani"

Foto del comunicato stampa Dal 14 febbraio al 20 novembre 2011 il Museo nazionale della montagna “Duca degli Abruzzi” e il Consiglio regionale del Piemonte, con la collaborazione di Città di Torino e Club alpino italiano, presentano la mostra “Montagne di vini lontani. Etichette per botti – Argentina 1900-1950”, una collezione particolare di etichette delle botti per i vini prodotti in Argentina tra il 1900 e il 1950, con la montagna nel soggetto.
Nelle sale del Monte dei Cappuccini (piazzale Monte dei Cappuccini 7, Torino. Dal martedì alla domenica, ore 9.00 –19.00. Informazioni tel. 011 6604104, www.museomontagna.org) sarà esposta una selezione scelta tra le molte rarità conservate nel centro documentazione del Museo stesso, che racconta la storia dei nostri connazionali stabilitisi in Argentina tra il 1880 e il 1890, fondando negli anni successivi le loro aziende agricole.
Come scrive Valerio Cattaneo, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, nell’introduzione del catalogo della mostra, “I nostri conterranei hanno portato la laboriosità, la passione, la competenza e l’amore per l’agricoltura che avevano appreso in patria. Si deve appunto ai piemontesi la diffusione, nell’emisfero australe, della viticoltura che ha contribuito a trasferire in quelle zone non solo un’attività economica, ma anche un contesto sociale e di aggregazione delle nostre comunità”.
L’abitudine di utilizzare le etichette per contraddistinguere le botti con i propri vini si diffuse all’inizio 1900 e durò fino agli anni 1950.
Oggi possono essere fonti molto valide per rivelare la storia poco conosciuta degli immigrati italiani, del loro insediamento nelle nuove terre e dell’affermazione delle loro famiglie attraverso il lavoro quotidiano. La grafica semplice e ripetitiva attesta la preparazione delle immagini senza il ricorso a noti illustratori. Tutto si realizzava in casa, come il vino.
Le prime etichette, quelle realizzate dagli immigrati fondatori della vitivinicoltura industriale, hanno una maggiore ricchezza d’informazioni e raccontano un’America immaginata, desiderata e piena di lavoro. Con le Ande sempre sullo sfondo. A partire dagli anni Trenta del Novecento divennero meno originali e creative, più simili tra loro, con i disegni statici. Ma sempre con le montagne all’orizzonte. Per gli immigrati, soprattutto quelli partiti dal Piemonte, anch’esso terra di vino ai piedi di grandi massicci, le montagne erano un ricordo lontano da far rivivere guardando le vette della nuova patria.
Le etichette saranno esposte in una vera “cantina” del museo, uno spazio riadattato per l’occasione, e alcune saranno applicate sulle botti, proprio come nell’uso originale.